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Trento
19 giugno | 06:00

Assistenza domiciliare in Trentino, appalto assegnato ad aprile ad un consorzio di Faenza ma il cambio di gestione non parte. Sad: “Attendiamo risposte da due mesi”

Lo scorso aprile l'Asuit ha comunicato l'aggiudicazione della gara per l'assistenza domiciliare integrativa: un appalto da circa 24 milioni di euro per sei anni, assegnato a una cooperativa proveniente da Faenza, il Consorzio Blu. Da quel momento, però, non è ancora avvenuto l'effettivo cambio di gestione e le 7 cooperative trentine che gestivano il servizio continuano a farlo in proroga. Perché non è stato fatto ancora il subentro?  E con quale personale sarà coperto il servizio nei territori periferici e nelle valli? 

TRENTO. Un servizio essenziale nato negli anni '70 e costruito dentro la rete sanitaria e sociale del Trentino, oggi si trova in una fase di transizione e di vera e propria incertezza, ben diversa da quello che dovrebbe essere un passaggio ordinato di consegne.

 

L'assistenza domiciliare integrata in Trentino è uno dei servizi più importanti presenti sul territorio. Il suo obiettivo è mantenere al domicilio persone con bisogni sanitari complessi e, per farlo, il servizio integra diverse figure professionali, medico, infermiere e specialisti per valutare problemi di particolare complessità.

 

A gestire il servizio inizialmente erano i comuni, ma poi attorno agli anni 2000 l'Azienda sanitaria di Trento (in quel momento Apss) ha pensato di metterlo a gara. A partecipare e a vincerne la gestione è stato un gruppo di 7 cooperative che da quel momento e fino ad oggi, con rinnovi e varie proroghe hanno garantito l'Adi (Assistenza domiciliare integrata) nei diversi ambiti territoriali collaborando assieme e formando personale rendendolo qualificato per affrontare le varie necessità. 

 

La nuova gara pubblicata lo scorso anno dall'Azienda sanitaria ha però cambiato tutto spostando fuori provincia la gestione di un servizio finora radicato nel tessuto delle cooperative trentine, che per anni si erano suddivise i diversi ambiti territoriali garantendo continuità, personale e conoscenza diretta delle comunità locali. Il 21 aprile scorso, infatti, è stata comunicata l'aggiudicazione: un appalto da circa 24 milioni di euro per sei anni, assegnato a una cooperativa proveniente da Faenza, il Consorzio Blu.

 

Decisione assolutamente legittima trattandosi di una gara pubblica nella quale l'ente emiliano ha ottenuto un punteggio maggiore rispetto alle cooperative trentine. Il nodo della questione, oggi, sta nel fatto che l'aggiudicazione, avvenuta ad aprile e a distanza di due mesi, non si è ancora tradotta in un effettivo passaggio di gestione.

 

“In questo momento stiamo portando avanti ancora il servizio in proroga senza sapere una data precisa di passaggio effettivo” spiegano a Il Dolomiti, Daniela Bottura e Diego Agostini, presidente e amministratore delegato di Sad, una delle sette cooperative trentine che ha portato avanti l'assistenza domiciliare. 

 

A distanza di due mesi dall’affidamento, le cooperative trentine continuano infatti a portare avanti il servizio senza indicazioni chiare sui tempi di subentro e senza poter fornire risposte precise ai propri operatori. “Di fatto ci troviamo in una situazione di limbo e continuiamo a chiedere risposte” spiegano. La domanda che circola tra operatori e addetti ai lavori è semplice: quando avverrà davvero il passaggio di consegne e il servizio sarà gestito dal Consorzio Blu di Faenza? Inizialmente si era parlato della data del primo di ottobre, ma è un'ipotesi che nel corso del tempo sembra non essere più stata richiamata. 

 

C'è poi un secondo nodo non di poco conto per un servizio così importante: quello del personale. Le cooperative trentine, che fino a oggi hanno garantito il servizio, stanno progressivamente riorganizzando i propri operatori su altri servizi ed è per questo che è fondamentale conoscere una data di subentro. Stiamo parlando di personale formato e qualificato, con anni di esperienza, impegnato non solamente nei servizi di assistenza domiciliare, ma anche in tanti altri interventi sociali sul territorio. Difficile, quindi, pensare che le cooperative "trasferiscano" facilmente i propri operatori visto che dovrebbero privarsi di una parte importante della propria forza lavoro. 

 

Non sembra quindi fattibile l'idea di un riassorbimento del personale delle cooperative impegnato nell'assistenza domiciliare integrata dal Consorzio Blu di Faenza. Questo è un aspetto cruciale visto che il servizio richiede continuità relazionale, conoscenza delle famiglie seguite, capacità di muoversi in contesti territoriali complessi, soprattutto nelle valli trentine. Aspetti che potrebbero rivelarsi non semplici per un consorzio che arriva da fuori regione e che avrebbe già dichiarato in sede di gara di non voler ricorrere al subappalto. 

 

Nel corso di questi mesi non sono mancati gli scambi di lettere tra le cooperative, l'Asuit e il Consorzio Blu. Lo scorso 29 maggio Sad ha scritto ad Asuit spiegando di ritenere opportuno ed indispensabile individuare come data di passaggio il prossimo 1 ottobre. “Tale posizione nasce dal presupposto di non prolungare oltre il necessario un'attività così delicata, sottoponendola ad una condizione di precariato fra chi deve lasciare e chi subentra, esponendo tra l'altro i lavoratori ad una situazione di incertezza che potrebbe avere ripercussioni negative sui beneficiari del servizio” scrive Sad all'Azienda sanitaria.

 

Oggi, quindi, bisogna capire come il costo di questa transizione non vada a ricadere sulle cooperative trentine, sui loro operatori e sugli utenti. Per il momento tutto continua a funzionare solo perché qualcuno, ancora per un tempo indefinito, continua a tenere in piedi il servizio senza sapere fino a quando.

 

Per il momento le domande che rimangono aperte sono molte. Perché non è stato fatto ancora il subentro e c'è una data precisa su quando avverrà? Esiste un piano operativo dettagliato per il passaggio di consegne? Come verrà gestita la continuità assistenziale per le persone già prese in carico? Con quale personale sarà coperto il servizio nei territori periferici e nelle valli? Domande a cui Asuit e la nuova gestione di un servizio così importante per il Trentino dovrebbero rispondere.

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