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Belluno
27 febbraio | 16:08

Inchiesta sulla cabinovia delle Olimpiadi Apollonio-Socrepes, Guarda: ''Si sta costruendo su una frana. La Regione ha agito con una superficialità disarmante''

La Procura di Belluno ha aperto un fascicolo sulla cabinovia di Cortina a seguito di un esposto per disastro e frana colposi presentato dai legali dei residenti e dei proprietari di immobili nel villaggio storico di Lacedel. L'europarlamentare di Avs: ''La fretta di inaugurare le infrastrutture per Milano-Cortina 2026 non può diventare un alibi per calpestare le norme di sicurezza e mettere a repentaglio l’incolumità dei residenti e la tenuta del territorio montano''

di L.P.

CORTINA. Ora c'è anche il fascicolo. Non bastavano le segnalazioni, le denunce dei residenti, la frana, il fatto che le Olimpiadi sono andate ma la funivia ancora non è operativa (due giorni fa è stata montata la prima cabina per fare i primi test). La Procura di Belluno ha aperto un fascicolo sulla cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina a seguito di un esposto per disastro e frana colposi presentato dai legali dei residenti e dei proprietari di immobili nel villaggio storico di Lacedel.

 

L'inchiesta è coordinata dal pm Simone Marcon ed è al momento a carico di ignoti. ''L’apertura dell'inchiesta - spiega l'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda - conferma quello che denunciamo da tempo insieme ai cittadini e ai comitati: si sta costruendo sopra una frana attiva senza le necessarie garanzie di sicurezza. È inaccettabile che un’opera di questa portata sia stata realizzata senza una documentazione solida che ne attestasse l’idoneità rispetto al rischio idrogeologico. Parliamo di un’area, quella di Mortisa, dove il terreno è già calato vistosamente, in alcuni punti anche di uno o due metri. Non è solo una questione di carte bollate o di estetica paesaggistica: qui ci sono famiglie che rischiano di vedere le proprie case travolte o danneggiate a causa di un’opera forzata in una zona fragilissima''.

 

 

Nell'esposto, infatti, si avanzerebbe anche l'ipotesi di violazioni al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro in quanto non ci sarebbe un piano unitario di sicurezza per cantieri interferenti e non sarebbero state seguite le prescrizioni del decreto di compatibilità ambientale regionale. Tra gli accertamenti che saranno disposti dagli inquirenti, probabilmente dopo aver nominato un consulente tecnico, anche quelli su quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 agosto scorsi, quando si è creata la frattura di oltre 30 metri di lunghezza su un versante localizzato a Socrepes a monte dell'abitato di Lacedel.

 

''La Regione del Veneto ha agito con una superficialità disarmante - continua Guarda - la stessa che abbiamo visto per le aree di salvaguardia della pista da bob. Si è preferito correre per rispettare il cronoprogramma olimpico piuttosto che ascoltare i pareri critici dell’Autorità di Bacino e della Soprintendenza. La fretta di inaugurare le infrastrutture per Milano-Cortina 2026 non può diventare un alibi per calpestare le norme di sicurezza e mettere a repentaglio l’incolumità dei residenti e la tenuta del territorio montano. Chiediamo che sia fatta piena luce sulle autorizzazioni paesaggistiche e urbanistiche rilasciate. La sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio naturale non possono essere sacrificate sull’altare degli interessi economici legati ai Giochi. La magistratura accerti le responsabilità di chi ha permesso che i cantieri procedessero nonostante l'evidente pericolo di dissesto''.

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