Salvini rieletto segretario della Lega. Attacca la sinistra e "avverte" gli alleati: "Non tollererò più certe cose in certe regioni: vogliamo rispetto. La Lega non è di serie B"
E' da quattro anni che siamo leali, perché lealtà e coerenza sono sinonimi di Lega. Penso a come viene trattata la Lega in alcune regioni dove siamo in maggioranza: non tollererò più che la Lega venga considerata di serie B. Chiediamo rispetto". Poi "avvisa" anche chi ha remato contro: "Chi ha boicottato la manifestazione di Milano e il raduno di Pontida: non è stato un segnale, quello significa tradire la Lega"

MILANO. Matteo Salvini è stato rieletto alla guida della Lega.
Già segretario del Carroccio dal 2013, ha ottenuto la conferma con 465 voti a fronte dei 146 raccolti dallo sfidante Massimo Garavaglia, che era appoggiato anche da una parte della delegazione trentino.
"Non ho preparato alcun discorso da riconfermato - queste le parole di Salvini -. Ringrazio Massimo Garavaglia per essersi candidato. Oggi comincia un altro percorso: con il voto di oggi vi siete presi un impegno, sia chi ha votato Salvini chi il mio sfidante. Avremo mesi difficilissimi a livello interno: avete viste le prove di guerriglia urbana, certa sinistra che scaglia il sasso e toglie la mano, certa sinistra che che condanna "ma". Quelle due maledette lettere, hanno sbagliato "ma", hanno esagerato "ma". Il congresso mi sembra che abbia tracciato il solco di identità, federalismo, autonomia, ma il centralismo è sopra le nostre teste, ormai. Noi dobbiamo essere compatti. Abbiamo appena festeggiato il Governo più longevo della storia della Repubblica, non si capirebbe perché il Governo più longevo della storia della Repubblica non starà in ufficio sino all'ultimo giorno d'incarico. E' da quattro anni che siamo leali, perché lealtà e coerenza sono sinonimi di Lega. Penso a come viene trattata la Lega in alcune regioni dove siamo in maggioranza: non tollererò più che la Lega venga considerata di serie B. Chiediamo rispetto".
Poi ha richiamato tutti "all'unità", con "stilettate" a chi ha "remato contro".
"Spero che la mia stessa responsabilità la sentano tutti quelli che, in questi mesi, hanno trattato i loro fratelli, come fossero nemici - ha proseguito -. Con oggi dico "basta". Mi ha molto amareggiato che, in occasione della manifestazione di Milano e del raduno di Pontida, ci siano stati dirigenti che hanno boicottato l'evento. Questo non è dare un segnale a Salvini, è il tradimento dell'essere leghisti. Io non so cosa mai ho fatto a Calenda e Renzi: questi si alzano la mattina e pensano a Salvini. Io non lo faccio: li ignoro, non li considero, semplicemente non penso faranno parte del futuro dell'Italia e dell'Europa. A chi occupa ruoli dirigenziali ben retribuiti dico che sarà intransigente con chi non rispetta quanto previsto dallo statuto".
E - infine - rilancia, cercando di stemperare i toni con Fratelli d'Italia.
"La sera delle elezioni - ha concluso - Giorgia Meloni sarà rieletta presidente del consiglio e la Lega sarà il secondo partito della coalizione".


















