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Trento
25 ottobre | 22:56

Ci sarà una squadra contro gli hacker: "La digitalizzazione è un percorso dal quale non possiamo arretrare". Per la cybersicurezza si punta su Trentino Digitale

Via libera al disegno di legge di Achille Spinelli sul piano per rafforzare le infrastrutture digitali e la protezione del patrimonio informativo pubblico. Il vicepresidente della Provincia rassicura sulla volontà di puntare su Trentino Digitale, anche se è difficile attrarre e trattenere professionisti altamente specializzati a fronte della maggiore competitività economica del settore privato

Ci sarà una squadra contro gli hacker: "La digitalizzazione è un percorso dal quale non possiamo arretrare"

TRENTO. Il Trentino avrà una squadra contro gli hacker. Questa l'idea della Provincia che rassicura anche sulla volontà di puntare ancora su Trentino Digitale. Il piano è di rafforzare le infrastrutture digitali e la protezione del patrimonio informativo pubblico. La cybersicurezza è un argomento sempre più centrale tanto che in piazza Dante ci si è dotati di una norma in questa direzione. Un ddl firmato dal vicepresidente Achille Spinelli - approvato con 17 voti favorevoli e 14 astensioni - che riscrive e aggiorna la precedente legge del 2012 e ormai datata.

 

"La digitalizzazione è un percorso dal quale non possiamo arretrare", così Spinelli. "Un percorso che richiede un impegno crescente nella protezione dei dati". Tra i rischi emergenti della criminalità informatica, il vicepresidente della Provincia ha richiamato il furto e il blocco delle informazioni, ma anche la possibilità di una loro alterazione, particolarmente pericolosa nel caso dei dati sanitari e giudiziari.

 

Ecco che il provvedimento introduce una strategia provinciale per la cybersicurezza e istituisce il Csirt-Computer security incident response team, una squadra specializzata nella prevenzione e nella risposta agli incidenti informatici, con particolare attenzione alla protezione dei dati sanitari. In questo contesto è stato ribadito il ruolo strategico di Trentino Digitale e la piena fiducia della Giunta provinciale nella società e nelle sue prospettive di sviluppo. Le ipotesi di ridimensionamento dell'ente sono state allontanate, anche se è stato riconosciuta una certa difficoltà nell'attrarre e nel trattenere professionisti altamente specializzati a fronte della maggiore competitività economica del settore privato. 

 

Nella seduta di venerdì 23 ottobre sono stati approvati, dopo un confronto per trovare un accordo tra maggioranza e opposizioni, anche una serie di ordini del giorni per completare il documento poi votato e approvato. Emendamenti che trattano anche di intelligenza artificiale e cyberbullismo.

 

Un ordine del giorno emendato, quello di Paola Demagri (Casa Autonomia), punta a promuovere e sostenere i Patti digitali di comunità come strumento di prevenzione del cyberbullismo e di educazione all'uso consapevole delle tecnologie: la proposta chiede risorse e linee guida per scuole e famiglie e un raccordo tra le strutture provinciali di cybersicurezza e le politiche di prevenzione del disagio giovanile, anche attraverso un servizio di primo orientamento in caso di gravi violazioni digitali.

 

Rendere più semplice e sicuro l'utilizzo dei servizi pubblici digitali da parte delle persone anziane con ridotte competenze informatiche è la proposta di Roberto Stanchina (Campobase) che impegna la Giunta a verificare entro sei mesi le difficoltà nell'accesso ai servizi e nella gestione delle deleghe digitali, individuando correttivi per evitare la condivisione impropria delle credenziali personali e migliorare gli strumenti di assistenza.

 

Si pensa di sperimentare applicativi di intelligenza artificiale, attraverso la collaborazione tra Trentino Digitale e il Consiglio delle autonomie locali, in alcuni uffici pilota degli enti per semplificare le procedure amministrative. La proposta di Walter Kaswalder (Patt) prevede di valutare percorsi formativi con il Consorzio dei Comuni, garantendo la tutela della privacy, la trasparenza degli algoritmi e la supervisione umana, oltre a valutare con il Consiglio delle autonomie locali le modalità più opportune per riferire periodicamente al Consiglio sui risultati del progetto.

