Cane senza guinzaglio rincorre e azzanna una marmotta (FOTO): quando l'irresponsabilità compromette la libertà altrui


Perché è necessario tenere i cani al guinzaglio quando si va in montagna (e non solo)? È facile trovare una risposta eloquente nella sequenza fotografica che immortala un cane - lasciato libero dal proprio padrone - intento a inseguire una marmotta fino a raggiungerla, azzannarla e, probabilmente, toglierle la vita

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Perché è necessario tenere i cani al guinzaglio quando si va in montagna (e non solo)?
È facile trovare una risposta nell'eloquente sequenza fotografica che immortala un cane - lasciato libero dal proprio padrone - intento a inseguire una malcapitata marmotta fino a raggiungerla, azzannarla e, probabilmente, toglierle la vita.
Ad assistere alla scena è stato un escursionista, che l’11 giugno stava scendendo lungo il sentiero che collega il passo di Valcervia al lago Moro, sulle Orobie. “Sono scene riprese con superzoom sul versante opposto della conca, sulla discesa dal Corno Stella, troppo lontano per poter intervenire”, spiega Matteo Vergani.
L’escursionista ha raccontato il fatto di cui è stato testimone condividendo un post su Facebook nel gruppo Camminando sulle Orobie, con l’intento di sensibilizzare sull'importanza di tenere sempre i cani al guinzaglio in ambienti di alta quota.
Le fotografie mostrano chiaramente il cane lanciarsi di corsa lungo il pendio per inseguire la marmotta e poi azzannarla, lanciarla in aria e farla ruzzolare a terra, probabilmente esanime.

"Non è la prima volta che mi capita di scrivere sul tema dei cani in ambiente di alta quota", commenta l'escursionista, sottolineando come simili episodi accadano "fin troppo spesso" quando i cani non sono controllati. “Purtroppo oggi devo mostrare la documentazione fotografica a testimonianza di quello che può accadere quando i cani non vengono tenuti al guinzaglio durante le escursioni in ambienti di alta quota con presenza di fauna selvatica”.
Come ribadiva in un’altra occasione un’educatrice cinofila, è importante "evitare di recare disturbo alla fauna selvatica e, invece, avere rispetto del prossimo". Regole che, a suo dire, "dovrebbero valere tanto per gli escursionisti accompagnati da cani che per coloro i quali vanno in quota o nei boschi senza amici a quattro zampe".

L’evento documentato sulle Orobie sottolinea la necessità di maggiore responsabilità e buon senso da parte di chi va in montagna con animali domestici al seguito. Il guinzaglio non è solo un obbligo normativo in molte aree protette, ma un gesto di rispetto verso gli animali selvatici, l'ecosistema montano e chi lo frequenta.
In questo caso a rimetterci è stata la fauna selvatica, ma non sono rari i casi in cui cani lasciati liberi disturbano armenti e greggi, altri cani legati oppure semplici escursionisti incrociati lungo i sentieri.
Per molti, il cane "libero" simboleggia il domestico che si scopre improvvisamente selvaggio, che riattiva istinti quiescenti, che riacquista una libertà quotidianamente limitata. È esattamente ciò che molti di noi sperano di trovare in montagna, ma è importante rendersi conto che tra i rilievi non siamo mai soli e la nostra libertà è legittima solo quando non va a limitare quella altrui.
Le fotografie nell'articolo sono di Matteo Vergani













