Il tragico incidente stradale di Rovereto: automobilista condannata a 8 mesi e 110mila euro di risarcimento. Nello scontro morì il 57enne Mauro Trainotti
l terribile incidente stradale era avvenuto lungo la statale 12 dell'Abetone del Brennero, nella zona di Marco, tra il campo della Protezione civile e il Rovercenter. La 28enne stava percorrendo la statale e, all'improvviso, svoltò a sinistra in via delle Ruina Dantesca: in quel momento Trainotti stava sopraggiungendo a bordo del suo scooter, sul quale si trovava anche la moglie, che si schiantò contro la Citroen C3 condotta dalla ragazza, morendo alcune ore più tardi all'ospedale Santa Chiara di Trento

ROVERETO. E' stata condannata a otto mesi di reclusione (con pena sospesa), al risarcimento di 110mila euro e alla sospensione della patente di guida per cinque mesi l'automobilista 28enne che, il 20 agosto 2023, provocò l'incidente stradale nel quale perse la vita il 57enne trentino Mauro Trainotti.
E' quanto ha deciso il giudice dell'udienza preliminare Consuelo Pasquali ieri, martedì 28 aprile, nei confronti della donna.
Il terribile incidente stradale era avvenuto lungo la statale 12 dell'Abetone del Brennero, nella zona di Marco di Rovereto, tra il campo della Protezione civile e il Rovercenter (Qui articolo).
La 28enne stava percorrendo la statale e, all'improvviso, svoltò a sinistra in via delle Ruina Dantesca: in quel momento Trainotti stava sopraggiungendo a bordo del suo scooter, sul quale si trovava anche la moglie del 57enne originario di Ala ma residente a Riva del Garda, che si schiantò contro la Citroen C3 condotta dalla ragazza.
L'impatto fu violentissimo: Trainotti venne elitrasportato all'ospedale di Trento dove morì poche ore dopo, mentre la moglie risultò ferita gravemente e restò ricoverata alcuni mesi, riportando serie conseguenze.
Il fratello della vittima si è costituto parte civile con i legali fiduciaria di Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nella gestione d'incidenti stradali, mentre il resto della famiglia ha preferito non intervenire nel processo, riservandosi di agire separatamente in sede civile, sempre con i legali di Giesse.
"Siamo soddisfatti che il giudice abbia accolto la nostra tesi e fatto emergere la verità, nonostante il pubblico ministero Viviana del Tedesco avesse chiesto prima l’archiviazione del caso, ancora in fase di indagine, e poi l’assoluzione dell’imputata sottolineando l’impossibilità della stessa di accorgersi del motociclista in arrivo - spiega in una nota ufficiale Maurizio Cibien, referente Giesse a Trento e Bolzano -. Grazie al lavoro del nostro legale fiduciario siamo riusciti a dimostrare che la causa del sinistro non risiede nella condotta del motociclista ma nell’innesco della manovra di svolta dell’automobilista. M.T., infatti, ha avuto circa un secondo di tempo per reagire ed evitare l’urto con il mezzo: decisamente troppo poco. Inoltre, così come riportato anche nella consulenza del pubblico ministero, se l’automobilista avesse guardato gli specchietti retrovisori si sarebbe accorta dello scooter in fase di sorpasso e M.T. probabilmente sarebbe ancora vivo".












