Referendum, Ianeselli: ''D'accordo con la separazione delle carriere ma il contesto mi spinge sul No'', Raffaelli: ''Spero non applichi questo metodo alle scelte amministrative''
Il botta e riposta tra il sindaco di Trento e Mario Raffaelli (Azione) mette a nudo una dinamica sicuramente molto diffusa anche tra la cittadinanza. La tempesta di dichiarazioni improvvide da entrambe le parti, di bufale, da entrambe le parti, di insulti e minacce più o meno velate hanno polarizzato un dibattito che meritava tutt'altra sorte e così molti finiranno per votare ''No'' (perché gli indecisi sono soprattutto a sinistra vista l'unità di intenti a destra e al centro) anche per paura che il cambiamento proposto dalla riforma nasconda fini di carattere in qualche modo autoritario

TRENTO. ''Ragionando sul merito, la separazione delle carriere continua a sembrarmi una scelta per processi più giusti, ma il contesto mi fa pensare che questa non sia la vera finalità. La mia decisione, conseguente, è quella di votare No''. Con queste parole il sindaco di Trento Franco Ianselli ha sciolto ogni remora e ha reso pubblico che voterà contro il referendum sulla giustizia che si terrà il 22 e 23 marzo. Un ragionamento che probabilmente molti cittadini italiani stanno facendo da una parte e dall'altra visto il pessimo spettacolo messo in campo dai due blocchi contrapposti che sostengono o respingono la riforma. Da una parte si vuole far passare l'idea che in caso di vittoria del ''Sì'' la politica metterà le mani sulla magistratura (cosa ovviamente non vera) e che si aprirebbero le porte del fascismo (addirittura il Pd aveva usato i militanti di CasaPound che facevano il saluto romano e la scritta ''loro votano sì''), dall'altra si tenta di legare ogni caso giudiziario all'esito di questo voto farneticando su famiglie del bosco, criminali che la fanno franca, espulsioni che non si riescono a realizzare (cosa ovviamente non vera).
Il rischio è che molti cittadini non voteranno per il senso di quel che il referendum vuole proporre ma per la narrazione che si è costruita in questi mesi, una tempesta di bufale, insulti, frasi più o meno idiote pronunciate da entrambi i fronti. Questo purtroppo è il livello. E il sindaco di Trento ha deciso di agganciarsi all'ultima sparata in ordine di tempo, quella della capa di gabinetto del guardasigilli Nordio Giusi Bartolozzi che ha dichiarato in un dibattito su una tv siciliana, TeleColor: “Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci. Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione''.
Una frase assurda che ha scatenato le ire della stessa Meloni e le scuse del ministro Nordio (un autogol clamoroso) ma che per Ianeselli è stata dirimente per spostarsi sul ''No'' (della serie ne ho sentite abbastanza e a questo punto sono davvero preoccupato che il loro scopo sia quello di colpire la magistratura a prescindere) anche se nel merito le ragioni del ''Sì'' parevano prevalere. Oggi, a ribilanciare le cose c'avrebbe pensato Gratteri che già aveva detto che per il ''Sì'' votano ''mafiosi, camorristi e massoni'' e oggi ha lanciato una non velata minaccia ai giornalisti de il Foglio: ''Se dovete speculare fate pure - ha detto in una conversazione con il direttore Claudio Cerasa -. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete''.
Insomma grande è la confusione sotto il cielo e di eccellente c'è davvero poco. Ma se a destra le idee sono chiare e anche in buona parte del centro (il Sì è preponderante anche nelle fila di Azione, del Partito Liberaldemocratico e +Europa) a sinistra (dove c'è un grosso blocco del Pd che voterà apertamente Sì) l'imbarazzo di votare come Salvini e Nordio è troppo forte e allora aggrapparsi ad altro, alla narrazione diventa salvifico. E quindi meglio 'conservare' lo status quo, evidentemente anche le correnti in magistratura e non prevedere la responsabilità dei magistrati in caso di sbaglio piuttosto che affidarsi a un cambiamento che potrebbe poi rivelarsi dannoso, addirittura pericoloso.
Il sindaco con il suo post è parso sposare un po' quest'ultima linea (più che comprensibile va detto visto che per il 94% della popolazione, quindi tolto quel 6% che afferma di votare Lega ancora oggi, votare come Salvini apre a profonde riflessioni personali a destra, come al centro e a sinistra). Ma per Mario Raffaelli, figura chiave di Azione e fiero sostenitore del Sì non è questo il modo di affrontare un referendum. ''Il Sindaco Ianeselli ha dichiarato ieri: “Ragionando sul merito, la separazione delle carriere continua a sembrarmi una scelta per processi più giusti ma il contesto mi fa pensare che questa non sia la finalità “. Quindi - commenta Raffaelli - ciò che è scritto nella riforma costituzionale per il Sindaco vale meno di ciò che dice la signora Giusi Bartolozzi ? Quindi il “contesto” politico (cioè le baggianate che vengono dette da entrambe le parti) dovrebbe far premio sullo spirito della Costituzione che, istituendo il referendum, intendeva proprio sottrarre il giudizio sul merito di un provvedimento alle polemiche politiche di giornata? Quindi, leggendo oggi delle minacce indirizzate al Foglio dal Procuratore Gratteri, il Sindaco ricambierà idea sul Referendum? Spero solo che il nostro Sindaco non applichi questo metodo alle sue scelte amministrative''.
Lo dicevamo: grande è la confusione sotto il cielo. E se c'è confusione tra chi la politica la mastica tutti i giorni figurarsi per i cittadini.












