Contenuto sponsorizzato
| 29 aprile | 12:54

Il Veneto ha paura del lupo? Lettera dell'associazione a Bond tra criticità e proposte gestionali: "Non si insegua l'emergenza ma si governi il fenomeno"

Nella lettera, "Io non ho paura del lupo" invita inoltre l’assessore Dario Bond a visitare alcune realtà zootecniche della Lessinia dove la convivenza con il lupo è già una pratica concreta, grazie all’adozione di strumenti di prevenzione come recinzioni elettrificate e cani da guardiania. "Sono esperienze reali, che funzionano, ma che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico"

Foto di Gaetano Pimazzoni

TRENTO. La necessità di costruire un sistema di governance efficace e continuativo, ma anche di rafforzare il monitoraggio e di superare un approccio frammentato di interventi episodici. L'aver abbandonato il progetto "Network Lupo Veneto" è considerato grave, così come l'assenza di un report pubblico aggiornato e le carenze sulla comunicazione istituzionale, un atteggiamento che contribuisce a tensioni sociali e disinformazione.

 

L’associazione "Io non ho paura del lupo", impegnata da oltre dieci anni in Veneto così come a livello nazionale nella promozione della convivenza tra attività umane e grandi carnivori, ha inviato una lettera Dario Bond, assessore regionale all’agricoltura, foreste, politiche venatorie e Terre Alte della Regione Veneto, per evidenziare le principali criticità nella gestione del lupo sul territorio e per proporre alcune soluzioni gestionali.

 

 

"Il ritorno del lupo in Italia, e in particolare nel Nord del Paese, non rappresenta un fenomeno emergenziale ma un processo naturale consolidato a livello europeoche richiede risposte strutturate, fondate su dati, pianificazione e capacità amministrativa". 

 

Tuttavia, secondo l’associazione, la Regione Veneto non ha ancora costruito un sistema di governance efficace e continuativo, mostrando difficoltà che appaiono non solo tecniche ma anche politiche.

 

Dopo quasi quindici anni di presenza stabile del lupo in Veneto – spiega l’associazione – non è più giustificabile un approccio frammentato, fatto di interventi episodici e privi di una visione complessiva. Senza una strategia chiara, il rischio è alimentare ulteriormente confusione e conflitto”.

 

Tra le criticità evidenziate emerge in particolare il tema del monitoraggiola conoscenza della specie rappresenta il presupposto tecnico imprescindibile per qualsiasi decisione credibile, ma oggi appare insufficiente e frammentata. Anche il recente report nazionale sulla mortalità del lupo ha messo in luce lacune significative proprio rispetto alla raccolta e sistematizzazione dei dati in Veneto.

 

"Grave l’abbandono del 'Network Lupo Veneto', un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, tecnici e volontari che aveva prodotto un importante patrimonio di dati e competenze oggi disperso".

 

A questo si aggiunge la totale assenza di un report pubblico aggiornato sullo stato del lupo in Veneto, a differenza di quanto avviene in altre realtà come Lombardia, Trentino e Alto Adige. “Senza trasparenza sui dati – evidenzia l’associazione – diventa difficile costruire un confronto serio e informato con cittadini e portatori di interesse”.

 

Dubbi anche sull’efficacia dei progetti sperimentali finanziati negli ultimi anni, per i quali non risultano pubblicati risultati accessibili e valutabili. Parallelamente, la gestione continua a basarsi su interventi occasionali, mentre territori complessi come la Lessinia richiederebbero azioni strutturate e continuative.

 

L’associazione segnala inoltre una forte carenza nella comunicazione istituzionale, elemento che contribuisce a alimentare tensioni sociali e disinformazione. “La Regione deve chiarire se intende affrontare il tema investendo su informazione, prevenzione e coesistenza, oppure continuare a non governarlo anche sul piano comunicativo”.

 

Tra le proposte avanzate, l’istituzione di un tavolo regionale permanente sui grandi carnivori​, sul modello di quanto già avviene in altre regioni italiane, coinvolgendo allevatori, tecnici, enti, mondo della ricerca e associazioni.

 

Nella lettera, "Io non ho paura del lupo" invita inoltre l’assessore a visitare alcune realtà zootecniche della Lessinia dove la convivenza con il lupo è già una pratica concreta, grazie all’adozione di strumenti di prevenzione come recinzioni elettrificate e cani da guardiania. “Sono esperienze reali, che funzionano, ma che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico”.

 

“Il lupo è tornato per restare e la vera sfida non è inseguire l’emergenza, ma governare il fenomeno con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo. Alla Regione Veneto spetta la responsabilità di costruire le condizioni per una convivenza possibile, attraverso dati solidi, trasparenza, dialogo e scelte coerenti”, conclude l'associazione "Io non ho paura del lupo".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 29 aprile | 17:03
Il pauroso tamponamento a catena si è verificato attorno alle 15.15 di oggi, mercoledì 29 aprile, lungo la SS 12 dell'Abetone e del [...]
Cronaca
| 29 aprile | 16:41
l terribile incidente stradale era avvenuto lungo la statale 12 dell'Abetone del Brennero, nella zona di Marco, tra il campo della Protezione [...]
Cronaca
| 29 aprile | 15:53
Il truffatore ha spiegato alla vittima ha spiegato che era avvenuto un furto in una gioielleria e, nelle vicinanze di questa, era sta rilevata la [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato