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Attualità | 23 aprile 2026 | 12:00

È il primo nato dopo settant'anni in un paesino di appena quattro case: compie un mese Emilio, che ha portato la primavera dopo un lunghissimo inverno demografico

"La famiglia ha recuperato la vecchia casa in sasso dei nonni". Siamo nella frazione di Trino, nel Comune di Bagno di Romagna, nel Parco delle Foreste Casentinesi. Qui, in un borghetto di quattro-cinque case, dopo oltre mezzo secolo è nato un bambino, Emilio Silvani. La sua nascita è un segno di speranza, e forse di impegno della comunità a mantenere i servizi di base

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Il 23 marzo scorso, nella frazione romagnola di Trino, è nato il primo bambino dopo circa settant’anni: si chiama Emilio Silvani e oggi compie un mese. La sua nascita è stata accolta come un evento storico che ha infuso fiducia in una comunità altrimenti segnata dall’abbandono e dalla denatalità. L’"inverno demografico" interessa ormai, eccetto rare eccezioni, moltissimi comuni montani, ed è estendibile come tendenza all’intera Penisola. Anche nel vicino capoluogo di Cesena, la natalità è in netto calo. Ecco perché la notizia è arrivata nel piccolo paesino come una vera e propria primavera.

 

"La nascita di un bambino in questo paesino ha fatto piuttosto scalpore, dentro e fuori il comune, proprio per l’assenza di natalità che ormai si protraeva da oltre mezzo secolo. I due giovani genitori hanno recuperato - in questo borghetto di quattro o cinque case – una vecchia abitazione in sasso che apparteneva ai nonni e hanno deciso di tentare di vivere a Trino. Una scelta piuttosto controcorrente che mi auguro venga premiata: luoghi all'apparenza marginali tornano a essere vissuti e scelti".

 

Trino si trova nel comune di Bagno di Romagna (rientrato tra i paesi considerati "montani" dalla nuova legge), un territorio che ha la sua base poco oltre i 460 metri ma si sviluppa fino ad altitudini ben più importanti. Il territorio comunale rientra sia nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che nella Riserva Integrale di Sasso Fratino.

 

In realtà, l’inverno demografico non è così buio nel Comune di Bagno come lo è altrove. Ce ne parla il sindaco Enrico Spighi. "Il trend adesso è leggermente in crescita: siamo passati da 23 nuovi nati nel 2024 a 28 nuovi nati nel 2025 e adesso abbiamo avuto 10 nascite solo nei primi quattro mesi. Si tratta di veramente poche unità, e non so se riusciremo a sorpassare la cifra dell’anno passato, però certe notizie lasciano ben sperare".

 

Del resto, Bagno di Romagna, pur essendo un comune montano non è isolato come lo sono altri e, nel tempo, ha anche investito per garantire i servizi di base ai propri cittadini, compresi i giovanissimi. Dal trasporto pubblico alla sanità, dall’asilo nido all’istruzione superiore. Insomma, concessa la posizione fortunata, queste buone notizie sono anche l’esito di un duro lavoro per contrastare la marginalizzazione.

 

"Tramite l'E45, la strada che collega Ravenna a Orte, in mezz'ora è possibile raggiungere centri come Cesena e quindi tutti i servizi connessi. Inoltre, qui da noi abbiamo un ospedale funzionante che ha tutti i punti di primo intervento, la lungodegenza, la medicina interna. Per garantire il diritto ad un’istruzione accessibile, poi, abbiamo un liceo scientifico, una scuola media, la scuola elementare e l’asilo nido". Quest’ultimo, dallo scorso anno apre ai bambini già dai nove mesi d’età, non più dai dodici, in modo da consentire alle famiglie di avere un po' più di libertà e autonomia.

 

Lo scuolabus arriva puntuale ogni mattina: va a prendere giovani per tutto il territorio comunale - che presenta un’estensione notevole, di ben 233 chilometri quadrati - per portarli a scuola.

 

Insomma, tutti servizi che negli anni hanno portato ad una crescita positiva, seppur leggera, non solo della natalità, come si diceva, ma anche della residenzialità. Il saldo tra chi arriva e chi lascia il territorio di Bagno di Romagna si è attestato a +38 nel 2024 e +22 nel 2025.

 

Questo è l’esito di un mercato del lavoro piuttosto fertile, agevolato dalla forte trazione turistica del territorio, famoso per le acque termali che attirano dalle 230 alle 250mila presenze turistiche l’anno, e un discreto settore industriale, con aziende che danno molto lavoro e che attraggono un'importante immigrazione dal Sud Italia.

 

Il quadro virtuoso, tracciato dal sindaco Enrico Spighi, è comunque una questione piuttosto isolata, e non vale per tutti i comuni, anche limitrofi a quello di Bagno. "In territori come il vicino comune di Verghereto lo spopolamento si soffre di più, tant'è che noi abbiamo anche una convenzione alla scuola materna per poter accogliere anche alcuni bambini dal comune di Verghereto. Questo perché ancora riusciamo a garantire la continuità della struttura e a reggere un po' meglio gli effetti dell'inverno demografico".

 

Insomma, quello di Bagno di Romagna sembra essere un caso virtuoso, sebbene ancora si limiti a pochi segnali piuttosto isolati, tuttavia lascia un velo di speranza, oggi incarnata dal nuovo giovanissimo abitante di Trino. Vogliamo immaginare che un giorno, quando i genitori racconteranno al piccolo Emilio la felicità che ha portato in paese, lui potrà raccontarlo a molti altri coetanei e amici più giovani, che nel frattempo saranno tornati ad abitare i comuni montani della provincia.

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