 

Ma in un'epoca di carenza di personale nei Comuni, in particolare quelli più piccoli, la digitalizzazione viene vista come una possibile risposta per alleggerire la mole di lavoro e burocrazia negli enti locali.

 

La proposta di Chiara Maule (Campobase) è di prevedere, nella definizione dei provvedimenti attuativi relativi ai servizi digitali strategici e al supporto del Csirt territoriale, specifiche modalità di accompagnamento dei piccoli Comuni, concordate con il Consorzio: le misure dovranno tenere conto delle diverse capacità organizzative e finanziarie degli enti, affinché tali differenze non ostacolino l'accesso ai servizi di protezione e assistenza.

 

Un altro obiettivo è di favorire l'inclusione delle minoranze linguistiche nella transizione digitale, valutando la progressiva disponibilità dei servizi pubblici online anche in ladino, mòcheno e cimbro. La proposta di Luca Guglielmi (Lista Fassa) chiede inoltre di considerare la creazione di una sezione di dati aperti dedicata al patrimonio culturale delle minoranze e di coinvolgere gli istituti culturali e le autorità locali nello sviluppo di tecnologie inclusive.

 

Realizzare, attraverso Trentino Digitale e con il coinvolgimento del Consorzio dei Comuni, una ricognizione dei programmi informatici utilizzati da Comuni e Comunità di valle, dei relativi costi e delle esigenze di sicurezza e integrazione. Su questa base, la proposta di Michela Calzà (Pd) chiede un programma pluriennale di servizi condivisi, formazione e progressiva integrazione dei sistemi, con priorità agli enti più piccoli e una presentazione alla Commissione competente.

 

Diversi i documenti che hanno toccato la materia "sanità". Il rafforzamento della protezione dei dati e dei sistemi informatici delle Aziende pubbliche di servizi alla persona, d'intesa con Upipa e Apsp trentine, ma anche l'attivazione di percorsi formativi per il personale sono argomenti centrali nell'ordine del giorno di Francesca Parolari (Partito Democratico), mentre per Mariachiara Franzoia (Pd) si deve promuovere, con i vertici dell'Azienda sanitaria universitaria integrata e di Trentino Digitale, un tavolo di confronto economico-finanziario e tecnico per valutare l'opportunità e la sostenibilità dell'ingresso dell'Asuit nella compagine azionaria della società in house, in coerenza con gli obiettivi di sicurezza e gestione dei dati previsti dal disegno di legge.

 

Per Francesco Valduga (Campobase) è necessario invece garantire affidabilità e continuità ai servizi informatici sanitari, con particolare attenzione ai collegamenti tra ospedali, strutture territoriali, assistenza domiciliare e telemedicina: la proposta chiede di definire, congiuntamente con Asuit, obiettivi per la disponibilità dei servizi e i tempi di ripristino, verificare entro sei mesi il funzionamento dei sistemi e riferire entro un anno alla Commissione competente sulle criticità rilevate e sugli interventi correttivi.

 

A monte, però, c'è la necessità di formulare indirizzi alla società per favorire politiche di sviluppo professionale funzionali agli obiettivi strategici: garantire, come soggetto aderente al Sinet, risorse per qualificare infrastrutture e software in coerenza con il piano nazionale di cibersicurezza e la direttiva Nis2. Questo il contenuto della proposta di Paolo Zanella (Partito Democratico) che punta inoltre a promuovere il confronto tra gli aderenti al Sinet per sviluppare una strategia di innovazione condivisa, valutare progetti per accelerare la trasformazione digitale del territorio e favorire lo sviluppo di nuove tecnologie. Respinta, con 16 contrari e 15 favorevoli, invece la proposta di Michela Calzà (Pd) sulla sperimentazione del software libero nelle scuole.

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