Salti nel vuoto sul Cervino, slegato tra crepacci e speroni rocciosi (VIDEO). Mentre le guide alpine svizzere sconsigliano di scalarlo, un atleta di parkour pubblica le sue "imprese"

"Come operatore di salvataggio che potrebbe cercare il tuo corpo in fondo a una crepa, ti consiglio di evitare di continuare", commenta un soccorritore. Un 24enne di Parigi, Emmanuel Nasshan, professionista di parkour, dopo anni di esperienza in città ha portato le sue acrobazie anche sui 4000 delle Alpi, mostrandole ai suoi 614mila seguaci. I suoi video hanno suscitato aspre polemiche e ammonizioni a non imitare le sue performance

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Emmanuel Nasshan è un 24enne francese, atleta professionista di parkour. La sua attività consiste nel correre, saltare ed arrampicare da un edificio, una ringhiera, un tetto o un pilastro ad un altro, di tanto in tanto spettacolarizzandolo con capriole e avvitamenti. Il tutto viene filmato e diffuso tramite i suoi canali social e YouTube, che arrivano – solo su Instagram – a contare 614mila seguaci.
Parigi, New York, Rotterdam: generalmente, le sue evoluzioni hanno avuto come sfondo i grandi contesti metropolitani, proprio laddove la pratica del parkour si è sviluppata dagli anni Novanta, anche come forma di riappropriazione degli spazi. Nelle ultime settimane, tuttavia, l’atleta sembra aver trovato location più appetibili per i suoi follower: le alte quote. Gli ultimi video, infatti, registrano backflip e salti nel vuoto tra i crepacci dei ghiacciai alpini e tra gli speroni di roccia della più celebre delle montagne: il Cervino.
Proprio il 15 luglio scorso, quando nella pagina Facebook di Nasshan usciva un video che ritraeva un suo salto nel vuoto di qualche metro sulle pendici del Cervino, le guide alpine di Zermatt – alla luce anche della morte di due alpinisti avvenuta il 12 luglio – dichiaravano che non avrebbero portato più nuovi alpinisti sulla Gran Becca: "La montagna è diventata troppo instabile e quindi troppo pericolosa".
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Chiunque segua il mondo dell’alpinismo, sa bene che in questi mesi, complici le recenti ondate di calore, le alte quote sono un territorio assai insidioso. Da giugno ad oggi, tra Gran Paradiso, Monte Bianco, Cervino e gruppo del Rosa si sono registrati diversi incidenti, alcuni dei quali fatali. Ma non si tratta certo di un trend degli ultimi mesi: gli interventi del Soccorso Alpino, nello scorso 2025, hanno visto un deciso aumento rispetto agli anni precedenti, 8% in più rispetto al 2024, con il 13% in più dei decessi.
Pare dunque di capire le ragioni per cui le azzardate prodezze mostrate dal 24enne francese, nonostante le raccomandazioni a non provare ad imitarlo senza allenamento, non hanno mancato di suscitare aspre polemiche.
Sulla piattaforma d’informazione vallesana Pomona, la gestrice della Capanna Hörnli ha accusato l’influencer di celebrare la propria incoscienza sul Cervino senza alcun rispetto per la montagna e per la difficoltà alpinistica, con il solo scopo di "generare clic e like". Alla rabbia si aggiunge il timore che i post di Nasshan possano spingere altri a imitarlo, magari con una preparazione e un livello di professionalità inferiori rispetto a quelli del francese.
In uno degli ultimi video, l’atleta, con piccozza e ramponi, salta tra i crepacci di un ghiacciaio completamente slegato, dopo aver effettuato alcune prove con assicurazione. In descrizione si legge: "Ciò che vedi tu vs ciò che vedo io. Parkour su ghiacciaio!"
Sotto al post, un soccorritore della Compagnie Républicaines de Sécurité, un corpo della Polizia Nazionale francese impegnato anche nel soccorso in montagna, commenta rivolgendosi al giovane atleta.
"Ciao Emmanuel, le tue immagini sono impressionanti. Immagino che tu abbia pensato alle conseguenze delle tue azioni in caso di fallimento... Come operatore professionista di salvataggio in montagna, che potrebbe cercare il tuo corpo in fondo a una crepa, ti consiglio di evitare di continuare se vuoi vivere la vecchiaia... e di evitare di condividere queste immagini per impedire ad altri di fare le stesse cose stupide. Non sono frustrato o amareggiato, ma ho 25 anni di esperienza in salvataggio in montagna, e ho dovuto portare molte notifiche di morte per familiari e persone care. La montagna è uno spazio di libertà, tutti fanno ciò che vogliono e sei libero di continuare, ma se questo piccolo messaggio ti permette di guadagnare alcuni punti di vita, è meglio".
Qualcuno si chiede quale sia la necessità di simili azioni adrenaliniche a tu per tu con la morte. Altri si chiedono perché portare simili acrobazie - per cui l’atleta sarà senz’altro preparato – in luoghi che sappiamo essere così imprevedibili e pericolosi. E soprattutto perché farlo quando già il mondo dell’alpinismo paga la diffidenza del grande pubblico per il fatto di frequentare luoghi così fortemente in balia dei cambiamenti climatici.
A tutte queste domande, forse, risponderà il diretto interessato. Per quanto ci riguarda, però, possiamo azzardare un’ipotesi. L’alta montagna sembra essere una moda social sempre più affermata, qualcosa che funziona molto in termini di visualizzazioni come sfondo di brevi video e timelapse; e chi come Nasshan si occupa di questo, i cosiddetti "influencer", conosce bene queste dinamiche e sa seguire i trend del momento. Non a caso, in pochi giorni, tre video girati su una delle montagne più famose al mondo, il Cervino, hanno totalizzato 366 mila visualizzazioni.
Convinti che Emmanuel Nasshan sia consapevole dei rischi che corre e responsabile della sua sicurezza, ci chiediamo piuttosto se mai si sia interrogato sulla responsabilità che comporta invece la divulgazione, specie con una così ampia visibilità. I professionisti conosceranno pur bene il loro mestiere e avranno dedicato anni a preparare certe imprese, ma un giovane follower che guarda ammirato certi video sarà altrettanto cosciente? Non sarà tentato di provare a replicare ciò che vede sui social media alla prima occasione utile?












