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Ambiente | 28 aprile 2026 | 13:00

Al via la fase di consultazione per la stesura del Piano Nazionale dedicato al ripristino degli ecosistemi degradati: uno strumento pratico per farci carico della responsabilità dell'ambiente in cui viviamo

Il Piano Nazionale di RIpristino (Pnr) è lo strumento con cui l’Italia darà attuazione al Regolamento per il Ripristino della natura, che implica - per i paesi membri - l’impegno a ripristinare gli ecosistemi terrestri, d'acqua dolce, marini, urbani, fluviali, agricoli, forestali e le popolazioni di impollinatori. Dal 23 aprile al 9 giugno 2026, la definizione è aperta alla partecipazione di cittadini, associazioni e realtà portatrici d’interesse

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

È aperta la consultazione pubblica per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino (Pnr): la strategia, a cura di Ispra, che ogni Stato dell’Unione Europea deve predisporre per garantire il ripristino degli "ecosistemi degradati" nel proprio paese. Dal 23 aprile al 9 giugno 2026, la definizione è aperta alla partecipazione di tutti: cittadini, associazioni e realtà portatrici d’interesse.

 

Il Piano è lo strumento con cui l’Italia darà attuazione al Regolamento per il Ripristino della natura, che implica - per i paesi membri - l’impegno a ripristinare gli ecosistemi terrestri, d'acqua dolce, marini, urbani, fluviali, agricoli, forestali e le popolazioni di impollinatori. Vuole essere insomma uno strumento pratico per intervenire sul dissesto idrogeologico, per contrastare i cambiamenti climatici, per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, garantire la sicurezza alimentare e per la cura di ecosistemi e biodiversità.

 

Promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), in collaborazione con il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), l’iniziativa punta a coinvolgere attivamente la cittadinanza nell’interesse di un bene comune a tutti. Insieme ai documenti utili alla comprensione dei Regolamento e del Pnr, è disponibile una prima bozza del Piano su cui è possibile offrire modifiche, commenti, suggerimenti, informazioni e dati utili alla redazione e compilazione del Piano stesso attraverso la compilazione di questionari appositi.

 

Tutti i commenti che arriveranno saranno vagliati dal Mase assicurando che il Piano finale sia partecipato e condiviso. È possibile contribuire sulla piattaforma partecipa.gov.it.

 

 

Com’è strutturata la consultazione

Data la complessità e l’elevato carattere tecnico-scientifico del Piano, la consultazione è articolata in diverse sezioni accessibili a tutti i portatori di interesse e progettate per rispondere a esigenze, livelli di approfondimento e tipologie di contributi differenti. Pertanto, sono previste due sezioni informative che illustrano in modo dettagliato come è strutturato il format del Piano e la bozza del Pnr.

 

Il Piano, secondo il format europeo, è suddiviso in tre parti: A, con informazioni generali e trasversali a tutti gli obiettivi; B, con informazioni sull’approccio nazionale al conseguimento degli obiettivi; e C, la lista delle misure attualmente previste.

 

Quindi, per la compilazione, sono previsti tre strumenti differenziati:

- Un questionario generale rivolto a tutti, anche a coloro che hanno una conoscenza non approfondita del Regolamento, con l’obiettivo di capire come i contenuti vengano percepiti, quali speranze o preoccupazioni siano associate al Piano.

- Un questionario specifico rivolto soprattutto ai portatori di interesse e coloro che hanno una conoscenza più approfondita del Regolamento e di uno o più argomenti specifici del Piano.

- Una scheda delle misure, rivolto soprattutto a enti, università, associazioni e soggetti con competenze ambientali in possesso di dati utili, per proporre nuove misure da inserire nel Piano.

 

Come partecipare

Cittadini, istituzioni, associazioni e stakeholder possono partecipare alla consultazione del Piano Nazionale di Ripristino della Natura accedendo alla piattaforma "ParteciPa" tramite SPID, CIE o CNS: dopo aver esaminato documenti, misure e mappe della bozza, è possibile compilare un questionario generale per esprimere opinioni e priorità oppure uno più tecnico rivolto agli addetti ai lavori, oltre a inviare schede tecniche per proporre nuove misure; tutti i contributi, raccolti nel rispetto della privacy e in forma aggregata, saranno poi valutati per la redazione della versione finale del piano.

 

 

Perché partecipare

Il ripristino della natura è una sfida condivisa. Richiede collaborazione tra istituzioni, cittadini e portatori di interesse. I contributi aiutano a migliorare le misure, rendendole più efficaci e adatte alle diverse realtà locali.  In molti contesti, dove la biodiversità è legata anche a peculiari paesaggi culturali, occorrerebbe analizzare a fondo e con grande attenzione il significato di "ripristino", per evitare che l’oggettività di dati e monitoraggi sia prevaricata da approcci ideologici.