Con le motocross nei boschi di Cortina investono il guardiaparco che ha tentato di fermarli: sono scappati lasciando l'uomo ferito a terra

Il grave episodio è avvenuto sabato scorso a Cortina d'Ampezzo, in località Col dei Bos (la zona quella del Passo Falzarego). Nonostante le regole esistano, il fenomeno del motocross selvaggio e la circolazione abusiva sulle strade forestali sembrano rimanere piaghe difficili da estirpare

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Tre motociclisti in sella alle motocross scorrazzano abusivamente nei boschi; un addetto al controllo dell’area prova a fermarli, ma viene investito. I tre scappano mentre l’uomo, lasciato ferito a terra, allerta i soccorsi: sporgerà denuncia contro ignoti.
Il grave episodio è avvenuto sabato scorso a Cortina d’Ampezzo, in località Col dei Bos (la zona quella del Passo Falzarego). A riportare i fatti è il Corriere delle Alpi.
L’addetto del servizio controllo delle Regole d’Ampezzo stava sorvegliando il suo territorio di competenza quando, durante un consueto giro di perlustrazione, ha intercettato un gruppo di tre centauri in un'area in cui la circolazione dei mezzi motorizzati è vietata.
Nel tentativo di fermare i trasgressori, la situazione è degenerata rapidamente: l'uomo è stato travolto da una delle moto, riportando un forte trauma alla gamba. Subito dopo l'impatto, mentre l'operatore allertava i soccorsi contattando la direttrice del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, i tre motociclisti si sono dileguati nel nulla, facendo perdere le proprie tracce e spingendo la vittima a sporgere denuncia contro ignoti. Trasportato in ospedale, i medici hanno stabilito per l’uomo una prognosi iniziale stimata tra i dieci e i quattordici giorni.
Questo fatto di cronaca mette in luce, ancora una volta, l'annosa questione delle violazioni perpetuate da mezzi a motore all'interno di prati, parchi e aree boschive di pregio. Si tratta spesso di zone protette e inserite nella Rete Natura 2000, un sistema europeo di aree in cui la tutela degli habitat è fondamentale per la conservazione della biodiversità della fauna e della flora locali.
In Veneto, la fruibilità dei percorsi situati all’interno della rete è normata dalla legge regionale 14 del 1992, che disciplina la circolazione dei veicoli nelle strade silvo-pastorali nei territori soggetti a vincolo idrogeologico o a vincolo di tutela ambientale e impone divieti specifici proprio per tutelare l'ecosistema montano dal disturbo e dal danneggiamento provocato dai veicoli a motore.
Come riporta il quotidiano locale, "il fenomeno del motocross e la circolazione abusiva di mezzi motorizzati su strade forestali è stata riscontrata più volte a Cortina d’Ampezzo, come in altre aree del Bellunese. Sono numerosi i casi riscontrati negli ultimi anni nella Conca ampezzana, anche in alta stagione: alcuni erano stati denunciati sul giornalino bimestrale delle Regole ed erano stati registrati nella stessa area. Un altro fatto era accaduto al lago d’Ajal, a Ferragosto". Anche in quel caso, gli addetti delle Regole avevano sorpreso due centauri che poi, alla vista degli operatori, si erano dileguati a tutta velocità nel bosco.
Nel Regolamento del Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, al punto numero uno si legge: "Non si può circolare all'interno del Parco con veicoli a motore, salvo gli automezzi per lavori silvo‑pastorali, soccorso alpino e rifornimento dei rifugi. Ciò vale anche per il sorvolo a bassa quota e l'atterraggio di aereomobili e per la pratica dell'eliski".
Nonostante le regole esistano, dunque, il fenomeno del motocross selvaggio e la circolazione abusiva sulle strade forestali sembrano rimanere piaghe difficili da estirpare.











