"Siamo un luogo che non c'è, poco conosciuto nella nostra stessa regione e spesso scambiato per l''altra' Resia": né overtourism né dimenticanza, la scelta di una valle montana friulana per promuoversi

"L'obiettivo è attrarre nuovi ospiti, mantenendo la nostra identità e i nostri valori, senza snaturarci e cercando di trovare dei giusti equilibri, proponendo l'esperienza di scoprire la valle, con calma, in tutte le stagioni", spiega Anna Miceli, sindaca di Resia (Friuli). "Dobbiamo immaginarci un futuro, dobbiamo essere capaci di progettarlo e di crederci"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Siamo un luogo che non c'è, poco conosciuto nella nostra stessa regione e spesso scambiato per l''altra' Resia, quella del lago con il campanile svettante, in Alto Adige, ai confini con Austria e Svizzera". Inizia così la nostra chiacchierata con Anna Micelli, sindaca, dal 2019, di Resia, laterale della Val Canale, in Friuli, e presidente del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie.
"Siamo una vallata nascosta, non di passaggio, bisogna decidere di arrivare sin qui, certo, ma c'è tanto da vedere e scoprire. Abbiamo l'Ecomuseo della Val Resia, un museo diffuso, sul territorio, nato e cresciuto per proteggere, valorizzare e condividere l'immenso patrimonio naturale e culturale della valle con la partecipazione di tutta la comunità. Abbiamo ricevuto il titolo di Riserva della Biosfera, nel 2019, grazie anche alla stretta collaborazione con gli amici sloveni, in particolare con la squadra che amministra e valorizza il Parco nazionale del Triglav. Entrare nella Riserva della Biosfera Unesco ci ha aiutato a capire il reale valore della nostra vallata. Il riconoscimento Unesco è per noi uno stimolo che vogliamo tradurre in sviluppo", spiega la sindaca.

Resia è una vallata di 119 chilometri quadrati, con il primo paese a 480 metri di quota, l'ultimo a 800 e il monte Canin, che segna il confine con la Slovenia, a 2587 metri sul livello del mare. "Ci abitano 920 persone, una comunità che cerca di impegnarsi per il proprio futuro. A livello ambientale siamo una vallata importante, abbiamo un corso d'acqua naturale, il torrente Resia, senza captazioni. E, per quanto riguarda la cultura, siamo orgogliosi della nostra lingua, il resiano, che ci riporta al quinto secolo, alle invasioni di Avari e Longobardi e racconta di come la valle fosse chiusa, poco frequentata, tanto da mantenere viva un propria lingua, arrivata sino a noi. E poi abbiamo il Pust, il Carnevale: è un momento di espiazione e di festa per noi tutti, non un evento turistico. E c'è una tradizione folcloristica che ci ha plasmati: il Gruppo Folkloristico Val Resia ha 180 anni e da sempre promuove la musica ad orecchio, senza spartiti", racconta Anna Miceli.
Si è lavorato tanto per rendere la vallata più accogliente, in primis per i suoi stessi abitanti. Si è recuperata la fitta rete di sentieri che collegano le tante frazioni, creando percorsi in natura che semplicemente collegano e uniscono. Si è valorizzata la faggeta, lasciandola integra, "perché è un luogo di pace e di silenzio, perfetto per ricaricarsi di energie", spiega Anna Miceli. E si è insistito per avere un collegamento cicloescursionistico con la ciclabile Alpe Adria, quella che collega Salisburgo a Grado, una delle più frequentate d'Italia, nel tratto italiano 175 chilometri tra le Alpi Giulie, i colli morenici e il mare lungo un ex percorso ferroviario. "Il collegamento con la ciclabile è attivo da un anno e mezzo, ormai. Non siamo ancora perfettamente a regime perché manca il ponte, che stiamo finendo di riqualificare, e si passa sul guado del fiume, ma siamo già contenti. Avere qualcuno che devia dalla ciclovia che punta verso sud, verso Venzone e Gemona, e si ferma per scoprire questo lembo di Prealpi è per noi una grande gioia", aggiunge la sindaca. E poi, quassù, c'è il confine, quello con la Slovenia. "Siamo tutti consapevoli, in valle, che riconoscere le storie di questo lembo di terra non è facile. Il confine, nei decenni scorsi, era poco permeabile. E non c'era tanta voglia di conoscersi. Ho studiato qui e a scuola tra le lingue straniere proposte non c'erano né il tedesco né lo sloveno. Come se non ci dovessero essere contatti con i vicini, come se si temesse una contaminazione, aggiunge pensierosa Anna Miceli.

Oggi in Val Resia ci sono 110 posti letto tra bed & breakfast, case vacanze, piccoli alberghi e la foresteria del parco. C'è un vecchio hotel un po' più grande che entro l'anno dovrebbe essere messo all'asta, per poi essere rinnovato. "L'obiettivo è attrarre nuovi ospiti, mantenendo la nostra identità e i nostri valori, senza snaturarci e cercando di trovare dei giusti equilibri, proponendo l'esperienza di scoprire la valle, con calma, in tutte le stagioni. Abbiamo un lungo passato di emigrazione, per tirare avanti qui, stretti tra le montagne, quasi tutti gli uomini dovevano partire e cercare un lavoro stagionale lontano. Ora cerchiamo di rimanere qui, di mantenere viva, attiva, la nostra bella vallata. Il turismo si può affiancare alle attività che già si praticano in valle, può essere un'opportunità di crescita, per tutti", spiega con entusiasmo Anna Miceli.
È evidente che l'obiettivo è concreto e davvero sentito, considerate anche le dinamiche demografiche. "Nella nostra regione, come anche altrove, la montagna vive un periodo di crisi. Resia, nonostante tutto, è uno dei comuni più popolosi. Dobbiamo immaginarci un futuro, dobbiamo essere capaci di progettarlo e di crederci. Un passo alla volta, senza fretta", aggiunge la sindaca. E poi aggiunge. "Concretamente non abbiamo un unico target a cui rivolgerci. Il territorio è vasto e può essere vissuto in modi diversi: camminando, facendo alpinismo, scoprendo i piccoli musei, rilassandosi lungo il fiume, fermandosi per scoprire le tante storie che conservano i nostri paesi", spiega.

E così, con sincerità e semplicità, la Val Resia inizia a farsi promozione. "Lo facciamo con misura ed equilibrio, attraverso il Parco, la Riserva della Biosfera e l'Ecomuseo", spiega Anna Miceli. "Stiamo ben lontani dagli slogan da overtourism e non credo che potremo mai diventare una meta super affollata. Non vogliamo proprio esserlo", conclude. Intanto, sempre con un profilo basso e tanta concretezza, Resia si propone tra i comuni ospiti per il progetto "Vieni a vivere e lavorare in montagna". L'invito è perfetto per chi cerca un'esistenza fuori dalla frenesia, con i tempi "giusti", un po' più dilatati del solito.
Le fotografie inserite nell'articolo sono di Ulderica Da Pozzo e Marco di Lenardo (Promoturismo Fvg)












