In consiglio regionale veneto l'idea di una nuova macroregione grazie alla fusione con Fvg e Trentino-Alto Adige, ma FdI non ci sta: "Un'illusione per creare caos"
Matteo Baldan, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia: “Ma quale macroregione tridentina e fusioni: quella proposta è un'idea impossibile, un miraggio irrealizzabile che, sbandierato come illusione, crea solo il caos"

BELLUNO. Se non è "fantapolitica" poco ci manca, ma nelle ultime ore tiene banco nel dibattito la suggestione di una nuova "macroregione" del Nord Est.
A proporla è stato il consigliere regionale veneto Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) che ha proposto di istituire una "macroregione autonoma delle Venezie" per superare la questione del possibile trasferimento di alcuni Comuni confinanti in Friuli Venezia Giulia.
Un'idea rilanciata e ampliata dal consigliere regionale friulano Enrico Bullian, che ha ipotizzato di coinvolgere anche il Trentino-Alto Adige per confezionare una grande regione del Triveneto da oltre 8 milioni di abitanti con maggiore forza economia.
La proposta, come prevedibile, ha fatto molto discutere. "Si tratta di un miraggio irrealizzabile", ha detto Matteo Baldan, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale del Veneto.
“Ma quale macroregione tridentina e fusioni: quella proposta è un'idea impossibile, un miraggio irrealizzabile che, sbandierato come illusione, crea solo il caos. Va bene il coraggio di immaginare, ma non si può pensare di rendere reali le chimere. La politica dei territori si deve fare sui territori, non con le fantasticherie, altrimenti si genera solo confusione e non si va da nessuna parte”.
Così Baldan ha bocciato l'ipotesi: "La politica si fa unendo e ascoltando i territori, non illudendoli. La Regione del Veneto ha aperto porte e portoni ai sindaci dei comuni di confine per costruire assieme un percorso necessario, favorendo il dibattito e non le forzature, perché queste ultime incrementano solo le spaccature. E non lo ha fatto solo a parole, ma ha intrapreso un percorso concreto con un primo finanziamento di 200 mila euro per supportare quei comuni. Come è stato spiegato ai sindaci, si tratta solo di un primissimo atto di ulteriore attenzione che vedrà altre erogazioni anche al di fuori della Legge 16, attraverso puntuali richieste che arriveranno dai sindaci e che riguarderanno sia la Regione direttamente, ma anche come ente portavoce presso il Governo, con i quali - siamo sicuri - ci sarà piena collaborazione".
"Questo - conclude il vicecapogruppo - è il momento di rilanciare quella zona della provincia di confine, non di alimentare referendum o fantasiose macroregioni. L'unità di intenti da condividere deve mirare a questa collaborazione, non a un allontanamento”.
"L’articolo 132 della Costituzione - replica invece Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) - prevede la possibilità di fondere Regioni esistenti, ordinarie e speciali, attraverso una precisa procedura istituzionale. Parliamo di una prospettiva legittima e costituzionalmente prevista, che forse il consigliere Baldan ignora, e che merita di essere approfondita".
"La macroregione ‘Venezie’ può rappresentare una soluzione per dare ai sindaci dei comuni di confine strumenti più efficaci, maggiori opportunità e risposte strutturali ai problemi dei loro territori – spiega il consigliere regionale - I finanziamenti sono utili, ma non bastano: occorre avere il coraggio di valutare anche nuove soluzioni istituzionali, senza chiudere il confronto prima ancora di averlo affrontato per una palese incompetenza sul tema.”
"Le riforme istituzionali richiedono tempo, studio e, soprattutto, una visione di lungo periodo – continua Morosin - Proprio per questo, il dibattito va avviato oggi, anziché rinviato. Non si può sostenere che un progetto sia irrealizzabile quando, storicamente e costituzionalmente, lo è".














