Premiate le storie di incidenti e soccorsi in montagna che la cronaca non racconta: una serata per "riflettere sulle proprie esperienze offrendo uno spunto di consapevolezza anche agli altri"

Al Festival L'Altramontagna "Il Fiore del Baldo" la premiazione del concorso "Ti racconto il mio soccorso" ideato da Melania Lunazzi. Trentasei racconti hanno dato voce a soccorritori e persone soccorse, trasformando esperienze di paura, errore e solidarietà in occasioni di riflessione e consapevolezza
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Tra gli appuntamenti più intensi del Festival L'Altramontagna "Il Fiore del Baldo", va ricordata la premiazione del concorso nazionale Ti racconto il mio soccorso, ideato dalla giornalista Melania Lunazzi, responsabile dell'ufficio stampa del Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia.
Il progetto nasce per dare voce a ciò che spesso resta fuori dalla cronaca: le emozioni, le paure, gli errori, la solidarietà e la forza che emergono quando la montagna mette le persone di fronte ai propri limiti. Attraverso il racconto di chi è stato soccorso e di chi ha prestato soccorso, il concorso prova a restituire il lato più umano di esperienze che segnano profondamente la vita di chi le attraversa.
"Dietro a molti incidenti in montagna si nascondono errori di valutazione, sottovalutazioni o una serie di scelte che portano a situazioni difficili. Mettere per iscritto ciò che è accaduto significa riflettere sulla propria esperienza e offrire uno spunto di consapevolezza anche agli altri. Ma emerge anche altro: la capacità di trovare risorse inaspettate nei momenti più critici e il valore della scrittura come strumento per elaborare esperienze molto dure", ha spiegato Melania Lunazzi.
All'edizione 2025-2026 hanno partecipato 36 autori attraverso Kepown, un innovativo social network ed editoriale digitale italiano nato in Friuli Venezia Giulia da un'idea di Uberto Fortuna Drossi e dedicato agli appassionati di scrittura. Sulla piattaforma sono consultabili integralmente tutti i racconti partecipanti al concorso. I testi premiati al Festival de L’Altramontagna sono stati valutati da una giuria composta da Simone Breda, Giacomo Giordani, Pietro Lacasella, Melania Lunazzi, Monica Malfatti, Pier Giorgio Baldracco e Andrea Greci.
La premiazione, presentata dalla giornalista Linda Pisani (ufficio stampa Sat) ha visto la proclamazione di Raffaella Faggionato con "Angeli sulle montagne" (persona soccorsa) e di Albertina Betty Da Deppo con "Una barba di brillanti" (soccorritrice). Secondo posto per Giusy Mandalà (soccorritrice) con "Tra cielo e mare". Menzioni speciali a Enrico D'Alberto (persona soccorsa) per "Madama Montagna e Messer Monte" e a Sara Cianfarani Carnevale per "25 battiti" (testimonianza di soccorso).
Le motivazioni della giuria sono state lette da Melania Lunazzi, mentre la lettrice Margherita Tomadini ha dato voce ad alcuni passaggi delle opere premiate. Dalle parole di Raffaella Faggionato, precipitata lungo un canalino sul monte Sernio, emerge tutta la fragilità dell'errore umano: "L'errore però è perfettamente impresso. Quella scintilla sul sasso bagnato e viscido...".
Di segno diverso ma altrettanto intenso il racconto della soccorritrice Albertina Betty Da Deppo, che ricorda il recupero di una giovane escursionista fermatasi a pochi metri da un precipizio: "Anna respirava ancora". Una frase semplice che racchiude tutta la tensione e la speranza di un intervento di soccorso.
Nella testimonianza di Giusy Mandalà il soccorso diventa invece una corsa contro il tempo: "Arriva quella chiamata che rompe la perennità dell'attesa". Mentre Enrico D'Alberto, sopravvissuto a un incidente provocato da un fulmine, parla della sua esperienza come di "un inno alla non ovvietà della vita".
Racconti diversi tra loro ma accomunati dalla stessa consapevolezza: dietro ogni intervento di soccorso non ci sono soltanto dati e cronache, ma persone, fragilità, scelte, errori e straordinari gesti di umani.












