La rissa in piazza Dante: quando tutta la Lega disse "no" ad un presidio fisso di polizia. Degasperi (Onda): "Ripresenteremo la proposta già avanzata nel 2021"
Nel 2021 il consigliere provincia di Onda sottopose all'aula la proposta d'istituire un presidio fisso, sfruttando alcuni spazi inutilizzati di Provincia e Regione. Il risultato fu di 14 voti contrari (tra cui 9 esponenti della Lega, mentre altri non votarono e alcuni esponenti della maggioranza si astennero) e 11 a favore, con il centro sinistra non compatto. E pensare che nel 2018 la Lega promise che piazza Dante sarebbe "tornata" ai trentini

TRENTO. Un'altra rissa, momenti di paura e tensione e piazza Dante che torna, in maniera preoccupante, al centro della vicende di cronaca nera della città.
Domenica pomeriggio quattro uomini hanno dato vita ad un violento parapiglia (Qui articolo), durante il quale sono spuntati anche alcuni cocci di bottiglia e un un coltello. Una della persone coinvolte ha cercato rifugio all'interno del Liber Cafè, barricandosi nel bagno per proteggersi dall'assalto degli altri tre.
Massiccio è stato l'intervento delle forze dell'ordine con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza che hanno fermato e identificato i quattro protagonisti della rissa, che sarebbe nata per futili motivi e causata anche dallo stato di ubriachezza delle persone coinvolte, anche se non è escluso si sia trattato di un regolamento di conti all'interno del mondo dello spaccio cittadino. Tutti sono stati denunciati e uno dei quattro coinvolti è rimasto leggermente ferito e ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.
Piazza Dante torna dunque ad essere teatro di un episodio di violenza, come già avvenuto più volte in passato e il dibattito politico torna ad "infiammarsi": cosa si può fare, concretamente, per riportare agli antichi fasti la piazza situata davanti alla stazione di Trento, uno spazio che dovrebbe essere uno dei "biglietti da visita" della città?
In passato c'è chi ha proposto di recintarla e chiuderla durante le ore notturne (ma, spesso, i problemi si sono verificati di giorno, alla luce del sole) e chi, cinque anni fa, aveva avanzato l'idea di istituire un presidio fisso di polizia sfruttando alcuni spazi liberi di Provincia e Regione.
Anzi, il consigliere provinciale di Onda Filippo Degasperi fece ben di più, presentando una mozione e chiedendo all'Aula di esprimersi a riguardo.
L'esito della votazione? Proposta respinta, con tutta la Lega che si espresse in maniera contraria (qualche esponente del Carroccio non votò, Fratelli d'Italia e Forza Italia si astennero), mentre a favore si schierò parte del centro sinistra (non tutto), che non riuscì ad essere compatto nemmeno di fronte ad una proposta di sicurezza che avrebbe potuto avere solamente benefici.
"Regolarmente piazza Dante sale alla ribalta delle cronache per gli episodi di violenza e vandalismo che purtroppo si ripetono in uno dei parchi più belli di Trento - scrive il consigliere provinciale di Onda in una nota ufficiale, ricordando quanto avvenuto a marzo 2021 -. Con altrettante regolarità leghisti e fiancheggiatori vari che governano l'Italia (ministero dell'Interno incluso) e il Trentino (proprio da piazza Dante) fanno partire l'inutile gazzarra a copertura della loro inazione politica. Tra i tanti proclami dimenticano che il 3 marzo 2021 il Centrodestra finto autonomista al gran completo disse NO alla proposta di utilizzare gli spazi vuoti e le pertinenze dei palazzi istituzionali per realizzare una postazione fissa da destinare alle Forze dell'Ordine. Chissà se hanno spiegato ai gestori del Liber Cafè che se la Polizia in piazza Dante non c'è è (anche) per il loro NO. Allora gli stessi che oggi si sbracciano ci spiegarono che in aula che la presenza fissa di Polizia e Carabinieri in piazza Dante "non serve". Ripresenteremo la stessa mozione aggiornata e vedremo se, anche nel 2026, Lega, Patt e il resto dell'allegra brigata confermeranno il NO al presidio di piazza Dante con Polizia e Carabinieri".
A favore votò una parte del centro sinistra (non in maniera compatta): i sì furono quelli di Ugo Rossi, Paola Demagri e Michele Dallapiccola (Patt), Alessandro Olivi, Sara Ferrari, Alessio Manica e Luca Zeni (Pd), Alex Marini e Lucia Coppola (Gruppo Misto), Pietro Degodenz (Upt) e, ovviamente, il proponente Degasperi.
Voto contrario venne espresso, invece, dai leghisti Mirko Bisesti, Gianluca Cavada, Mara Dalzocchio, Roberto Failoni, Ivano Job, Devid Moranduzzo, Roberto Paccher, Denis Paoli, Stefania Segnana, a cui si aggiunsero Mario Tonina (Progetto Trentino), Mattia Gottardi e Vanessa Masè (La Civica), Luca Guglielmi (Fassa) e Walter Kaswalder (Autonomisti Popolari).
Alessia Ambrosi, Katia Rossato, Alessandro Savoi, Giulia Zanotelli (Lega) e Claudio Cia (Fratelli d'Italia) non votarono, mentre gli astenuti arrivano sia dalla maggioranza che dall'opposizione, Giorgio Leonardi (Forza Italia), Lorenzo Ossanna (Patt), Giorgio Tonini (Pd), Paolo Zanella (Futura).
E pensare che, a primavera 2018, con tanto di post in bella vista sui propri canali ufficiali, alcuni futuri consiglieri (e assessori) della Lega invitavano a votare il Carroccio alla prossime provinciali (quelle del 21 ottobre 2018, stravinte dal centro destra con Fugatti che venne eletto Governatore), promettendo che piazza Dante sarebbe tornata ai trentini (Qui articolo). Poi, però, scelsero di votare "contro" alla proposta di Degasperi.












