Schiaffi e anziani chiusi a chiave, ipotesi maltrattamenti in Rsa: esposto in Procura. La Cisl Fp: "Toccati da quanto apprendiamo, la verità sia accertata velocemente"
A far scattare gli approfondimenti un esposto in Procura che ipotizza una serie di maltrattamenti una Rsa del territorio. L'intervento della Cisl Fp: "Venga fatta chiarezza. Vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori e alla struttura dell'Apsp Anaunia di Taio che operano ogni giorno in un contesto difficile con grande sacrificio e dedizione"

PREDAIA. Schiaffi, strattoni, omissioni e anziani chiusi a chiave. Questo sarebbe avvenuto in una Apsp del Trentino. Un esposto presentato in Procura da Francesca Parolari, consigliera provinciale del Partito Democratico, ai danni di una casa di riposo in val di Non che prende le mosse da "segnalazioni da alcuni cittadini".
Episodi che si sarebbero susseguiti nel tempo tra gennaio 2022 e febbraio 2026. Il direttore della struttura Fausto Flaim smentisce mentre i sindacati chiedono "piena chiarezza nelle sedi opportune e con gli strumenti della giustizia", oltre a esprimere "vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori e alla struttura dell'Apsp Anaunia di Taio - commentano Giuseppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp, e Cindy Gallizzi della segreteria della Cisl Fp - che operano ogni giorno in un contesto difficile con grande sacrificio e dedizione".
Nel documento depositato in Procura si citano anche cadute accidentali, atteggiamenti aggressivi, metodi “bruschi e maldestri” che avrebbero causato ematomi agli ospiti.
"Non possiamo rimanere indifferenti - aggiungono Pallanch e Gallizzi - davanti alle ricadute che notizie di questa portata producono sulla vita della comunità e sulla serenità di chi lavora in strutture che hanno come missione la cura e l'assistenza alle persone anziane e fragili e quanti necessitano di supporto e protezione, nelle difficili condizioni lavorative che caratterizzano l'intero sistema delle Apsp, come più volte abbiamo evidenziato ai tavoli e in assessorato".
Le parti sociali attendono gli sviluppi delle indagini. "Quanto apprendiamo ci tocca profondamente e ci amareggia. E' necessario che la verità sia accertata con celerità, senza che il sospetto ricada indiscriminatamente su chi esercita quella cura con impegno, umanità e massima dedizione. Eventuali comportamenti illeciti devono essere perseguiti senza esitazione. Non si può tuttavia colpevolizzare, neppure indirettamente, chi ha sempre operato con dedizione e amore per i propri ospiti. Attendiamo con fiducia che si faccia presto chiarezza e invitiamo tutti alla cautela", concludono Pallanch e Gallizzi.












