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Belluno
19 gennaio | 17:47

Olimpiadi, a Cortina un nuovo ambulatorio veterinario? Frison smonta il Comune, tra container improvvisati e tempi incerti: "Non so quando saremo operativi”

A breve distanza dall’annuncio del Comune di Cortina della nuova sistemazione per i veterinari da mesi in attesa di un ambulatorio stabile, Fabio Frison affida ai social la sua replica. Diverse le criticità evidenziate dal medico, frutto secondo lui di mancanza di dialogo: “Del progetto di Socus siamo venuti a sapere in modo indiretto, senza che venisse chiesto il parere degli unici che sanno qualcosa delle esigenze reali degli spazi dove lavorare”

CORTINA D’AMPEZZO.Non mi resta che consigliare a Lindsey Vonn e Mikaela Shiffrin di far fare un bel check up ai loro cagnolini prima di portarli a Cortina, perché io ci sarò ma sulle piste. Non so se sarò in ambulatorio”. Non dimostra lo stesso entusiasmo del Comune per la nuova sistemazione Fabio Frison, uno dei due veterinari di Cortina da mesi in attesa di un ambulatorio stabile dove lavorare. Affida infatti ai social un commento al recente comunicato con cui l'amministrazione ha fatto sapere di aver fornito una struttura “pronta e disponibile” e aver "lavorato con serietà e responsabilità" (qui l’articolo).

 

Le criticità, però, sembrano non mancare. Il Dolomiti lo aveva intervistato poco più di un mese fa poiché lui e il collega Alessandro Siorpaes non sapevano ancora quale sarebbe stato il loro destino nonostante l’approssimarsi del 20 gennaio, data alla quale l’attuale collocazione provvisoria va sgomberata (qui l’intervista completa). “Voglio cominciare - scrive ora Frison - col ringraziare il Comune che ha cercato di trovare una soluzione al problema: scelte difficili ma dovute, visto che non si tratta di volontà personale ma di imposizioni alle quali doveva trovare una soluzione. Devo tuttavia fare delle precisazioni su quello che ho letto sul comunicato stampa”.

 

Anzitutto, secondo il medico saranno necessari almeno quattro-cinque giorni per il trasloco, per cui la sede non sarà operativa da subito. A ciò si aggiungono altre problematiche che ritarderanno la ripresa dell’attività ambulatoriale, a partire dalla linea telefonica necessaria per le chiamate urgenti, le prenotazioni e, ovviamente, internet. “Anche se facessi domanda di averne una - nota Frison - non esiste l'accatastamento dell'immobile e senza numero civico non è facile riuscire a fare il contratto. Tempi previsti? Imprecisati”.

 

Ci sono poi criticità sui container noleggiati dal Comune. “La Soprintendenza - specifica Frison - ha dato il benestare per il loro posizionamento per un periodo limitato, non definitivo, e i moduli sanitari cui si fa riferimento sono tutt'altro che quelli posizionati alla bene e meglio in questo momento. Non possono venire toccati, cioè non possono essere conficcate mensole per posizionare ripiani ma dobbiamo aspettare che il Comune si adoperi per costruirli, con tempistiche indefinite. Nella sala operatoria non possiamo attaccare alla parete l'apparecchio anestesiologico: abbiamo fatto richiesta al Comune di un carrello sostitutivo, ma non ho idea di quando avrò risposta. Bisogna poi fare un buco anche per l'emissione dei gas anestesiologici durante gli interventi e serve un ancoraggio molto resistente per la lampada scialitica”. Incertezze a causa delle quali due interventi programmati sono già stati annullati, “quindi piano - ribadisce il medico - col dire che l'ambulatorio è pronto”.

 

Infine le difficoltà potremmo dire di comunicazione con il Comune. Il medico sottolinea infatti l’assenza dell’assessore responsabile e del capo ufficio tecnico all’incontro del 4 dicembre scorso, quando erano presenti solo un tecnico e il responsabile del Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica). Inoltre, “non abbiamo ricevuto nessuna notifica ufficiale dei programmi del Comune - aggiunge - se non dal nostro avvocato. Quindi del progetto di Socus siamo venuti a sapere in modo indiretto, senza che venisse chiesto il parere degli unici che sanno qualcosa delle esigenze reali degli spazi dove lavorare”. Spazi che non sembrano del tutto idonei allo svolgimento dell’attività: Frison aveva chiesto, ad esempio, di posizionare la sala radiologica in una zona più riparata perché il macchinario teme il freddo (infatti si è rotto durante la permanenza a Fiames perché i rulli di gomma si sono induriti), e di spostare per una maggiore praticità la parte burocratico-amministrativa.

 

“Quando telefonicamente chiesi la modifica del posizionamento dei container - spiega - la risposta fu che (il tecnico) mi attaccò il telefono. Dovete poi sapere che uno dei container sarà adibito per il periodo olimpico ai veterinari del servizio sanitario Ulss 1 Dolomiti: sono benvenuti, ma a loro non importava quale spazio fosse dedicato, l'importante era che ci fosse. Ma quello spazio per legge è mio viste le vicissitudini e gli accordi sottoscritti con il Comune dopo la demolizione del mio ambulatorio. Chi ha deciso dove mettere e sistemare gli spazi? Cosa ne sa delle esigenze personali lavorative?”.

 

“Quindi adesso mi dite che la struttura è pronta e che è stata posizionata - conclude Frison - ma operativa non so quando”.

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