I responsabili della strage di lupi in Abruzzo sembra abbiano preparato dei bocconi di carne mischiati a un pesticida per uso agricolo. Si cercano tracce di Dna nei sacchetti delle esche

Una sorta di Ris per gli animali, il Centro di Medicina Forense Veterinaria di Grosseto è il punto di riferimento nazionale per questo genere di indagini. Secondo quanto riportato dal quotidiano 'Il Centro', gli esperti starebbero analizzando le buste rinvenute sul luogo alla ricerca del dna dei bracconieri. Intanto nuove predazioni acuiscono la conflittualità degli allevatori

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nei giorni scorsi, le analisi di laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo avevano già permesso di stabilire le modalità di uccisione per alcuni dei lupi trovati morti nei pressi del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise - soprattutto a Pescasseroli e Alfedena -, per un totale di quasi venti esemplari e coinvolgendo anche alcune volpi e una poiana.
Stando a quando dichiarato da Giampiero Scortichini, presidente dell’Istituto, per alcuni dei lupi è stato già accertata la causa della morte: un fitofarmaco solitamente utilizzato come pesticida per uso agricolo (e pertanto facile da reperire). Con questa sostanza, i responsabili avevano preparato dei bocconi di carne, letali una volta ingeriti, che poi avrebbero sigillato nei sacchetti di cui sopra e quindi sparso nel bosco a mo’ di esca.
In questo modo i bracconieri avrebbero messo in piedi una trappola ecologica a tutti gli effetti, probabilmente pensata per colpire una specie percepita come problematica, qual è il lupo appenninico, ma con effetti potenzialmente disastrosi anche per gli altri animali.
Secondo quanto riportato da Il Centro - Quotidiano d’Abruzzo, anche la sezione di Grosseto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana starebbe ora lavorando sulla questione. In particolare starebbe analizzando le prove che potrebbero far risalire al colpevole o ai colpevoli della strage avvenuta nei dintorni del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Su disposizione della Procura di Sulmona, i Carabinieri forestali avrebbero inviato ai laboratori di Grosseto i sacchetti di plastica rinvenuti nei luoghi della mattanza, i quali avrebbero contenuto le esche avvelenate. Quello di Grosseto è uno dei reparti di investigazioni scientifiche più specializzati, una sorta di Ris degli animali: il Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria. Qui si troverebbero le strumentazioni e gli esperti più adatti ad isolare eventuali tracce di Dna dai sacchetti rinvenuti in Abruzzo, permettendo in questo modo di risalire ai bracconieri.
L’Istituto zooprofilattico di Grosseto, intanto, pur manifestando il suo supporto ai colleghi di Abruzzo e Molise, interessati da questo caso di enorme portata, non intende dare ulteriori informazioni per rispetto del segreto istruttorio, essendo le indagini ancora in corso.
L’operazione, secondo gli investigatori, si annuncia tutt’altro che semplice: i responsabili dell’uccisione potrebbero aver utilizzato i guanti per inserire i bocconi avvelenati nei sacchetti. Ciò nonostante, non è da escludere qualche passo falso o disattenzione: ragion per cui ogni strada dev’essere esplorata.
Gli inquirenti avevano già preso in considerazione la pista di eventuali impronte lasciate sulla plastica delle buste; e ora, con l’analisi del Dna, s’intende scavare ancora più a fondo. In questo senso è indispensabile il contributo dell’Istituto di Grosseto, punto di riferimento nazionale per la medicina forense veterinaria. Lo stesso reparto era stato chiamato in causa per i rilevamenti a seguito dell’uccisione dell’orsa Amarena, per la quale martedì 28 aprile si è riaperto il processo.
Le indagini su chi possa avere gettato le esche, intanto, non escludono alcuna pista; al momento quella principale guarda al mondo dell’allevamento, il più colpito dai danni da lupo. Nonostante la condanna di Confagricoltura a questi attacchi, infatti, il Comitato spontaneo agricoltori e allevatori richiama l’attenzione sulla dannosità che questa specie continua a rappresentare per il settore.
"Due notti fa l’ultimo assalto dei lupi a Pescasseroli, mentre nei giorni scorsi i lupi avevano colpito a Magliano de’ Marsi", raccontava Dino Rossi, rappresentante legale del Comitato a Il Centro, lasciando emergere la conflittualità - sempre meno latente - rivolta all’animale.











