"Olimpiadi? Ci chiedono sacrifici come per una calamità naturale", vigili del fuoco inviperiti: "Alloggi indegni, turni infiniti e coinvolgimento scorretto dei volontari"
A Cortina d'Ampezzo situazione definita "desolante" dal Conapo, il primo sindacato per numero di iscritti all’interno del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il segretario regionale per il Veneto Ernesto Magliocchetti: "Non siamo al cospetto di un terremoto o un cataclisma improvviso, le Olimpiadi sono un evento programmabile e organizzabile con tutta calma, da anni. Invece la situazione qual è oggi? Che il personale è costretto a orari e carichi di lavoro impossibili e che le norme sono state forzate"

CORTINA D’AMPEZZO. “Con l’arrivo delle Olimpiadi vediamo susseguirsi i caroselli delle figure politiche e istituzionali sui luoghi delle gare, ma forse vale la pena fare un passo indietro e osservare tutto con una prospettiva più ampia: il quadro che emerge a Cortina d’Ampezzo, per noi vigili del fuoco, è assolutamente desolante”.
Le parole sono di Ernesto Magliocchetti, segretario regionale per il Veneto del Conapo, il primo sindacato per numero di iscritti all’interno del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Che alla vigilia, letteralmente, del grande evento sportivo di Milano Cortina 2026, alza la voce per denunciare una situazione che in territorio veneto sembra quantomeno confusa.
“Partirei da una precisazione, e da una considerazione – spiega Magliocchetti a il Dolomiti -; prima di tutto, girano sui social le foto di un mezzo dei vigili del fuoco finito fuori strada a Cortina. Che fosse sprovvisto di catene è una bufala, figuriamoci: tutti i mezzi sono dotati di catene e sono pronti ad affrontare ogni evenienza”.
“L’altra premessa è questa: in Veneto – riprende il segretario - abbiamo una carenza piuttosto marcata di personale. Una situazione ben nota all’amministrazione regionale e ai vertici ministeriali: già a novembre questa carenza è stata quantificata in circa 600 unità operative. Per dare un’idea, si tratta dei numeri del personale di una grande città come Venezia. Insomma, un numero significativo”.
E se a queste difficoltà si sommano le richieste di un evento “mondiale” come le Olimpiadi…
“Quando in una situazione in cui si è già in sotto numero arriva un evento del calibro delle Olimpiadi, con tutte le complessità che porta l’organizzazione, si può andare in difficoltà: tradotto, per forza ci sarebbe stato bisogno, nel caso dei vigili del fuoco, di chiedere il supporto di personale da altre regioni. D’altronde se siamo un corpo nazionale, possiamo coinvolgere le risorse di altri territori. Invece no, qui non è stato fatto, ci si è ostinati a voler usare risorse solo del Veneto. Una scelta che sta generando problemi a catena”.
C’erano alternative a questa direzione?
“Siamo di fronte a un paradosso: da quanti anni sappiamo che ci sarebbero state queste Olimpiadi sul nostro territorio? Per il Giubileo a Roma del 2025, tanto per non andare troppo in là, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha programmato tutto per tempo e ci si è mobilitati da tutta Italia per garantire servizi a rotazione su tutte le postazioni dove c’era necessità. Invece per Milano Cortina, nel territorio veneto, si è entrati in modalità ‘calamità naturale’. Ma qui non siamo al cospetto di un terremoto o un cataclisma improvviso, le Olimpiadi sono un evento programmabile e organizzabile con tutta calma. Invece la situazione qual è oggi? Che il personale è costretto a orari e carichi di lavoro impossibili, che le norme sono state forzate, che perfino la copertura economica per far fronte all’attivazione dell’intero piano infraregionale veneto fino allo scorso 24 dicembre non si sapeva con certezza se ci fosse. Stiamo parlando di 160.000 ore di straordinario, tra le altre cose: la mancanza di sicurezze sul fronte economico ha reso tutto più complicato”.
Tra le varie “storture” il sindacato indica anche il coinvolgimento dei vigili del fuoco volontari.
“Partiamo dal presupposto che abbiamo enorme stima e rispetto per ogni singolo membro dei corpi volontari del territorio: ma non si possono coinvolgere in eventi del genere, non solo non è corretto ma è in pieno conflitto con le norme vigenti. I volontari non hanno rapporto di dipendenza dal Ministero, non posso essere ‘spesi’ per ruoli istituzionali: sono formati per fronteggiare il soccorso immediato sul loro territorio comunale, costringerli a dare supporto all’evento solo per coprire mancanze di personale la trovo una scelta veramente sbagliata e incomprensibile, sotto tutti i punti di vista. Non si tratta di opinioni, entro volentieri nello specifico: i volontari non possono essere utilizzati a seguito della procedura d'infrazione 2014/4231 e in particolare del parere del 19 aprile 2023 adottato ex art. 258 del Tfue, la Commissione Europea ha rilevato profili di non conformità della legislazione italiana alle disposizioni comunitarie, anche con riferimento al meccanismo dei richiami del personale volontario 'discontinuo' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Gli Ordini del giorno del comandante di Belluno a nostro parere sono illegittimi e su questo non molleremo”.
Altro nodo al pettine la questione degli alloggi, ritenuti non adeguati.
“A Cortina d’Ampezzo ci sono un centinaio di unità operative del personale: stendiamo un velo pietoso su vestiario e dispositivi forniti ai vigili del fuoco, considerando anche che su altri territori come ad esempio in Valtellina c’è stato qualche problema in più, ma gli alloggi credo che rappresentino perfettamente la superficialità e l’attenzione (molto scarsa) con cui è stato trattato il personale. Stipato in container fino a ieri usati dai lavoratori dei cantieri di Cortina al villaggio Pizzarotti: non è difficile notare la diversità di trattamento rispetto agli altri corpi dello Stato, in particolare delle forze dell’ordine, più comodamente alloggiati in strutture alberghiere della zona. Il risparmio? Molto relativo, visto che il noleggio dei container costa comunque 90 euro al giorno per ogni pompiere. I vigili del fuoco sul campo si sentono mortificati, e noi con loro. Queste sono persone abituate a fronteggiare ogni tipo di condizione e di emergenza, quando affrontano calamità e cataclismi sono pronti a ogni genere di sacrificio: ma qui non stiamo parlando di salvare vite, qui era tutto pianificabile con anni di anticipo. Sì, ci aspettavamo un trattamento diverso. E qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità di questa situazione”.












