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Trento
31 marzo | 16:20

Rissa in piazza Dante, la Lega attacca Ianeselli: "La sicurezza non è un'opinione: il sindaco si assuma le sue responsabilità". Ma il Carroccio votò contro al presidio di polizia

La consigliera (ed ex assessora alla salute) Stefania Segnana afferma che la soluzione non può essere solamente "l'intensificazione dei controlli delle forze dell'ordine" (richiesta, questa, avanzata invece più volte dai consiglieri comunali leghisti e di Fratelli d'Italia in consiglio comunale), chiedendo più "prevenzione" . Ma nel 2021 anche lei votò contro una misura di prevenzione proposta da Filippo Degasperi di Onda

TRENTO. "La sicurezza non è un'opinione: il sindaco si assuma le sue responsabilità".

 

Arriva direttamente dal gruppo provinciale, a firma della consigliera Stefania Segnana, e non dai due esponenti del Carroccio a Palazzo Thun, la dura presa di posizione della Lega in merito a quanto accaduto domenica pomeriggio in piazza Dante, a Trento, e alle successive parole del primo cittadino del capoluogo Franco Ianeselli.

 

L'ex assessora provinciale alla salute attacca duramente il primo cittadino parlando di "incoerenza", "difficoltà ad assumere decisioni" e scelte politiche poco "chiare e coerenti".

 

"Le parole del sindaco Ianeselli sulla sicurezza a Trento mettono in luce, ancora una volta, tutta l'incoerenza di un approccio ideologico che oscilla tra dichiarazioni di principio e difficoltà ad assumere decisioni conseguenti - scrive la consigliera provinciale del Carroccio -. Da un lato il sindaco riconosce con chiarezza la gravità della situazione, parlando di apertamente di scontri tra pusher e affermando che "bisogna arrestare le persone e chi può essere rimpatriato deve essere rimpatriato". Una presa di posizione netta, che non può che essere condivisa. Il problema è che, a queste parole, non sembrano seguire scelte politiche altrettanto chiare e coerenti. Se davvero quanto accade è inaccettabile, allora è necessario dotarsi degli strumenti per intervenire in modo efficace. Tra questi ci sono i Cpr, i centri per il rimpatrio, che rappresentano oggi l'unico strumento concreto per rendere effettive espulsioni che troppo spesso restano solo sulla carta".

 

Poi la rappresentante leghista in piazza Dante afferma che la soluzione non può essere solamente "l'intensificazione dei controlli delle forze dell'ordine" (richiesta, questa, avanzata invece più volte dai consiglieri comunali leghisti e di Fratelli d'Italia in consiglio comunale), chiedendo più "prevenzione" e parlando di contraddizione da parte del sindaco quando "riconosce una cattiva gestione dell'accoglienza e continua a difendere un modello che, nei fatti, ha mostrato evidenti limiti".

 

"Colpisce inoltre la contraddizione tra il riconoscere una "cattiva gestione dell’accoglienza" e il continuare a difendere un modello che, nei fatti, ha mostrato evidenti limiti - prosegue Segnana -. Non si può denunciare un problema e, allo stesso tempo, sottrarsi al confronto sulle soluzioni necessarie per affrontarlo in modo strutturale. Allo stesso modo, appare riduttivo pensare che la risposta possa essere affidata a un invito ai cittadini a frequentare i locali. La sicurezza non si costruisce con appelli simbolici, ma attraverso scelte politiche concrete, capaci di incidere realmente sul territorio. In questo quadro, sorprende anche l’idea che la soluzione possa limitarsi all’intensificazione dei controlli delle forze dell’ordine. A loro va il massimo rispetto per il lavoro che svolgono quotidianamente, ma non si può continuare a scaricare esclusivamente su di esse il peso della sicurezza. Senza strumenti adeguati, anche l’azione repressiva rischia di essere temporanea e poco efficace. Continuare a sostenere che "bisogna arrestare e rimpatriare" senza mettere in campo le condizioni per farlo significa, di fatto, lasciare sole le forze dell’ordine e i cittadini. Ed è proprio questa la contraddizione che oggi il sindaco è chiamato a chiarire, vista anche l’imminente riunione del Comitato per l’Ordine pubblico. La sicurezza, infatti, è soprattutto prevenzione, e non solo repressione, per un buon governo del territorio. Ed è su questo terreno che oggi servono scelte chiare, coerenti e concrete".

 

A proposito di prevenzione risulta complesso, a questo punto, capire perché nel 2021 il gruppo leghista in consiglio provinciale, compresa la stessa Segnana, all'epoca dei fatti assessora alla salute, respinse la mozione presentata del consigliere di Onda Filippo Degasperi che chiedeva l'istituzione di un presidio fisso (un atto di prevenzione, dunque) in piazza Dante o nei pressi della stessa, sfruttando spazi vuoti all'interno di Provincia e Regione o in via Petrarca (Qui articolo).

 

Degasperi ha definito i colleghi leghisti "smemorati". Tra l'altro, durante la campagna elettorale che precedette le elezioni provinciali 2018, che videro la netta affermazione del centro destra, con la Lega che raggiunse il 27,09% e portò in consiglio, oltre al neo Governatore Fugatti, la bellezza di 13 suoi esponenti, quello di "restituire Piazza Dante ai trentini" era stato uno dei leit motiv di diversi esponenti del Carroccio (Qui articolo).

Che poi, a fronte di una proposta facilmente realizzabile e assolutamente "preventiva", dissero però "no" in maniera netta.

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