Olimpiadi, la Corte dei Conti sui tempi delle opere: consegnate anche se incomplete, ma previa assicurazione contro possibili “eventi nefasti”. Compresa la pista da bob
Opere incomplete, ma da consegnare temporaneamente per lo svolgimento dei Giochi. E vanno assicurate, tenendo conto della “possibilità del verificarsi di eventi nefasti”. Questo è quanto emerge in parte dalla relazione sul Fondo opere infrastrutturali per Milano-Cortina 2026 pubblicata dalla Corte dei Conti

CORTINA D’AMPEZZO. Opere incomplete, ma da consegnare temporaneamente per lo svolgimento dei Giochi. E vanno assicurate, tenendo conto della "possibilità del verificarsi di eventi nefasti". Questo è quanto emerge in parte dalla relazione sul Fondo opere infrastrutturali per Milano Cortina 2026 pubblicata dalla Corte dei conti.
Nella delibera, la sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato analizza l’impiego delle risorse e la verifica del rispetto delle tempistiche. “Nonostante la solida pianificazione - scrive l’ente - già nel primo semestre 2023 l’avanzamento effettivo delle opere risultava in forte ritardo e molte opere si trovavano in quel contesto temporale ancora nelle fasi iniziali e poche avviate a cantiere. Nel corso del 2024 la situazione si è andata normalizzando (...). Ciò nonostante i cronoprogrammi originari hanno subito slittamenti a causa di diverse criticità: complessità progettuali, iter autorizzativi, ricorsi amministrativi, oltre all’incremento dei costi che ha imposto revisioni dei progetti e delle coperture finanziarie”.
Al 30 settembre 2025, risultano ancora ritardi per alcune opere essenziali e indifferibili (quelle da completare entro i Giochi) ma in corso di recupero, mentre per altre si andrà a dopo l’evento. In particolare, “tra i 111 interventi in Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige, 98 – si specifica - sono a completa copertura finanziaria da concludere entro il 2025 (o oltre, se non indispensabili ai giochi) e solo 3 i lavori stradali, ancora a copertura parziale, che potranno essere realizzati per fasi funzionali, in relazione alla progressiva disponibilità delle risorse”.
Alla luce di ciò, la magistratura contabile sollecita un puntuale aggiornamento dei cronoprogrammi da parte di Simico e un’efficiente programmazione finanziaria. Inoltre la Corte raccomanda “coperture assicurative e misure di sicurezza, fino alla riconsegna, per le opere essenziali e indifferibili in gestione temporanea prima del completamento, una puntuale manutenzione degli impianti e un loro utilizzo sostenibile, anche attraverso la revisione del piano economico-finanziario e forme di partenariato al fine di ridurre la spesa per gli enti pubblici futuri proprietari”.
Le opere vanno dunque consegnate anche se incomplete, altrimenti le gare non si disputano. Nel capitolo dedicato, si legge infatti che “è emersa, in particolar modo per le opere essenziali-indifferibili, ad esempio lo Sliding Centre di Cortina, l’esigenza che le stesse vengano consegnate provvisoriamente ai Comuni interessati e alla Fondazione Milano Cortina per il tempo necessario allo svolgimento delle competizioni, seppur non completate per intero”.
I Comuni si dovranno inoltre accordare con Simico e il Comitato olimpico per regolamentare responsabilità, funzionamento e manutenzioni durante gli eventi. Ciascun soggetto dovrà “coprire eventuali rischi inerenti alla gestione delle opere temporaneamente cedute al proprietario con idonee modalità assicurative, sulla scorta delle raccomandazioni del Cio che ha evidenziato la necessità di prevedere una piena copertura assicurativa su tutti i fronti, tenuto conto della possibilità del verificarsi di eventi nefasti”.
Per il futuro, è stata poi suggerita la previsione di una destinazione vincolata delle infrastrutture al momento della cessione. Si auspica quindi massima attenzione per “garantire che le infrastrutture essenziali siano pronte per l’appuntamento di Milano Cortina 2026 e divengano un patrimonio stabile e durevole per il Paese, massimizzando le ricadute positive sul territorio”. Come sempre, speriamo: soprattutto per quest’ultimo punto, che è quello che maggiormente preoccupa le comunità locali.












