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Belluno
23 aprile | 18:34

Olimpiadi, il bilancio dell’Ulss: “Superato lo stress test”. Oltre 2mila tra sanitari e volontari coinvolti e più di mille gli interventi effettuati

A poco più di un mese dalla chiusura di Olimpiadi e Paralimpiadi, l’Ulss 1 Dolomiti ha tracciato il bilancio della gestione sanitaria dell’evento. Soddisfatte sia l’azienda sia la politica, soprattutto per il rinnovamento del Codivilla di Cortina che “sarà ora un presidio a servizio della popolazione”

CORTINA D’AMPEZZO. “La legacy non è un concetto astratto: riguarda investimenti e capacità operative che restano. Penso innanzitutto al potenziamento dell’Ulss 1 Dolomiti, con interventi strategici a Cortina, a partire dal progetto del Codivilla, che sarà un presidio a servizio della popolazione, e di un’area che registra un afflusso turistico rilevante”.

 

Così la consigliera regionale, nonché segretaria della V Commissione consiliare, Silvia Calligaro commenta il bilancio dell’azienda sanitaria sull’attività svolta durante Olimpiadi e Paralimpiadi. L’Ulss 1 Dolomiti ha infatti sottolineato che la macchina organizzativa ha “superato lo stress test a cinque cerchi” sia nella gestione degli atleti sia nel mantenimento dell'assistenza ai residenti, rendendo noti alcuni dati caratteristici del periodo olimpico.

 

Vediamone alcuni. In campo sono scesi oltre 1.100 figure sanitarie e 900 volontari con più di 62 mila ore di servizio complessive, mentre accessi e interventi hanno raggiunto quota 1.080. Nello specifico, al pronto soccorso di Cortina si sono registrati 223 accessi, a Belluno 16 accessi e 8 ricoveri, più 3 a Treviso. L’ambulatorio medico del villaggio olimpico ha invece gestito 396 accessi, la farmacia olimpica 239 e l’ambulatorio odontoiatrico 81, mentre il Suem è intervenuto 109 volte sulle piste e nelle venue. Inoltre, sono stati sanificati 8000 metri quadri, erogati 9 mila pasti e garantiti oltre 200 pernottamenti al giorno alla Gregoriana e al Codivilla.

 

Sul fronte della tanto sospirata legacy, invece, rimane in particolare il rinnovamento del Codivilla-Putti, con un investimento tecnologico di oltre un milione di euro che, finita la sua funzione esclusiva per l’evento, lascia tutto ai cittadini - nonostante non manchino le prime perplessità, viste le denunce sui dirottamenti delle liste d’attesa a Cortina, con forti disagi per la popolazione bellunese soprattutto più anziana.

 

La politica però tira un sospiro di sollievo. “La legacy si misura anche su automezzi, dotazioni e lavoro di squadra. L’esperienza maturata sul campo - conclude Calligaro - la formazione delle équipe e il collegamento operativo con le altre strutture ospedaliere rafforzano le reti e rendono il sistema più pronto, non solo durante l’evento ma nel lungo periodo. Inoltre, parlare di legacy significa anche lavorare su accessibilità e sostenibilità, perché la montagna sia davvero fruibile da tutti: persone con disabilità, disabilità acquisite e chi vive condizioni legate al mondo dello sport. L’obiettivo è far sì che quanto costruito per Milano–Cortina lasci in eredità un sistema sanitario più forte, più connesso e più vicino alle persone”.

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