"Vedo il cane sfrecciare dietro alla marmotta, inseguendola fin dentro alla tana (VIDEO). Al mio invito di legare l'animale, i padroni mi dicono di farmi gli affari miei"

L'episodio, avvenuto nei pressi di Cima Undici, risale allo scorso 19 agosto, ma ritrae una dinamica tutt'altro che rara. A descrivere la vicenda è un post Instagram pubblicato dal profilo "irene.wonderland", la cui titolare, a seguito dell'episodio, ha avuto un acceso confronto con i proprietari dell'animale

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Stavo facendo video dalla cima mentre vedo sfrecciare un cane di piccola taglia dietro ad una marmotta, la marmotta si rifugia nella sua tana e il cane in totale libertà la insegue fin dentro alla tana". Potrebbe essere la scena di un cartone animato. Ahinoi, non lo è.
L'episodio risale allo scorso 19 agosto. A descrivere la vicenda mostrata dalle immagini è un post Instagram pubblicato dal profilo "irene.wonderland". L'utente social – racconta in didascalia - vi ha assistito di persona durante un'escursione a Cima Undici. Raggiunta la cima, stava registrando un video del panorama attorno a sé quando si è accorta dello strano episodio che interessava una famiglia di escursionisti poco lontano.
Il cane scompare dunque nel tunnel, per poi ricomparire ed infilarvisi di nuovo: così a ripetizione. Nel frattempo, i proprietari sembrano lasciarlo tranquillamente al suo "gioco". Un episodio simile a quello che - con esiti probabilmente tragici - raccontavamo in questo articolo.
"In tutto questo – continua l'autrice del post - i padroni fanno una sola cosa: niente. Non chiamano il cane, non lo sgridano, non si recano da lui per prenderlo e legarlo, non fanno assolutamente niente. Quando stoppo il video intimo i signori a riprendersi il cane e a tenerlo legato, i padroni, con tutta la tranquillità di questo mondo, mi rispondono (davanti ai figli piccoli) 'fatti gli affari tuoi'".
Dopo che la testimone gli avrebbe fatto notare la mancanza di rispetto, i genitori non si sarebbero mostrati affatto dispiaciuti di avere usato un simile linguaggio, né tantomeno della loro gestione dell'animale, e avrebbero continuato a rispondere con gli stessi toni.
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Amareggiata da un simile atteggiamento, l'autrice non manca di giustificare la scelta di pubblicare il video, precisando di avervi pensato a lungo.
"Mi avessero risposto dicendo 'guarda, ci è scappato, ci dispiace' oppure chiedendo scusa e cercando di capire, mi sarei fatta i fatti miei tenendo la cosa tra noi. Ma dato che i signori in questione sono stati così irrispettosi e maleducati, penso proprio che sia il caso che prendano atto dei loro gesti e che vengano visti da quanta più gente possibile".
"La natura e gli animali selvatici che la vivono non hanno bisogno di questo schifo, se non sapete portarle rispetto, statevene a casa vostra e - chiosa la didascalia - imparate ad educare voi stessi prima, ed il vostro cane ed i vostri figli poi".
Restando sulla questione della gestione dell'animale domestico - senza addentrarci in ulteriori questioni - ci sembra che l'episodio rientri nell'ordine di quei casi in cui animali selvatici e animali d'affezione sono vittima dell'irresponsabilità dei padroni.
Sul fatto che il cane in montagna debba stare al guinzaglio si sono già spesi fiumi di parole, ma il punto chiave è uno: il proprietario di un cane è "sempre responsabile del benessere e del controllo del proprio animale". Di conseguenza, "risponde sia civilmente che penalmente dei danni o lesioni che questi arreca a persone, animali o cose".
Oltre alla normativa, ci sembra che un ulteriore faro utile a guidare le nostre azioni di frequentatori della montagna, padroni di animali o meno, rimanga sempre il buonsenso.
Non sappiamo come possa reagire l'animale selvatico, non conosciamo il grado di stress che questo "inseguimento" comporta sul selvatico, né sappiamo prevedere al 100% la risposta del nostro compagno a quattro zampe. Di nuovo, come ribadiva in un'altra occasione un'educatrice cinofila, è importante "evitare di recare disturbo alla fauna selvatica e, invece, avere rispetto del prossimo". Per questo, ogni precauzione è un gesto di consapevolezza necessario.
"Il guinzaglio – scrivevamo nell'articolo relativo ad un episodio simile - non è solo un obbligo normativo in molte aree protette, ma un gesto di rispetto verso gli animali selvatici, l'ecosistema montano e chi lo frequenta".












