Carta Argento, bonus da 3.600 euro per gli over 65 ma in 111 Comuni non si può spendere? Demagri: “La realtà ha smontato il castello di carte della propaganda”
“A oggi solo 55 Comuni su 166 in tutto il Trentino ospita un esercizio alimentare accreditato. Significa che in ben 111 paesi l'aiuto è virtuale. Siamo di fronte al perfetto esempio di quel 'populismo d'annuncio' che punta a raccogliere consenso immediato con i bonus, salvo poi scaricare l'incapacità organizzativa sulle spalle dei cittadini" ha affermato la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, che ha presentato un'interrogazione

TRENTO. La politica degli annunci ha un problema di non poca rilevanza: prima o poi incontra la realtà. Sta accadendo anche con la “Carta Argento Trentino"? Stiamo parlando di un provvedimento lanciato dal governatore Maurizio Fugatti, assieme all'assessore Achille Spinelli: un sostegno economico spendibile in negozio accreditati rivolto ai nuclei familiari che al 1 gennaio 2026 sono beneficiari di quota A dell’Assegno Unico Familiare e abbiano tutti i componenti con età maggiore o uguale di 65 anni.
Quello che doveva essere un aiuto per molti, però, ha avuto alcuni problemi. A denunciarlo è la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri. “Il copione è ormai un classico della gestione Fugatti: si individua un bisogno, si stanzia una cifra importante a favore di telecamera, si conia uno slogan accattivante come 'Carta Argento Trentino' e si distribuiscono promesse a pioggia. Peccato che, una volta spenti i riflettori della conferenza stampa, la realtà si incarichi regolarmente di smontare il castello di carte della propaganda”.
I fatti dicono, spiega sempre la consigliera che sul tema ha presentato anche un'interrogazione depositata in consiglio provinciale, “che l’ultimo 'gioiello' sbandierato dal Presidente Fugatti nella manovra di assestamento e firmato dall'assessore Spinelli come uno 'strumento di sicuro successo' si sta rivelando, alla prova dei fatti, una clamorosa e paradossale beffa per i cittadini più fragili. Dietro la facciata dei 3.600 euro promessi agli over 65 in condizioni di povertà economica, si nasconde un meccanismo così farraginoso da rasentare il ridicolo”.
Il problema, secondo Demagri, sarebbe l'applicabilità della carta sul territorio. “A oggi – spiega - solo 55 Comuni su 166 in tutto il Trentino ospita un esercizio alimentare accreditato. Significa che in ben 111 paesi l'aiuto è virtuale. Siamo di fronte al perfetto esempio di quel 'populismo d'annuncio' che punta a raccogliere consenso immediato con i bonus, salvo poi scaricare l'incapacità organizzativa sulle spalle dei cittadini. Si fa presto a riempirsi la bocca di parole come 'vicinanza ai territori' o 'tutela della montagna', ma poi si costringe un anziano di Ville d'Anaunia, magari senza automobile o non autosufficiente, a fare chilometri e traslocare nei Comuni vicini solo per poter comprare il pane o il latte con la carta provinciale, magari tutti i giorni”.
Stando ai dati forniti dalla consigliera la sperimentazione della Carta Argento sta portando non proprio risultati positivi. “Molti anziani, dopo aver scoperto i vincoli e le scadenze capestro fissate al 2027, rinunciano persino a ritirarla. Sentendosi, giustamente, presi in giro” spiega Demagri.
Per questo è stata depositata un'interrogazione formale in Consiglio Provinciale. “Vogliamo sapere perché la Giunta, anziché complicare la vita alle persone con convenzioni fantasma che tagliano fuori due terzi del Trentino, non abbia scelto la via della libertà: permettere ai beneficiari di spendere quel denaro in qualsiasi negozio sotto casa, sostenendo al contempo il commercio di prossimità delle nostre valli. La solidarietà sociale – conclude la consigliera di Casa Autonomia - non si fa con le tessere elettorali a scadenza, ma con servizi che funzionano davvero bene senza aggravare situazioni già fragili”.












