"Da Genova all'Alto Adige, lavoro come Oss per sostenere mio figlio disabile. Ma nel mio alloggio sono vietati gli animali: cerco una casa dove poter stare con il mio amato gatto"
La testimonianza di Daniela Ferranti: "Mi sono trasferita in provincia di Bolzano per migliorare la mia situazione economica e lavorativa. In più, lo stipendio più alto mi consente di sostenere mio figlio, che ha quasi 24 anni ed ha una disabilità. Non immaginavo che sarebbe stato così difficile trovare un appartamento che mi permetta di ospitare anche il mio amato gatto"

BOLZANO. “Mi sono trasferita in provincia di Bolzano per migliorare la mia situazione economica e lavorativa. Lo stipendio qui è più alto, e mi consente di sostenere mio figlio, che ha quasi 24 anni ed ha una disabilità. Non immaginavo che sarebbe stato così difficile trovare un appartamento che mi permetta di ospitare anche il mio amato gatto. Stare lontani è un’immensa sofferenza".
Queste parole raccontano la storia di Daniela Ferranti, operatrice socio-sanitaria che a settembre ha lasciato Genova ed è arrivata in Alto Adige in cerca di maggiore stabilità economica. Una madre single mossa dal desiderio di garantire un futuro migliore al figlio, ma costretta a un amaro compromesso: gli alloggi delle Rsa non accettano animali e il suo gatto è dovuto rimanere in Liguria, in una pensione per animali.
“Qui c’è molta più attenzione al paziente e si lavora bene - racconta Daniela Ferranti a Il Dolomiti -. Ho un figlio con disabilità, ha quasi 24 anni: è molto indipendente, ma la pensione di invalidità non basta a coprire tutti i costi”.
Sola con il figlio, senza altri famigliari su cui contare, gestire ogni cosa era diventato troppo difficile per Daniela Ferranti, da qui la decisione di trasferirsi. .
“Trovare un appartamento pronto ad accogliere anche il mio amato gatto si sta rivelando essere un grande ostacolo. Tutte le migliori offerte di lavoro hanno lo stesso limite – continua Ferranti -: negli alloggi delle Rsa messi a disposizione a prezzi agevolati non è consentito portare animali domestici, nemmeno se molto tranquilli e regolarmente vaccinati”. Da qui la scelta sofferta di lasciare momentaneamente il suo amato micio in una pensione per animali a Genova.
Una lontananza che, tuttavia, entrambi faticano a tollerare. “Mi trovo qui da più di un mese – rivela la Oss -, completamente sola e con tutte le difficoltà del caso. La sera, quando rientro a casa, soffro tantissimo la solitudine e sono molto preoccupata per la salute del mio gatto”.
Un dolore condiviso anche dall’amico a quattro zampe che, nonostante le cure offerte dalla pensione, secondo Ferranti si sente abbandonato ed ha per questo accusato alcuni problemi. “Stenta a mangiare – continua Daniela - e ha perso peso. Ha sette anni e ha sempre vissuto con me, quindi non è abituato alla convivenza con così tanti altri cani e gatti. Fa davvero fatica a socializzare e sta soffrendo moltissimo. La struttura è piccola e sono molto preoccupata, il mio gatto era abituato a fare le coccole nel letto con me, non a convivere con diversi animali: non posso e non voglio lasciarlo lì”.
La situazione di Ferranti non sarebbe peraltro un caso isolato: in molti, racconta Daniela, sarebbero stati costretti a separarsi dai loro amici a quattro zampe perché le strutture non permettono di ospitarli. Ferranti sta già cercando privatamente un appartamento alternativo, ma anche cercando per conto proprio è difficile trovare padroni di casa disposti ad accettare animali domestici.
Per questo l'Oss ha lanciato un appello, anche tramite i social: “Cerco una stanza o un appartamento in provincia di Bolzano, dove lavoro. Devo lasciare l'alloggio aziendale, per quanto bellissimo, perché non mi permette di stare con il mio gatto e salvare la sua salute. Cerco una sistemazione in un centro abitato ben collegato con i mezzi pubblici, dato che non sono automunita".
Se qualcuno fosse in grado di aiutarla, può inviare le proposte direttamente a questo numero: +39 377 080 6051













