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Belluno
06 ottobre | 10:06

"Cani robot per proteggere il gregge dai lupi? Pura fantascienza, proposta che non sta né in cielo né in terra. Serve una politica seria e concreta"

Veneto Agricoltura studia l'introduzione dei cani robot per aiutare gli allevatori a fronteggiare i grandi carnivori. Valdegamberi (Consigliere regionale Veneto): "Una costosa soluzione tecnologica che, allo stato attuale, non sta né in cielo né in terra"

(foto Università degli Studi di Firenze)
(foto Università degli Studi di Firenze)
di Redazione

BELLUNO. Fa discutere, e non potrebbe essere altrimenti, la nuova soluzione iper tecnologica proposta da Veneto Agricoltura per fronteggiare il problema delle predazioni dei lupi.

 

Allo studio infatti ci sarebbe l'utilizzo da parte di stalle e malghe del territorio dei cani robot, macchine in grado di sostituire i cani da guardiania per proteggere i recinti e gli animali al pascolo degli allevatori. 

 

Una proposta ventilata durante un convegno della Cia a Longarone, dove è stata annunciata  che evidentemente viene considerata credibile da chi la propone: ma c'è chi non si è convinto della bontà del (costoso) progetto dei sistemi robotici, come per esempio il consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale). 

 

"A Veneto Agricoltura, probabilmente, ci sono dei marziani, completamente estranei alle condizioni economiche e alla realtà operativa dell’allevamento estensivo: solo dei marziani possono pensare che, con l’attuale livello di sviluppo della tecnologia, i cani robot possano rappresentare una soluzione concreta per proteggere le greggi dai lupi".

 

"Chi conosce davvero un pascolo, un gregge, una pecora e il lavoro quotidiano degli allevatori - prosegue il consigliere regionale -, sa perfettamente che certe proposte sono lontanissime dalla realtà. Presentare i cani robot come risposta al problema della predazione significa ignorare completamente sia la dimensione economica sia quella operativa dell’allevamento estensivo. Una 'soluzione tecnologica' che, allo stato attuale, non sta né in cielo né in terra. Gli allevatori non hanno bisogno di fantascienza, ma di una politica seria e concreta". 

 

Sulle soluzioni alternative peraltro Valdegamberi va dritto al punto senza troppi giri di parole: "Il problema è semplice: dobbiamo riportare il numero dei lupi entro un limite ragionevole e compatibile con la presenza delle attività agricole e zootecniche. Serve un vero piano di contenimento, non continuare a spendere risorse pubbliche in sperimentazioni che non risolvono il problema alla radice. Nel frattempo, le predazioni continuano industrialmente in Lessinia, con danni e conseguenze pesantissime per gli allevatori. E c’è un dato politico preciso che non può essere dimenticato: l’unica domanda di contenimento che ho promosso personalmente lo scorso anno è stata bocciata dalla Giunta regionale".

 

"Questa è la realtà, e non la fantascienza di Veneto Agricoltura. Abbiamo già buttato via risorse inutilmente. Ora è il momento di smettere di inseguire soluzioni tecnologiche che non sono applicabili alla realtà dei pascoli e affrontare il problema per quello che è: una questione di gestione della fauna selvatica e di tutela concreta degli allevatori. La soluzione non è complicata: serve il coraggio politico di adottarla", conclude Valdegamberi.

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