Patentini falsi e sanità, Kompatscher blinda il bilinguismo: "Il sistema non si tocca"
Dopo lo scandalo delle certificazioni comprate a quattromila euro e le richieste di riforma arrivate da ogni dove, il governatore tira dritto. In Consiglio provinciale la linea è chiara: nessuna scorciatoia linguistica, nemmeno per i camici bianchi, perché "la lingua si impara in tre anni"

BOLZANO. Lo scandalo dei patentini di bilinguismo "comprati" ha scoperchiato un barattolo che a Bolzano continua a ribollire.
Non è solo una questione di verbali e indagini che si allargano a certificati farlocchi arrivati da fuori regione: il vero terremoto è politico e ha riacceso la miccia sulla necessità di riformare un esame che per molti è diventato un muro invalicabile.
Da una parte c’è chi, come l’ex sindaco di Merano Dario Dal Medico, non ha usato troppi giri di parole: il sistema è troppo rigido e rischia di lasciarci senza cure.
La sua provocazione è stata netta, quasi un "o la borsa o la vita": meglio un ottimo medico che non mastica perfettamente la lingua, magari facendosi aiutare dalla tecnologia o dalla traduzione simultanea, piuttosto che restare senza servizi essenziali.
Per Dal Medico il bilinguismo resta un valore, ma non può trasformarsi in un cappio che soffoca la sanità, motivo per cui servirebbero esami più settoriali, percorsi graduali e formazione vera durante il lavoro, invece di pretendere la perfezione accademica subito.
Questa spinta alla riforma è arrivata fin dentro l’aula del Consiglio provinciale con la mozione di Franz Ploner, che ha chiesto ufficialmente di rivedere le regole del gioco.
Se professionisti seri arrivano a cercare scorciatoie illegali, il sospetto che ci sia un problema di fondo nel sistema dell’esame diventa difficile da ignorare.
Eppure, nonostante le grida d’allarme dei medici e le provocazioni della politica, il presidente Arno Kompatscher ha deciso di tirare dritto, alzando uno scudo che profuma di conservazione.
Per il governatore, il "motore" del patentino non ha bisogno di essere smontato per colpa di qualche mela marcia.
Anzi, ha risposto ai critici con i numeri: il fenomeno dei falsi esiste, è vero, ma con una proporzione schiacciante, visto che per ogni certificato italiano contraffatto ne spuntano ben nove relativi alla lingua tedesca.
Un dato che però, nella visione della giunta, non giustifica affatto un abbassamento dell’asticella.
La linea di Kompatscher è chiara: la comunicazione tra medico e paziente è sacra e non si può delegare a un traduttore automatico o limitarsi a conoscere quattro termini tecnici.
Quando si deve fare un’anamnesi o comunicare una diagnosi delicata, bisogna parlarsi davvero, e per questo motivo l'idea di ridurre il livello linguistico richiesto è stata rispedita al mittente come "non positiva".
Il presidente ha poi provato a smorzare le tensioni sulla carenza di personale, assicurando che l'emergenza cronica è ormai un ricordo del passato grazie a cinquecento medici in formazione, molti dei quali locali e già pronti a ottenere i livelli richiesti.
Insomma, tra finti patentini e richieste di sconti, la ricetta della Provincia resta la stessa: il bilinguismo non si tocca, i corsi retribuiti ci sono e, con un po' di volontà, in tre anni la lingua si impara.
Niente scorciatoie e niente riconoscimento automatico del diploma: per Kompatscher il sistema va bene così com'è.












