Con le macchinine telecomandate sul sentiero del Sorapiss, il rifugista li riprende e loro: "La montagna è libera"

L'episodio, raccontato dal Corriere delle Alpi, riporta alla mente le parole di Mario Rigoni Stern, che sosteneva: "Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, non per chi ne deturpa l'esistenza e l'armonia"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Camminare in montagna con le macchinine telecomandate che corrono tra gli escursionisti, lungo uno dei sentieri più frequentati delle Dolomiti: l'ultima bizzarria (in ordine di tempo) arriva da Cortina d'Ampezzo.
A riportare l'ennesimo caso relativo al lago del Sorapiss è il Corriere delle Alpi, che descrive l'accaduto che vede protagonisti degli adulti: "Due turisti hanno percorso l'intero tragitto che porta al famoso lago ampezzano divertendosi con i propri modelli telecomandati e mettendo in difficoltà alcuni turisti nei tratti più esposti del percorso".
L'episodio si è infatti verificato lungo il sentiero 215, che dal passo Tre Croci conduce al rifugio Vandelli e al Sorapiss con un itinerario che prevede tratti attrezzati con corde metalliche e scalette e diversi punti stretti ed esposti, in cui non è semplice scambiarsi e cedere il passo. Sono migliaia i turisti che ogni giorno affrontano questo sentiero escursionistico, non sempre consapevoli delle sue caratteristiche, che lo rendono particolarmente insidioso considerata anche l'elevata frequentazione.
Le automobiline telecomandate sono solo una delle stranezze - che risultano davvero difficili da comprendere - portate in quota.
Come riporta il quotidiano bellunese, il gestore del rifugio Vandelli ha provato a riportare l'ordine, ma la reazione non è stata quella sperata. È quanto si apprende dall'articolo: "'Mettetele via subito', ha intimato il rifugista ai turisti. La risposta scocciata: 'La montagna è libera!'. Il rifugista Emilio Pais Bianco (che in una recente intervista rilasciata a L'Altramontagna - si può leggere QUI - auspicava una regolamentazione dei flussi turistici in continuo aumento) si trovava sul sentiero per prestare soccorso a una persona infortunata quando ha incrociato i due uomini con i modellini telecomandati. Alla gentile richiesta di riporli, si è sentito rivolgere frasi arroganti e offensive.
Leggendo la notizia, tornano alla mente le parole di Mario Rigoni Stern, che sosteneva: "Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, non per chi ne deturpa l'esistenza e l'armonia".
Visualizza questo post su Instagram
Immagine di copertina: a sinistra, un fotogramma del video pubblicato dal Corriere delle Alpi












