"Dove sono le 100 telecamere di sorveglianza promesse dall'assessora Frizzera". Moranduzzo all'attacco (con videocamera in mano): "La gente è esasperata"
"L'abbiamo detto più volte al primo cittadino che, pur essendo all'opposizione e con idee che sono politicamente agli antipodi dell'attuale maggioranza, siamo disponibili a collaborare per migliorare la nostra città, che dovrebbe essere l'obiettivo di tutti coloro i quali siedono nell'Aula. Da questo punto di vista, però, l'amministrazione non ci "sente". Devo dire che con il predecessore di Ianeselli, Alessandro Andreatta, il rapporto era completamente diverso"

TRENTO. Si è presentato in aula con una telecamera di videosorveglianza in mano, esibita a mo' di esempio, chiedendo al sindaco e alla Giunta comunale dove siano "le 100 telecamere che l'assessora Frizzera ci ha detto sarebbero state installate".
Scintille durante il consiglio comunale di ieri, martedì 3 settembre, con Devid Moranduzzo, capogruppo leghista a Palazzo Thun che, pur apprezzando la risposta del primo cittadino, ha attaccato sia Ianeselli che la Giunta, ponendo l'attenzione su quegli strumenti che potrebbero fungere come deterrente e risultano indispensabili per risalire all'identità dei responsabili di furti e rapine.
"E' passata una "vita" da quando l'assessora Frizzera ci ha detto che sarebbero state installate 100 telecamere di videosorveglianza - spiega il capogruppo leghista a Palazzo Thun - e non ve n'è traccia. Sono trascorsi mesi da quella promessa: io capisco tutto, la burocrazia, i passaggi tecnici e quant'altro, ma così è troppo. Facendo un'amara battuta mi viene da dire che faremmo prima a farlo noi stessi. La gente è esasperata e capita sovente chiesa: ma cosa fate in consiglio comunale? Di cosa parlate? Cento telecamere sarebbero anche poche, viste le dimensioni del nostro territorio comunale, ma per cominciare basterebbe. Per cominciare, per l'appunto, perché qui non si è nemmeno iniziato. I risultati di questa inerzia sono evidenti e, come ormai da prassi quasi "consolidata", negli ultimi giorni abbiamo assistito di tutto, da Acli Viaggi che se ne va dalla Portela, al negozio di tendaggi in via Giusti che ignoti hanno cercato di derubare, fortunatamente non riuscendovi, dall'uomo incappucciato che entra in un bar a Trento Nord e ruba le mance alla panetteria di Gardolo costretta a chiudere al pomeriggio perché chi vi lavora è stato importunato".
E, allora, durante il suo intervento, Moranduzzo ha portato con sé una telecamera di videosorveglianza, che ha esibito come "provocazione".
"Visto che sono stato ripreso dalla presidente del consiglio Zanetti per la presunta marca che era impressa sull'oggetto - conclude - specifico che si trattava di un fac simile che ho acquistato io. Ironia a parte, l'amministrazione deve rendersi conto che non si può chiedere a chi vive e lavora con sacrificio a Trento di rassegnarsi alla paura o di abbandonare la propria attività per disperazione. Bisogna restituire dignità, sicurezza e vivibilità al centro storico e ai nostri quartieri. L'abbiamo detto più volte al primo cittadino che, pur essendo all'opposizione e con idee che sono politicamente agli antipodi dell'attuale maggioranza, siamo disponibili a collaborare per migliorare la nostra città, che dovrebbe essere l'obiettivo di tutti coloro i quali siedono nell'Aula. Da questo punto di vista, però, l'amministrazione non ci "sente". Devo dire che con il predecessore di Ianeselli, Alessandro Andreatta, il rapporto era completamente diverso".














