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Bolzano
30 settembre | 18:08

"Salviamo la vita a Titti e Aaron, madre e figlio malati senza una casa". Dopo l'articolo de Il Dolomiti parte la raccolta fondi su GoFoundMe

Tante persone si sono interessate alla storia che vi abbiamo raccontato. E chi ci ha segnalato la vicenda, la signora Monica, ha aperto una raccolta fondi. "Ogni euro conta. Ci sono due vite in ballo e vorrei fare il possibile per aiutare queste due persone", ci racconta

"Salviamo la vita a Titti e Aaron, madre e figlio malati senza una casa"

BOLZANO. Negli scorsi giorni vi abbiamo raccontato la storia di Titti e di suo figlio Aaron.

 

Entrambi malati, lei di tumore, lui di fibrosi cistica, vivono in una stanza, ospiti da parenti. Sono anni che vivono in questa situazione e che si appoggiano a chi da loro un tetto, dopo che hanno avuto lo sfratto e che, invece che “barricarsi in casa”, se ne sono andati dal loro appartamento.

 

“Siamo gente onesta – ci hanno raccontato – non saremmo mai potuti rimanere in una casa dove la legge dice che non saremmo potuti rimanere”.

 

La storia è lunga e ve l'abbiamo raccontata nel dettaglio in QUESTO ARTICOLO.

 

Parla di aiuti che non sono arrivati, di istituzioni che non hanno fatto tante cose, di privati che hanno fatto promesse e non le hanno mantenute.

 

Ma il problema non è guardare al passato e puntare il dito contro chi ha più o meno responsabilità. La questione è un'altra: ci sono due persone, malate, che sono arrivate al limite.

 

Lui si sta lasciando andare, perché questa vita lo sta consumando dentro. Fisicamente ed emotivamente.

 

Lei sta sempre peggio, perché per risolvere i loro guai e pensare prima alla patologia del figlio, non si è curata per tanto tempo.

 

Quella stanza dove sono ospiti oggi c'è, ma domani potrebbe non esserci più.

 

Dopo che abbiamo raccontato la loro vicenda, è successo qualcosa di bello, quelle cose che un po' ti fanno credere che ci sia ancora speranza. E che ti fa capire che il genere umano ,quando vuole, sa esserci.

 

In tanti ci hanno contattati, mi hanno contattata, hanno contattato Monica, colei che questa storia me l'ha segnalata.

 

Perché tutto è partito da lei. Ha chiesto se qualcosa poteva essere fatto per Titti. E' iniziata una lunga serie di telefonate, per fare le verifiche che si fanno in questi casi.

 

E poi è stato scritto l'articolo.

 

“Dopo l'articolo in tanti mi hanno chiesto come potevamo aiutare Titti – spiega Monica – in molti non hanno grandi possibilità, ma vorrebbero dare anche solo un piccolo contributo. E allora ho aperto una raccolta fondi su GoFoundMe. Non mi sarebbe mai venuto in mente, non sono molto pratica di queste cose. Ma adesso c'è. Il denaro raccolto verrà versato a me e io poi lo verserò a Titti”.

 

A cosa serve?

 

“Beh a tutto. Anche solo fare la spesa è un lusso – ci ha raccontato Titti in una delle tante telefonate.

 

Lei lavora, qualche ora al giorno, quando può. Fa le pulizie, ma non si tira indietro di fronte a nulla. Anzi, quando ha dovuto lasciare la sua casa e di conseguenza anche la città dove viveva, ha dovuto rinunciare a due contratti di lavoro.

 

“Avevo un contratto da 36 ore, perché sono brava e affidabile – ci dice e ripete con l'orgoglio di quelle persone che quando si devono rimboccare le maniche lo fanno con gioia.

 

"Oggi ho lavorato tre ore, sono molto felice - ci ribadisce quando la sentiamo di nuovo per dirle che adesso c'è la raccolta fondi. 

 

“Abbiamo fissato il tetto della raccolta fondi a 10mila euro – spiega Monica – non pretendiamo di arrivare a quella cifra, quello sarebbe il miracolo che le permetterebbe di ricominciare in una casa vera, di tornare a lavorare in un posto fisso, avere uno stipendio. Di fermarsi e curarsi. Di avere una residenza vera, e non quella fittizia che ha in questo momento e che le cause tante difficoltà, ma almeno le permette di avere le medicine per Aaron e un medico di base per lei. Ma veramente ogni euro conta". 

 

Noi, dal canto nostro, non possiamo che ringraziare le tante persone che si sono interessate e non possiamo che condividere la raccolta fondi che trovate qui: https://gofund.me/780603b03​

 

Perché anche "un euro può fare la differenza". E noi, siamo ben lieti di poter aiutare, condividendo questa storia triste che, speriamo, possa diventare una storia a lieto fine.

 

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