Dai pasti "a ostacoli" alla poca idratazione degli anziani, il Pd: "Un quadro allarmante alla Rsa di via Veneto". Spes: "Faremo delle verifiche, escludiamo rischi per gli ospiti"
La consigliera provinciale del Partito Democratico, Francesca Parolari, ha presentato una interrogazione nella quale parla di "carenze su alimentazione, idratazione e assistenza" nella Rsa di via Veneto a Trento. Il presidente di Spes (la cooperativa che gestisce la struttura) spiega: "Ogni critica la consideriamo in modo molto serio e faremo delle verifiche. Non escludo che possano verificarsi alcuni disservizi ma ritengo che non siano tali da generare situazioni di sofferenza per gli ospiti o, ancor più, da compromettere la loro salute"

TRENTO. "I racconti e le segnalazioni giunte da diversi familiari di anziani ospiti della rsa tratteggiano un quadro allarmante, non degno di un sistema socio-sanitario d'eccellenza. Parliamo di diritti primari negati a persone fragili e non autosufficienti: dal rischio di disidratazione nei mesi caldi, alla somministrazione inadeguata dei pasti, fino a gravi lacune nell'assistenza e nella continuità delle cure". Questa la denuncia che è arrivata nei confronto della Rsa di via Veneto a Trento da parte della consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino, Francesca Parolari, che ha depositato una dettagliata interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Giunta provinciale per chiedere verifiche ispettive immediate sulla struttura gestita da Spes.
L'interrogazione della consigliera segue una precedente interrogazione con cui si chiedeva conto delle rigide limitazioni agli orari di ingresso dei familiari. "A seguito di quell'interrogazione – spiega Parolari – alcuni familiari mi hanno contattata per segnalare situazioni ben più gravi ed evidenziare un vero e proprio vuoto assistenziale".
Nell'interrogazione vengono riportate diverse criticità che riguarderebbero “i bisogni essenziali quotidiani degli ospiti non autosufficienti”. La consigliera Parolari parla di “alimentazione a ostacoli”. “A causa del ridotto organico in turno nei piani – spiega la consigliera del Pd - gli anziani impossibilitati a nutrirsi da soli riescono a consumare il pasto solo se sono presenti i familiari o altri ospiti disposti ad aiutarli. In assenza di terzi, i piatti rimangono inconsumati e freddi”.
Ancora nel documento si fa riferimento a “Violazione delle esigenze nutrizionali” perché “Risultano casi in cui ad anziani al posto di un pasto morbido sia stata somministrata reiteratamente pasta intera. Inoltre, a fronte di cali ponderali, è stato suggerito ai familiari di acquistare a proprie spese gli integratori iperproteici”. Infine la questione disidratazione. “Specie durante i mesi estivi – denuncia Parolari - non viene garantita una sufficiente idratazione, in quanto in particolare per gli anziani allettati o cognitivamente compromessi, non viene data assistenza per bere. Senza il supporto attivo dell'operatore, le persone non riescono a bere e manifestano ai familiari frequenti e angosciosi stati di sete” continua sempre Parolari.
Alle inadempienze assistenziali, spiega la consigliera, si sommano le problematiche relative alla presenza e alla gestione medica. Nell'interrogazione la consigliera del Partito Democratico chiede alla giunta e all'assessore competente fra i diversi punti anche se siano a conoscenza delle gravissime carenze segnalate e “l'invio immediato e urgente di ispezioni”.
SPES: “FAREMO LE OPPORTUNE VERIFICHE”
“Ogni critica che arriva noi la prendiamo in maniera molto seria. Per questo, anche in questo caso, faremo delle verifiche”. A dirlo a il Dolomiti è Italo Monfredini, il presidente di Spes la cooperativa che gestisce anche la rsa di via Veneto finita al centro dell'interrogazione che è stata presentata dalla consigliera provinciale Francesca Parolari.
“Osservo con dispiacere – continua Monfredini – che esiste questo continuo alimentare di attenzioni che poi non hanno mai trovato una verifica dal punto di vista medico e socio sanitario. Comunque le verifiche verranno portate avanti senz'altro. Mi sembra molto strano, non ho motivo di pensare che queste cose siano state rilevate, soprattutto dal punto di vista sanitario”.
In merito alla carenza di personale, il presidente spiega che “si tratta di un problema diffuso, presente un po' ovunque, e non lo si può negare”. “Non escludo che possano verificarsi alcuni disservizi – conclude Monfredini – ma ritengo che non siano tali da generare situazioni di sofferenza per gli ospiti o, ancor più, da compromettere la loro salute. Questo lo escluderei. In ogni caso, effettueremo tutte le opportune verifiche”.












