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Trento
06 maggio | 11:46

"Vigilantes armati in Piazza Dante? Non si assicura il controllo con i figuranti ", il duro commento del Siulp: "Grottesco, sconcerto per la politica che amministra la città"

Dopo la scelta della giunta comunale di attivare un servizio di vigilanza armata in Piazza Dante, arriva la dura presa di posizione del Sindacato Lavoratori Polizia: "L’amministrazione comunale tanto solerte ad inviare letterine al Ministero dell’Interno per i recenti reati al centro cittadino si attivasse realmente, rimboccandosi le maniche, per sollecitare l’invio di personale di polizia pareggiando almeno la presenza che ha Bolzano"

TRENTO. “Vigilantes armati in Piazza Dante a Trento? Non è con i figuranti che si assicura il controllo del territorio, una soluzione talmente grottesca che diventa persino difficile commentarla con toni seri”.

 

A dirlo è il Siulp di Trento (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, ndr) che commenta duramente la scelta della giunta comunale di Trento di attivare con urgenza un servizio di vigilanza armata in Piazza Dante, dedicato in particolare alla palazzina Liberty che ospita il Liber Cafè e la Biblioteca Ragazzi, nell'area dei bagni pubblici (QUI ARTICOLO).

 

Il presidio, nello specifico, sarà affidato a una ditta di vigilanza che già collabora con il Comune e le guardie giurate avranno funzione di presidio, deterrenza e segnalazione alle forze dell’ordine: una vigilanza dinamica con controlli distribuiti in tre fasce orarie variabili durante la settimana e con una presenza più costante nei fine settimana.

 

E proprio questa scelta viene commentata duramente dal Siulp che esprime “sconcerto rispetto a taluna politica che amministra la città di Trento, e chi immagini bastino alcuni passaggi a sorpresa nel corso della giornata per contrastare l’azione della criminalità diffusa nel centro cittadino”.

 

Ad essere specificato, “subito a scanso di malintesi”, dal sindacato è che gli operatori degli istituti di vigilanza privata “sono lavoratori che meritano tutto il nostro rispetto per l’importante ruolo svolto che, tra l’altro, non viene adeguatamente riconosciuto sotto il profilo retributivo”.

 

E poi di nuovo il focus sulla scelta di attivare il servizio di vigilanza armata in Piazza Dante.

 

“Sarà il caso che qualcuno spieghi a questi neofiti delle politiche della sicurezza – prosegue la nota diffusa – che le ben definite e limitate competenze che l’ordinamento attribuisce alle guardie giurate è confinato nell’ambito della vigilanza e della tutela di beni mobili e immobili, pubblici o privati, senza alcuna possibilità di estendere la loro proiezione professionale ad attività proprie di chi, come gli operatori delle forze di polizia, ha quale missione istituzionale il controllo del territorio nella sua più ampia connotazione”.

 

Ad essere specificato dal Siulp è che i vigilantes non sono in grado di soddisfare nessun tipo di esigenza di ordine e sicurezza pubblica che esuli dal rigoroso perimetro dell’osservazione e dell’eventuale segnalazione ai numeri di soccorso pubblico. “Ciò che in altre parole – prosegue il sindacato – potrebbe fare qualunque altro cittadino, atteso che, esattamente come il quisque de populo non possono fermare persone e procedere al controllo dei nominativi o procedere a perquisizioni di iniziativa”.

 

E poi una riflessione sul centro storico cittadino e le sue condizioni di vivibilità che, a detta del Siulp, non si può accettare che vengano assimilate a quelle delle periferie metropolitane.

 

“Ecco perché troviamo pretestuoso – osserva il sindacato – l’atteggiamento di quanti, facendo cattivo uso del diritto di tribuna loro concesso in ragione della posizione istituzionale occupata, insistono nel puntare l’indice accusatore contro i responsabili provinciali dell’ordine e della sicurezza pubblica, andando indirettamente a colpire con scomposte affermazioni il lavoro degli operatori delle forze di polizia. Meglio farebbero, piuttosto, ad impegnarsi per fare sistema e creare quella sintonia politica con le controparti necessaria a stimolare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza a ripianare gli organici della Polizia di Stato di Trento e provincia”.

 

Infine una riflessione sugli organici della polizia di stato che “a Trento specialmente, da anni sono alle prese con drammatiche carenze”,nonostante le quali, specifica il Siulp, “gli sforzi organizzativi profusi da un lato, il diuturno impegno dei poliziotti dall’altro, assicurano un più che onorevole argine alla delinquenza comune e organizzata”.

 

“L’amministrazione comunale tanto solerte ad inviare letterine al Ministero dell’Interno per i recenti reati al centro cittadino – conclude il Siulp – si attivasse realmente, rimboccandosi le maniche inviando lettere allo stesso Ministero per sollecitare l’invio di personale di polizia pareggiando almeno la presenza che ha Bolzano”.

 

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