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| 31 marzo | 18:50

"Interventi e tolleranza zero", Fabia Roman dopo la rissa in Piazza Dante che ha coinvolto il Liber Cafè: "Non è normale lavorare con il terrore, serve il pugno duro"

Dopo la violenta rissa in Piazza Dante arriva il duro intervento della presidente dell'Associazione Pubblici Esercizi del Trentino Fabia Roman: "Gli esercenti sono il primo presidio sociale nei territori ma non possono e non devono diventare bersagli. Non è accettabile che chi lavora venga esposto a episodi di violenza che mettono a rischio l’incolumità personale propria e dei clienti"

di Redazione

TRENTO. “Gli esercenti sono oggi il primo presidio sociale nei territori: accolgono, gestiscono, mediano. Ma non possono e non devono diventare bersagli e non è accettabile che chi lavora venga esposto a episodi di violenza che mettono a rischio l’incolumità personale propria e dei clienti”.

 

Queste le parole della presidente dell'Associazione Pubblici Esercizi del Trentino Fabia Roman che interviene sui gravi fatti avvenuti nei giorni scorsi in Piazza Dante a Trento, dove sabato 29 marzo è scoppiata una violenta rissa (QUI ARTICOLO) che ha coinvolto anche il Liber Cafè, dal momento che una delle persone coinvolte si è barricata nel bagno del locale.

 

Ripercorrendo la vicenda, quattro persone – poi fermate e denunciate – hanno iniziato al litigare nel parco e la situazione è presto degenerata nell'aggressione: oltre ai pugni, alcuni testimoni affermano che sarebbero spuntati anche coltelli e bottiglie.

 

Tornando all'intervento di Fabia Roman, questa sottolinea come il settore dei pubblici esercizi stia vivendo una pressione crescente, “spesso silenziosa ma costante”, che rischia di compromettere non solo l’attività economica, ma la stessa tenuta del tessuto urbano.

 

“Non si tratta di episodi isolati – spiega – ma di un clima che sta cambiando. E quando il clima cambia, servono risposte sistemiche: servono più controlli, una presenza visibile delle forze dell’ordine, che comunque ringraziamo per il lavoro quotidiano, strumenti concreti di prevenzione e un coordinamento forte tra istituzioni e operatori”.

 

La presidente richiama poi, con decisione, la necessità di un cambio di passo: “È il momento del pugno duro, senza ambiguità. Chi sbaglia deve essere fermato, identificato e sanzionato con tempestività: non possiamo permetterci zone grigie o atteggiamenti indulgenti, la sicurezza è una condizione minima, non negoziabile”.

 

Roman evidenzia inoltre il rischio di un progressivo arretramento degli operatori economici nei contesti più fragili. “Se chi lavora si sente solo, si ritira. E quando si ritira un esercente – prosegue – si spegne un presidio di legalità e questo non possiamo permetterlo”.

 

Infine, ad essere rimarcato è come “difendere i pubblici esercizi significa difendere la vivibilità delle nostre città”.

 

“Ci sono zone di Trento – conclude Fabia Roman – che sono in balia di delinquenza e criminalità: non possiamo più tollerarlo. Gli associati ci chiedono con forza aiuto e sostegno in questa battaglia: non è normale dover lavorare ogni giorno con il terrore che qualcuno possa entrare e mettere in pericolo gestori, collaboratori e clienti. In questa situazione anche la sostenibilità economica viene meno, perché i clienti si tengono alla larga da zone a rischio”.

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