"L'esercito in città? Noi l'abbiamo chiesto già 10 anni fa. Allora, però, il Pd disse no, oggi invece la maggioranza è favorevole. La coerenza dove è?"
Il capogruppo leghista Devid Moranduzzo ricorda quanto accaduto dal 2015 al 2020, quando il sindaco era Alessandro Andreatta. ""Nell'attuale esecutivo - prosegue - siedono infatti esponenti che, all'epoca, votarono contro l'arrivo dell'esercito. Il sindaco è del Partito Democratico, lo stesso partito fu protagonista delle bocciature. Nessuno mette in discussione il fatto che, nei tempi, il sindaco si sia accorto della necessità della misura e abbia finito per chiedere l'esercito prima della conclusione del vecchio mandato"

TRENTO. "Ma come? Oggi si chiede l'esercito e, invece, quando fummo noi a chiederlo la richiesta venne bocciata? E tra chi disse "no" ci sono anche attuali esponenti della maggioranza".
Devid Moranduzzo, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Trento, va all'attacco del primo cittadino Ianeselli, della Giunta e della maggioranza di centro - sinistra, chiamando in causa soprattutto il Pd.
La questione è legata al "macro" tema della sicurezza in città: quanto accaduto sabato a Madonna Bianca - un fatto d'inaudita gravità - ha riacceso (ma, in realtà, non si era mai sopito) il dibattito.
L'esponente del Carroccio ricorda quanto accaduto dal 2015 al 2020, quando il sindaco era Alessandro Andreatta.
"Fa riflettere - scrive Moranduzzo in una nota ufficiale - il mutamento di posizione del sindaco Franco Ianeselli e della sua amministrazione sul tema della sicurezza. Tra il 2015 e il 2020 (quando il primo cittadino era Alessandro Andreatta, ndr) il Consiglio comunale ha esaminato le nostre mozioni per chiedere l'impiego dell'esercito a presidio del territorio: il bilancio parla chiaro, con due bocciature e un'unica approvazione grazie al voto favorevole del Patt. Oggi assistiamo ad un'evoluzione della comunicazione del sindaco, che sembra dimenticare come la maggioranza abbia a lungo ostacolato l'introduzione di questa misura".
Insomma, secondo il segretario cittadino della Lega c'è un'evidente contraddizione tra le scelte effettuate in passato e l'attuale dibattito.
"Nell'attuale esecutivo - prosegue - siedono infatti esponenti che, all'epoca, votarono contro l'arrivo dell'esercito. Il sindaco è del Partito Democratico, lo stesso partito fu protagonista delle bocciature. Nessuno mette in discussione il fatto che, nei tempi, il sindaco si sia accorto della necessità della misura e abbia finito per chiedere l'esercito prima della conclusione del vecchio mandato: di fatto, proprio con questa mossa, vicina alla campagna elettorale, l'amministrazione ha finito per dare ragione alla Lega e alle nostre battaglie storiche. Una linea, quella della presenza dei militari, che oggi trova ulteriore e concreta conferma a livello nazionale: come sottolineato dal vicepremier Matteo Salvini, è stata infatti appena approvata in Commissione difesa alla Camera la richiesta della Lega di arrivare a 10mila militari addestrati e armati in tutte le città italiane, per garantire più sicurezza nelle stazioni, nelle strade, fuori dalle scuole e nei parchi pubblici".
Moranduzzo chiede coerenza al primo cittadino e alla sua Giunta.
"L'amministrazione comunale farebbe bene a considerare con obiettività i precedenti amministrativi - conclude il capogruppo leghista - perché i cittadini trentini ricordano chiaramente le posizione assunte nel tempo dai diversi schieramenti sulla sicurezza nelle zone più critiche di Trento".












