"Oggi i problemi maggiori sono legati all'overtourism, alla spettacolarizzazione social della montagna e a un'informazione spesso poco qualificata". Una giornata di appuntamenti dedicati alla prevenzione in montagna

In che modo si organizza un'escursione? Quali parametri per valutare il rischio? Come agire in caso di emergenza? Domenica 21 giugno ritorna "Sicuri in montagna d'estate", l'iniziativa organizzata dal Club Alpino Italiano e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Oggi i problemi maggiori sono legati all’overtourism, alla spettacolarizzazione social della montagna e a un’informazione spesso poco qualificata che circola sul web. Non è raro vedere salite alpinistiche impegnative presentate come semplici gite, alimentando l’illusione che siano alla portata di tutti".
Anche quest’anno, ritorna la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici della stagione estiva in montagna: gli eventi si terranno domenica 21 giugno in moltissimi appuntamenti lungo la Penisola. L’iniziativa coinvolgerà decine di località alpine e appenniniche in tutta Italia con attività informative, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto rivolti agli escursionisti e a tutti i frequentatori della montagna.
Nei giorni scorsi, tra le Alpi, sono stati recuperati i corpi senza vita di ben nove alpinisti in soli tre giorni: un bilancio tra i più severi che si ricordino tra i tecnici del Soccorso Alpino. Oltre al lutto, questa tragedia collettiva ha riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza in montagna, con pareri e risposte mediatiche non sempre coincidenti.
In una recente intervista a Il Dolomiti, Luca Franzese, consigliere nazionale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico Italiano, spiegava che in fondo, certi numeri - così incapaci di riflettere l’entità delle perdite -, non sorprendono: sono la "logica conseguenza" del vertiginoso aumento dei frequentatori.
"Il vero problema, al netto di queste terribili tragedie, - aggiunge Franzese -, è rappresentato da tutti quegli interventi che, i tecnici di tutta Italia devono compiere per soccorrere chi non ci sa andare e, nonostante tutto, sfida la sorte, mettendo a rischio la propria vita e anche di chi, poi, deve intervenire per salvarlo".
Come agire su questo aspetto? Da un lato, i media hanno la responsabilità di offrire una comunicazione corretta e non estetizzante della pratica alpinistica; dall’altro, le organizzazioni direttamente attive in montagna hanno il compito di fare prevenzione attiva, educando questo nuovo pubblico ad un corretto avvicinamento alle quote medie e alte.
Cade dunque a pennello il ritorno della campagna di ventuno appuntamenti Sicuri in montagna d’estate, organizzata dal Club Alpino Italiano e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (tutte le informazioni a questo link).
L’estate rappresenta da sempre il periodo dell’anno con il maggior numero di presenze nelle terre alte e, di conseguenza, anche quello in cui si registra il maggior numero di interventi di soccorso. Escursionismo, alpinismo, arrampicata, mountain bike e attività outdoor attirano ogni anno milioni di persone, molte delle quali si avvicinano alla montagna senza una preparazione adeguata o con una percezione distorta delle reali difficoltà degli itinerari.
Durante la giornata saranno affrontati i principali temi legati alla sicurezza estiva: la corretta pianificazione delle escursioni, la scelta dell’itinerario in funzione delle proprie capacità, la gestione del rischio legato al caldo e ai temporali, l’importanza dell’equipaggiamento adeguato, la lettura delle previsioni meteorologiche e il corretto comportamento da adottare in caso di emergenza.
I cambiamenti climatici stanno modificando profondamente l’ambiente montano, rendendo più frequenti fenomeni come il distacco di pietre, l’instabilità di alcuni percorsi in quota, la riduzione dei ghiacciai e l’aumento degli eventi meteorologici intensi. Tuttavia, accanto alle trasformazioni ambientali, stanno cambiando anche le modalità di frequentazione della montagna, con un numero crescente di persone attratte da luoghi e itinerari diventati popolari attraverso i social network.
"Avvicinandoci alla stagione estiva, quella più preoccupante per quanto riguarda il numero degli incidenti in montagna, ci sentiamo di rinnovare le consuete raccomandazioni: la montagna va vissuta sempre con responsabilità, trovando il giusto equilibrio tra passione e prudenza. Se è vero che i cambiamenti climatici hanno accentuato alcune criticità ambientali, è altrettanto vero che sono cambiate le abitudini e le aspettative di molti frequentatori delle terre alte".
A lanciare queste raccomandazioni è Elio Guastalli, responsabile del progetto Sicuri in Montagna, che restituisce la complessità del quadro menzionando anche i mutamenti sociali che oggi intervengono a ridefinire ulteriormente questi ambienti e il nostro approccio ad essi.
"Oggi i problemi maggiori sono legati all’overtourism, alla spettacolarizzazione social della montagna e a un’informazione spesso poco qualificata che circola sul web. Non è raro vedere salite alpinistiche impegnative presentate come semplici gite, alimentando l’illusione che siano alla portata di tutti. La montagna rimane invece un ambiente complesso, fragile e talvolta pericoloso: non vanno bene la fretta e l’improvvisazione, serve un approccio lento e consapevole. È indispensabile fare fatica, prepararsi e rispettare l’ambiente che ci ospita, perché solo così la montagna continuerà a regalare esperienze straordinarie".
Negli ultimi anni si è inoltre diffuso l’utilizzo di strumenti digitali, piattaforme on-line e sistemi di intelligenza artificiale per pianificare le escursioni. Sebbene possano rappresentare un valido supporto, tali strumenti non sostituiscono la conoscenza diretta dell’ambiente montano, la capacità di interpretare le condizioni reali del territorio e la valutazione delle proprie competenze. La sicurezza continua a dipendere dalla preparazione individuale, dall’esperienza e dalla capacità di prendere decisioni corrette sul terreno.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema del rispetto delle strutture di supporto alla frequentazione della montagna. Rifugi e bivacchi svolgono una funzione fondamentale per la sicurezza e non devono essere considerati semplici strutture ricettive o luoghi di intrattenimento. Un utilizzo corretto e responsabile di questi presidi rappresenta un elemento essenziale della cultura della montagna.











