“Ingiustificabile la passività della Provincia". Idroelettrico, l’affondo di Bortoluzzi: "Si sveglino e i pretendano dalla Regione i 40 milioni di euro spettanti a Belluno”
Torna sul tema dell’idroelettrico l’ex consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi, che esorta la Provincia a uscire dallo “stallo ingiustificato” e pretendere dalla Regione Veneto i 40 milioni di euro che le spettano dall’energia gratuita idroelettrica

BELLUNO. “Nonostante il quadro sia definito, in territorio bellunese non è arrivato un singolo euro. Ciò che sconcerta è la passività dell'attuale amministrazione provinciale. Com'è possibile che non vi sia alcuna pressione decisa della Provincia nei confronti della Regione per lo sblocco immediato delle somme?”.
A tornare sul tema dell’idroelettrico e lanciare la provocazione è Massimo Bortoluzzi, già Consigliere provinciale delegato al demanio idrico, che chiede meno propaganda sui fondi idroelettrici. “La Provincia si svegli - afferma - e pretenda dalla Regione i 40 milioni che spettano ai bellunesi. La situazione legata alle risorse dell’energia gratuita idroelettrica sta infatti prendendo una piega inaccettabile”.
L’analisi di Bortoluzzi richiama la deliberazione della Giunta regionale (1501 del 16 dicembre 2024) che riconosce a Belluno il 100% dell’energia gratuita afferente al proprio territorio, trasformata in risorse economiche con norma regionale. “Nelle casse della Regione - spiega - giacciono circa 40 milioni di euro, versati dai grandi concessionari (in primis Enel) a seguito degli arretrati e delle battaglie legali che anche la Provincia ha sostenuto al fianco di Venezia nel 2025. Questi soldi, che sono cosa diversa dai canoni idrici già percepiti, ci spettano di diritto e dovrebbero essere destinati per l’80% al socio-sanitario, il 5% alle Unioni montane e il 15% per interventi specifici come supporto alla Protezione civile, contributi alle famiglie indigenti o abbattimento dei costi degli abbonamenti al trasporto pubblico locale”.
Da qui l’affondo. “È del tutto inutile - chiosa Bortoluzzi - riempirsi la bocca con i concetti di autonomia e specificità se poi, di fronte a risorse già stanziate e incassate, non si dimostra il coraggio politico di prenderle e redistribuirle a chi ne ha bisogno. La gestione del territorio si fa con la fermezza, non con il silenzio. Da ex consigliere provinciale ho condotto insieme all’assessore regionale Gianpaolo Bottacin battaglie serrate per affermare il principio che la ricchezza generata dall'acqua bellunese deve ritornare ai bellunesi. Quegli accordi e quelle delibere sono stati il frutto di un duro lavoro, mentre oggi assistiamo a uno stallo ingiustificato”.
Secondo l’ex consigliere, il rischio è lasciare case di riposo, famiglie, studenti e Protezione civile senza supporti già stabiliti per legge. “Non serve rifugiarsi dietro ai proclami sul futuro rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche. Il rinnovo - conclude - è un tema strategico da affrontare, ma nel frattempo dobbiamo portare a casa ciò che è già nostro. È giunto il momento con uno scatto d’orgoglio e un’azione decisa di fare squadra e chiedere con fermezza che la Regione trasferisca senza rinvii i 40 milioni spettanti al Bellunese”.


















