La casa di riposo resta senza direttrice dopo le interrogazioni in Provincia, Luisa Zappini rinuncia alla nomina. Parolari: "Vicenda strana. E anche il documento è secretato"
L'ex dirigente della Centrale unica di emergenza era stata nominata direttrice dell'Apsp Giudicarie Esteriori. Una scelta che aveva portato Francesca Parolari (Partito Democratico) e poi Paola Demagri (Casa Autonomia) a chiedere chiarimenti alla Provincia. C'è stata la rinuncia all'incarico da parte di Luisa Zappini

TRENTO. La casa di riposo resta, per ora, senza una direzione. E' arrivata la rinuncia di Luisa Zappini alla guida dell'Apsp Giudicarie Esteriori e il Consiglio d'amministrazione dopo le "congratulazioni" per la nomina, si trova a dover prendere atto della decisione dell'ex dirigente della Centrale unica di emergenza.
Sarebbe dovuta entrare in ruolo dal 1 settembre scorso, un incarico in prima battuta confermato con la delibera numero 10 dell'azienda con sede nel Bleggio. Una scelta arrivata con voto unanime: Zappini avrebbe dovuto raccogliere il testimone da Paolo Schönsberg, il direttore uscente fino al pensionamento previsto a fine agosto a concludere una lunga carriera di quasi 40 anni nell'ente.
Una nomina che ha sollevato dubbi e perplessità, una vicenda balzata in Consiglio provinciale attraverso le interrogazioni di Francesca Parolari (Partito Democratico) e successivamente di Paola Demagri (Casa Autonomia) per esprimere perplessità e chiedere i chiarimenti del caso.
"Si chiude una vicenda poco chiara fin dall'inizio e qualcosa non torna", spiega Parolari. "Così si mette in difficoltà una struttura importante per il territorio che svolge un servizio delicato in un contesto particolarmente complesso. E' grave che l'Apsp resti senza direzione perché si mette a repentaglio una struttura e ci sono ripercussioni sull'organizzazione: i lavoratori, già piuttosto sotto pressione per vari motivi, si trovano ancora di più a dover tamponare e gestire situazioni difficili per salvaguardare il servizio e il benessere degli ospiti".
Il documento è secretato e si legge sostanzialmente che c'è una "Presa d’atto rinuncia incarico direzione Apsp 'Giudicarie Esteriori'. Valutazioni conseguenti su verifiche svolte e determinazioni ulteriori".

"E' una scelta strana quella di secretare il documento e non eventualmente qualche parte per questi di privacy. Non si conoscono le motivazioni che hanno portato alla decisione di rinunciare e al Consiglio d'amministrazione di prendere atto", aggiunge l'esponente del Partito Democratico. "L'affidamento della direzione è arrivato dopo aver partecipato alle selezioni, ai colloqui e quindi è stata indicata come direttrice dopo una procedura. Solo successivamente la presa in servizio è stata ritardata e fermata. Ora si parla di valutazioni e verifiche, questo pone dei quesiti perché ci sono due possibilità: le verifiche amministrative sono state superficiali a monte della procedura oppure sono state eseguite dopo l'individuazione e la nomina fiduciaria. Sono entrambe situazioni gravi e preoccupanti".
Non è dato sapere quanto pesino nelle decisioni le vicende che risalgono a una decina di anni fa. Da dirigente della Centrale unica di emergenza, Zappini è stata infatti al centro diverse inchieste e processi, accusata anche di peculato e di truffa. In molti sarebbero rimasti spiazzati dalla scelta dell'Apsp e la questione è poi arrivata in piazza Dante con Parolari e Demagri che hanno incalzato la Provincia.
"L'Apsp che si era giustificata parlando di un 'disguido burocratico' ma non si capisce quanto sia successo perché non c'è stato un chiarimento. La rinuncia è poi arrivata tardivamente e mi chiedo se in questo lasso di tempo abbia avuto accesso ai locali, agli uffici, a documenti sensibili e alle informazioni. Certamente questa vicenda è iniziata male e finita peggio. Una brutta pagina per la struttura: un'improvvisazione dei vertici della struttura inaccettabile e le responsabilità del Consiglio di amministrazioni sono molto pesanti. Il sistema attraversa un momento difficile e così si aggiungono ulteriore stress e tensione", conclude Parolari.


















