"Sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti". Dalle parole di Erri De Luca, una riflessione su come osservare la catena alpina: barriera naturale o cerniera culturale?

C'è chi le concepisce come un demarcatore di confini (e dunque come uno "sbarramento") e chi come la cerniera d'Europa (e quindi come un fitto susseguirsi "brecce"). Queste due visioni si fanno spartiacque tra il pensiero nazionalista e quello europeista.

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, atleti della parola pace".
Questa celebre citazione pasquale di Erri De Luca favorisce una riflessione - che travalica i confini della fede per abbracciare quelli dell'umanità - sul ruolo sociale delle catene montuose e, in modo particolare, sul ruolo sociale della catena alpina.
Come divulgatore di temi legati alla montagna percepisco l'esistenza di due modi osservare le Alpi: c'è chi le concepisce come un demarcatore di confini (e dunque come uno "sbarramento") e chi come la cerniera d'Europa (e quindi come un fitto susseguirsi "brecce").
Queste due visioni si fanno spartiacque tra il pensiero nazionalista e quello europeista.
Se essere nazionalisti significa trincerarsi entro spesse e stagne mura; se essere nazionalisti significa dividersi e, quindi, diventare un feudo di poteri che mettono in discussione i valori fondanti del nostro continente per rimanere a galla in un mondo di carattere globale, allora io continuerò a vedere nelle nostre montagne una formidabile cerniera tra culture magari diverse, ma allo stesso tempo sorelle.
Culture che si integrano accettandosi.













