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FVG
23 marzo | 18:55

Referendum, in Friuli Venezia Giulia prevale il Sì. Polidori (Lega): "Non ha valenza politica". Massolino (Ppa): "Si è riusciti ad esprimere l'effetto negativo della riforma"

A fronte di un'affluenza al di sopra della media italiana, la vittoria del 'Si' in Friuli Venezia Giulia ha diviso la politica e riacceso il dibattito sulla valenza del voto. Polidori: “Non ha valenza politica, sbagliato fare considerazioni 'tout court' contro il governo”. Massolino: “Dimostrazione che si è riusciti ad esprimere in modo chiaro l'effetto negativo che avrebbe portato questa riforma”

TRIESTE. Il Friuli Venezia Giulia si muove in controtendenza rispetto al resto del Paese, o almeno questo è quanto emerge dallo spoglio, poiché se a livello nazionale il referendum vede una vittoria conclamata del “No”, la regione risulta essere, assieme a Lombardia e Veneto, un'enclave del “Si” con il 54,47%.

 

Nel complesso le prime reazioni a caldo della politica in regione sembrano andare nella direzione di un risultato che, sommariamente, non sembra aver più di tanto sorpreso le rispettive forze di maggioranza e opposizione. In tal senso, Il Dolomiti ha raccolto l'opinione di Paolo Polidori, segretario provinciale della Lega, che ha dichiarato: “Guardando le mappe che hanno colorato la distribuzione del 'Si' e del 'No', mi sembra di vedere le vecchie politiche della Lega Nord, il che fa pensare. C'è delusione, anche se un po' ce lo aspettavamo, se si votano i contenuti vince il 'Si' ma evidentemente non è così, anche se il Nordest ha dato una risposta chiara”.

 

Secondo il segretario, il risultato referendario non è comunque lo specchio di un disappunto verso il governo. “Questo referendum non ha valenza politica – ha aggiunto Polidori – pertanto non si possono fare deduzioni in tal senso, e non sono considerazioni da portare 'tout court' sul favore o meno del governo. Mi sovviene la frase di Gratteri che recita 'dopo il referendum tireremo su la rete e faremo i conti', ora francamente suona inquietante”.

 

Di vedute ben diverse la consigliera regionale di Patto per l'Autonomia Giulia Massolino, che ha tracciato un distinguo importante tra il risultato su scala nazionale e regionale. “La vittoria del no è la dimostrazione che si è riusciti ad esprimere in modo chiaro l'effetto negativo che avrebbe portato questa riforma – ha affermato – è curioso che chi diceva che sarebbe stato un voto politico solo se superava il 50%, ora inviti a non considerarlo un voto politico nonostante l'enorme affluenza. I cittadini hanno dimostrato che con la giusta motivazione l'affluenza può essere ancora importante, la gente vuole poter esprimere la propria opinione. Inoltre credo che a Trieste abbia vinto il No, così come a Gorizia, quindi anche la visione della vittoria del 'Si' in regione è relativa”.

 

Nel complesso da queste votazioni è emersa, per quanto concerne il Friuli Venezia Giulia, una spaccatura tra i centri più densamente abitati, come i capoluoghi, e quelli di periferia e più rurali, una dicotomia che si è tradotta in molti casi in una diversa espressione di voto. In ogni caso, il dato che si è rivelato importante è stato quello dell'affluenza, che nel complesso in regione si è attestato oltre il 61%, al di sopra della media nazionale.

 

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