"Il bivacco non è un albergo gratuito dove passare le ferie o i weekend": Fanton sempre più gettonato, aumentano gli interventi di soccorso e il Cai di Auronzo richiama i frequentatori

Di fronte a un flusso crescente di email con richieste di informazioni per raggiungerlo (e tentativi di prenotarlo) e, soprattutto, a un aumento degli interventi di recupero da parte del Soccorso Alpino, il Cai di Auronzo di Cadore, proprietario del bivacco Fanton, ha voluto ribadire le regole che riguardano questi ricoveri di alta montagna oggi sempre più popolari

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La crescente popolarità dei bivacchi - specialmente quelli di recente realizzazione, complice un’estetica avveniristica e una comunicazione social che li presenta come mete capaci di attrarre una visibilità virale - sta generando una sorta di pericoloso malinteso che rischia di gravare pesantemente sulla sicurezza in alta quota.
L'ultimo e accorato campanello d’allarme arriva dalla sezione del Club Alpino Italiano di Auronzo di Cadore (BL), proprietaria del bivacco Fratelli Fanton: frutto di un concorso internazionale di architettura indetto per sostituire il bivacco preesistente, che era fatiscente e collocato più in basso, la nuova struttura è ben presto diventata una tra le più ambite e frequentate, da quando è stata posizionata a Forcella Marmarole. In passato, anche il Soccorso Alpino Veneto aveva diffuso un richiamo alla prudenza, considerata proprio la particolare situazione relativa al Fanton e l'aumento delle richieste di soccorso in zona (anche da parte di influencer che si trovavano sul posto per girare dei video, incapaci poi di scendere a valle).
Di fronte a un flusso costante email con richieste di informazioni per raggiungerlo (e tentativi di prenotarlo) e, soprattutto, a un preoccupante aumento degli interventi di recupero da parte del Soccorso Alpino, il sodalizio cadorino ha voluto ribadire le regole che riguardano questi ricoveri di alta montagna e ristabilire con estrema chiarezza i confini del buon senso, che evidentemente sono andati sfumando con l’aumentare dell’affluenza.
Il bivacco Fanton, posizionato a ben 2.667 metri di altitudine, "non è un albergo gratuito dove passare le ferie o i weekend. Non è neppure una meta finale come può essere un rifugio, ma come detto sopra una struttura emergenziale o di appoggio". Il Cai ribadisce con forza che si tratta di un presidio concepito esclusivamente per il ricovero di emergenza o come punto d’appoggio temporaneo per alpinisti ed escursionisti impegnati in lunghe traversate di più giorni, in un settore aspro e severo come il gruppo dolomitico delle Marmarole, dove non si incontrano rifugi gestiti in quota o altre strutture ricettive tradizionali. Pensare di pianificare un soggiorno in questo luogo rivela una mancata conoscenza di aspetti basilari della cultura alpina, dal momento che l'edificio non è prenotabile, non è gestito da personale custode e non garantisce in alcun modo la disponibilità di un posto letto libero per la notte.
I numeri dell’itinerario per raggiungere il Fanton spiegano da soli il motivo per cui l’improvvisazione possa rivelarsi fatale e, spesso, vada a gravare sul sistema dei soccorsi. La salita non è una semplice escursione turistica, ma un percorso classificato come EEA, ovvero per escursionisti esperti e dotati di idonea attrezzatura. Per raggiungere la forcella è necessario superare un dislivello positivo superiore ai 1.500 metri, lungo uno sviluppo lineare di circa 12 chilometri che richiede mediamente dalle 5 alle 6 ore di sola salita, per gambe ben allenate. Così indica una tabella che è stata approntata di recente, per mettere in chiaro le caratteristiche dell'itinerario a chi desidera intraprenderlo. Il tracciato presenta tratti esposti e un intero settore attrezzato che impone l’uso obbligatorio di casco, imbrago e kit da via ferrata, oltre a calzature da trekking con suola scolpita ad alto grip e un abbigliamento a strati idoneo alle repentine variazioni termiche dell'alta quota.
La scarsità di risorse è un altro fattore critico da non sottovalutare. Chi intraprende l’escursione deve essere autosufficiente, portando con sé cibo e una scorta minima di almeno un litro e mezzo d’acqua, dato che nei pressi del bivacco non è presente una fonte di acqua. La struttura stessa è un guscio d'emergenza non riscaldato, privo di suppellettili e completamente isolato dal punto di vista tecnologico, a causa dell’assenza di segnale telefonico.
Vivere la montagna in modo consapevole significa anche comprendere il dovere morale della condivisione dello spazio. Il regolamento non scritto, ma vincolante per chiunque frequenti le terre alte, impone di lasciare sempre il posto a eventuali alpinisti ed escursionisti impegnati in traversate che abbiano assoluto bisogno di un riparo per la notte. Chi usufruisce del bivacco deve tassativamente evitare atti vandalici - sembra superfluo doverlo scrivere, ma i fatti dimostrano che non è così scontato - e farsi sempre carico di riportare a valle i propri rifiuti, senza abbandonarli all’interno della struttura o disperderli in un ecosistema così fragile come quello alpino.
L’appello del Cai di Auronzo è un invito a riscoprire la dimensione del limite e del rispetto, affinché la montagna possa restare uno spazio da vivere con rispetto e consapevolezza e non l'ennesimo palcoscenico per una frequentazione superficiale priva di responsabilità.
L'appello del Cai di Auronzo di Cadore
Visto che continuano ad arrivarci email per richiedere informazioni riguardanti il Bivacco Fratelli Fanton e notizie riguardanti soccorsi e recuperi da parte del Suem 118 e del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto - CNSAS ad escursionisti in difficoltà lungo il sentiero di salita, vorremmo ribadire una volta per tutte CHE COS'È UN BIVACCO E CHE RUOLO HA:.
Il bivacco è una struttura adibita ESCLUSIVAMENTE al RICOVERO DI EMERGENZA di escursionisti oppure utilizzata come PUNTO DI APPOGGIO per escursioni di più giorni in zone in cui non sono presenti rifugi o strutture ricettive (come è il caso della catena delle Marmarole).
Il bivacco NON è un albergo gratuito dove passare le ferie o i weekend! Non è neppure una meta finale come può essere un rifugio, ma come detto sopra una struttura emergenziale o di appoggio.
Invitiamo tutti coloro vi soggiornano a lasciare il luogo meglio di come l'hanno trovato, a NON COMMETTERE ATTI DI VANDALISMO e a RIPORTARE A VALLE I PROPRI RIFIUTI, non lasciandoli all'interno dell'edificio e non disperdendoli nell'ambiente.
Infine è OBBLIGATORIO lasciare il posto ad eventuali ESCURSIONISTI impegnati in traversate nella zona che abbiano bisogno di ricovero per proseguire il cammino il giorno seguente.
La struttura NON È PRENOTABILE e non garantiamo la disponibilità di un posto letto libero.












