Sanità, sistemi in tilt e sicurezza digitale insufficiente. Dagli ingegneri agli avvocati, l’allarme di 23 Ordini: “Non è una questione secondaria. Profonde difficoltà"
Il documento è stato inviato al governatore Maurizio Fugatti, all'assessore alla Salute Mario Tonina e al direttore generale dell'Asuit Antonio Ferro e l'obiettivo è collaborativo e di supporto. Il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e dei collegi professionali ha messo nero su bianco che il livello attuale di sicurezza digitale in Trentino non è ritenuto adeguato e serve un forte potenziamento strutturale. I ripetuti disservizi e i furti di dati dimostrano che l'attuale stabilità e affidabilità dei sistemi sono insufficienti per garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali

TRENTO. Disservizi sanitari, sistemi informatici bloccati e dati sottratti: gli episodi registrati negli ultimi anni, che hanno colpito l’Azienda sanitaria ma anche altre infrastrutture e servizi essenziali del territorio, destano preoccupazione. Oggi “la sicurezza delle infrastrutture digitali del Trentino non può più essere considerata un tema di secondaria importanza”. A scriverlo nero su bianco è il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e dei Collegi Professionali in rappresentanza di 23 Ordini presenti sul territorio in un documento inviato al presidente Maurizio Fugatti, all'assessore Mario Tonina e al direttore generale dell'Asuit Antonio Ferro.
In Trentino il livello di sicurezza digitale, viene spiegato “non è ritenuto adeguato e serve un forte potenziamento strutturale. I ripetuti disservizi e i furti di dati dimostrano che l'attuale stabilità e affidabilità dei sistemi sono insufficienti per garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali”.
La sicurezza delle infrastrutture digitali non può quindi più essere considerata una questione secondaria. Il documento protocollato il 7 settembre e firmato da Silvia di Rosa, presidente del Cup, chiama direttamente in causa il settore sanitario, indicando nell'operatività dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino uno dei punti più critici.
Sono molti gli episodi a cui abbiamo assistito, problematiche sempre legate al sistema informatico con blocchi, rallentamenti e interruzioni che hanno avuto conseguenze non di poco conto sull'attività quotidiana e sui cittadini.
“Questi episodi colpiscono direttamente la vita delle persone e l'operatività delle amministrazioni – spiega la presidente Di Rosa - mettendo in forte affaticamento, visti i recenti episodi in Asuit anche e soprattutto i professionisti sanitari, impattando direttamente sulla continuità delle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla serenità del lavoro in corsia. I medici e i professionisti sanitari si trovano oggi a operare in condizioni di forte difficoltà a causa di questi disservizi. Abbiamo sentito quindi il dovere di formulare proposte concrete per passare da una gestione puramente reattiva all'emergenza a una gestione ingegneristica e maggiormente consapevole dei sistemi digitali”.
Gli episodi che si sono susseguiti non possono essere letti come eventi isolati ma come sintomi di una vulnerabilità strutturale nella progettazione e nella responsabilità tecnica dei sistemi digitali. E' bene ricordare che il sistema informatico operante negli ospedali è assimilabile in parte a un “dispositivo medico” ai sensi del Regolamento europeo 2017/745: l'integrità, l'esattezza e la tempestiva disponibilità dei dati sanitari sono requisiti fondamentali per garantire diagnosi corrette e somministrare terapie giuste.
La nota del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e dei Collegi Professionali evidenzia una vulnerabilità strutturale nella progettazione e nella responsabilità tecnica dei sistemi digitali, in particolare nell'Asuit. Per iniziare ci deve essere un “diverso approccio all'acquisto”. “Oggi i software vengono spesso appaltati come semplici 'forniture di beni e servizi' (prodotti da scaffale), quando in realtà si tratta di opere immateriali complesse che richiedono prestazioni intellettuali di progettazione e personalizzazione”.
Viene poi rilevata una “mancanza di standard e tutele”. “Manca – viene spiegato - una norma tecnica provinciale che definisca chiaramente i test di accettazione funzionali e non funzionali che devono essere soddisfatti, esplicitando con chiarezza gli accordi sul livello di servizio, con la chiara definizione dei tempi di intervento”.
C'è il tema della “carenza di infrastrutture critiche”, nel documento si chiede infatti di “introdurre sistemi ridondanti su domini indipendenti, repliche dei dati, monitoraggio continuo e la segmentazione delle reti". "La Pubblica Amministrazione deve includere nei bandi di inserimento del personale requisiti di alto livello e percorsi formativi continui per non perdere la capacità interna di governare e controllare i processi digitali”. Gli Ordini professionali chiedono, insomma, un “cambio di paradigma” mettendo a disposizione della Provincia per individuare le azioni migliori da mettere in campo.
Per quanto riguarda l'ambito sanitario gli ordini sottolineano la necessità di un coinvolgimento delle professioni sanitarie, nelle procedure di gara, assicurando la presenza delle competenze sanitarie non solo nella fase di utilizzo ma già nella definizione dei requisiti. E' poi importante il monitoraggio nelle fasi di test e ovviamente la manutenzione del software. “La responsabilità – spiegano gli Ordini professionali – non coincide automaticamente solo con chi materialmente ha sviluppato il software ma è una responsabilità condivisa con tutti coloro che ne gestiscono il ciclo di vita”.
Ed ancora, nel ricordare che per garantire la continuità dei servizi, vanno pensate delle azioni correttive, dalla replica dei dati al monitoraggio continuo, si chiarisce che “la continuità operativa non può essere affidata a procedure improvvisate o esclusivamente manuali, ma deve essere progettata e verificata preventivamente, tenendo conto della diversa criticità dei servizi sanitari”. E' prioritario mettere i professionisti sanitari nelle condizioni di poter disporre di strumenti stabili e affidabili e di svolgere il proprio lavoro in modo efficace, sicuro e sereno.
Da qui l'invito degli Ordini professionali alla Provincia Autonoma di Trento e ai principali Enti del territorio ad avviare un confronto tecnico strutturato. Un percorso collaborativo e di supporto mettendo a disposizione le proprie competenze per uscire da questa situazione di profonda difficoltà.
“Un tavolo di confronto stabile – spiegano i 23 Ordini - potrebbe rappresentare il luogo nel quale mettere a sistema le diverse competenze, analizzare le criticità emerse e individuare soluzioni condivise, con l'obiettivo di prevenire il ripetersi di situazioni che incidono direttamente sull'erogazione dei servizi sanitari. La sicurezza digitale è una questione di interesse pubblico: affrontarla oggi con lungimiranza significa tutelare cittadini, imprese e istituzioni, e costruire un futuro digitale solido e affidabile per il Trentino. Accanto agli aspetti tecnici, è fondamentale mantenere un dialogo costante tra tutti i professionisti coinvolti nella filiera e le istituzioni, garantendo competenze specifiche per ciascun contesto”.
Oggi non basta progettare un sistema "sicuro". La sicurezza dipende ogni giorno da come si lavora, da come vengono gestiti i rischi, dalle verifiche e dalle manutenzioni che vengono fatte, dalle persone, dalle procedure e dalla capacità di reagire ai problemi.


















