Fronte dei nordisti contro Salvini, arrivano le reazioni dal Fvg: “Il momento è complicato, ma dobbiamo riprenderci i nostri temi fondanti”
Dopo la costituzione dei giorni scorsi del comitato in seno alla Lega che auspica un cambio al vertice e un ritorno alle origini, arrivano le prime repliche anche dal Friuli Venezia Giulia, da parte della segreteria regionale: “Noi rispondiamo con il lavoro che svolgiamo quotidianamente per il nostro territorio"

TRIESTE. Si è costituito nei giorni scorsi un comitato all'interno della Lega rappresentato dal fronte “anti-Salvini”, e già ribattezzato i “nordisti”, con l'obbiettivo di indire a stretto giro un altro congresso federale (l'ultimo era avvenuto lo scorso aprile a Firenze), finalizzato all'elezione di un nuovo segretario con il quale presentarsi alle prossime elezioni politiche.
Il comitato, composto da alcuni ex parlamentari ed esponenti di diverse segreterie provinciali del nord Italia, pur sfidando apertamente l'attuale colonna vertebrale della Lega, rappresenta di fatto una frattura nuova e diversa rispetto alle iniziative, già mostratesi a loro volta piuttosto disarticolate dalla linea salviniana, intraprese dai governatori del Nordest.
In risposta a tali istanze, nella mattinata di oggi, 2 settembre, sono arrivate le prime repliche da parte degli esponenti proprio dalla Lega del Friuli Venezia Giulia a trazione Fedriga, che prendono le distanze affermando di ribattere alle parole con i fatti.
“Penso che queste persone non meritino neanche considerazione – ha esordito per Il Dolomiti Marco Dreosto, segretario regionale della Lega -. Il nostro movimento qui in regione sta facendo bene e può esibire tanti amministratori capaci a cominciare dal presidente Massimiliano Fedriga e arrivando ai sindaci dei singoli comuni. Quindi onestamente siamo più orientati a rispondere concentrandoci sul lavoro che ogni giorno svolgiamo per risolvere i nostri problemi e per dare risposte ai cittadini sul territorio”.
Osservando tuttavia la presenza di alcune correnti divergenti all'interno della Lega, e talvolta contrastanti, non si può non tener conto di quello che è stato lo strappo recente dal partito che ha fatto più rumore in assoluto, quello di Roberto Vannacci, passato nel giro di poche settimane dalla seconda carica della Lega alla creazione di una forza politica “ex novo” che oggi, sondaggi alla mano, ha tolto alla Lega stessa parecchi esponenti.
Un parallelismo, quello tra Vannacci e i nordisti, forzato dal fatto che in queste ore una ennesima scissione da parte di questi ultimi non si è, per adesso, ufficialmente concretizzata, ma avvalorato dalla volontà, in entrambi i casi, di recuperare determinati ideali che oggi vengono percepiti come “traditi” dall'attuale partito.
Ma se da un lato la ristrutturazione è qualcosa su cui poter ragionare, dall'altro uno scisma sarebbe condannabile, questa la sintesi del pensiero che Paolo Polidori, oggi sindaco di Muggia ma già segretario provinciale a Trieste e leghista della prima ora, ha espresso in una dichiarazione rilasciata per Il Dolomiti.
“Non esiste alcuna 'onda lunga' o 'effetto Vannacci' – chiarisce Polidori -, per il semplice fatto che è stato lui ad appropriarsi indebitamente delle questioni della Lega, che sono quelle che ora per buona parte ripropone. Sono iscritto alla Lega dal 1991 e spero vivamente che non ci siano scontri 'fratricidi' o delle rotture nel partito adesso. Questo è un momento complicato perché sicuramente è in corso una fase di cambiamento che è anche necessaria. I nordisti? Questioni come ad esempio il federalismo le portiamo avanti da sempre, quindi possiamo ragionare su una ricalibratura delle priorità della Lega senza che questo significhi arrivare a delle spaccature, oltre a non dimenticare che ragioniamo su temi, si pensi all'immigrazione o alla sicurezza, che sono propri dell'intero centrodestra. Ciò che ci distingue come Lega però, è bene rimarcarlo, è che se dovessimo scegliere tra un governo centrale e uno rappresentato dalle regioni e dai sindaci noi sceglieremmo la seconda strada. Questa deve essere la caratterizzazione della Lega e non altro. Personalmente mi fa male – conclude il sindaco di Muggia -, vedere la creazione di faide all'interno di una causa comune, anche perché vedo che i toni si stanno alzando da entrambe le parti, però non vedo strumentalizzazioni dovute a spaccature volte ad accaparrarsi i posti come dice qualcuno (evidente qui la 'tirata d'orecchie' alle recenti dichiarazione dell'europarlamentare Cisint), quanto piuttosto il desiderio di riprendere quelle tematiche che sono nostre e ci appartengono”.














