Cornacchia “aggressiva”, il Tar accoglie il ricorso: per ora niente abbattimento, sospesa l’ordinanza del Comune
Dopo l’ordinanza di abbattimento che aveva firmato il sindaco Basso, il Tar prende tempo e sospende il provvedimento che sarà ridiscusso nel prossimo mese di luglio

PORDENONE. La cornacchia di via Damiani non sarà abbattuta, almeno per ora, poiché il Tribunale Amministrativo ha accolto la sospensiva della Lega Anti Vivisezione (Lav) che era stata avanzata in contrapposizione alle ordinanze del sindaco Basso, l'ultima dello scorso 29 maggio, con le quali apriva alla possibilità dell'abbattimento del corvide.
Secondo il Tar infatti non sarebbe stata dimostrata l'assenza di altre soluzioni che non implicassero l'uccisione della cornacchia molesta, che come rivendicato da diversi esperti e animalisti nel corso delle ultime settimane, avrebbe assunto un comportamento aggressivo unicamente in virtù della difesa dei suoi pulli, che hanno trovato spazio nel suo nido.
La soppressione dell'animale era stata valutata a seguito di una lunga serie di episodi che nel corso degli ultimi mesi avevano trasformato la cornacchia in un vero e proprio incubo per i residenti, tanti erano gli attacchi che era riuscita a mettere a segno, animando un clima di paura e apprensione verso coloro che tentavano di attraversare il tratto cittadino. Il volatile infatti ha nidificato proprio su un grosso tiglio di via Damiani a Pordenone, agendo come una sentinella nella zona. Attraversare a piedi la via ha spesso comportato vedersi piombare addosso la cornacchia aggressiva, che in ogni modo ha tentato di scacciare gli avventori colpendoli alla testa con dolorose beccate.
In alcuni casi le “incursioni” del corvide si sono limitate a sfiorare le persone, mentre in altri hanno provocato escoriazioni e piccole ferite, tanto che diversi residenti hanno finito con il modificare i propri percorsi abituali pur di evitare la zona interessata. Parallelamente però la cornacchia ha riscosso l'affezione di buona parte di coloro che hanno seguito le sue gesta via social, tra i quali schiere di ambientalisti che hanno iniziato a prendere le sue parti in un percorso arrivato fino all'odierno provvedimento del Tar.
La vicenda, tuttavia, è tutt'altro che conclusa. Il decreto del Tar sospende infatti soltanto la parte delle ordinanze che autorizza l'abbattimento dell'animale, lasciando aperta la possibilità di adottare altre misure per contenere o neutralizzare il comportamento aggressivo della cornacchia senza ricorrere alla sua uccisione. L'ultima parola spetterà però ai giudici, che torneranno a pronunciarsi a metà luglio, quando decideranno se confermare la sospensione dell’ordinanza del comune oppure revocarla.












