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Trento
11 maggio | 13:39

Assistenza domiciliare, il Trentino "perde" l'appalto. Federcoop e sindacati: "Preoccupati per le ricadute e per la tenuta di un sistema che richiede continuità"

La Federazione trentina della cooperazione e i sindacati esprimono preoccupazione per le ricadute occupazionali e organizzative dell’assegnazione dell’appalto Asuit a un operatore non radicato sul territorio: "Si lavora a soluzioni concrete per i lavoratori coinvolti". La richiesta di un tavolo di confronto con politica e azienda per non gettare il settore in difficoltà

TRENTO. Il bando dell'Asuit (ex Azienda provinciale per i servizi sanitari) per l'assistenza domiciliare agli anziani del Trentino è stato aggiudicato a una cooperativa dell'Emilia Romagna. Un ente, quindi, esterno al territorio e ora c'è incertezza sul personale delle cooperative territoriali che hanno gestito il servizio fino a oggi.

 

Un bando da 24 milioni vinto dal Consorzio Blu di Faenza. A esprimere una forte preoccupazione sulle ricadute la Federazione trentina della cooperazione e i sindacati sull'appalto destinato a entrare in vigore nei prossimi mesi.

 

"Una scelta che, oltre le valutazioni di carattere procedurale, rischia di produrre effetti concreti e immediati su un settore già alle prese con una delle criticità più strutturali del comparto: la carenza di personale qualificato. Il mercato del lavoro socio-sanitario in Trentino è da anni caratterizzato da una disponibilità di operatori strutturalmente insufficiente rispetto alla domanda. Le cooperative sociali che hanno fino a oggi gestito il servizio conoscono bene questa realtà e hanno costruito nel tempo reti di personale difficilmente replicabili da un operatore che non abbia radici e storia sul territorio".

 

A complicare ulteriormente il quadro, evidenzia la Federcoop, la natura stessa dei rapporti di lavoro nel settore. "La quasi totalità dei contratti è a tempo parziale con clausola elastica e, spesso, un unico lavoratore eroga contestualmente prestazioni socio-sanitarie e socio-assistenziali che afferiscono a contratti diversi, nella medesima fascia orariaQuesto intreccio non può essere semplicementetrasmesso a un nuovo gestore con un atto amministrativo: richiede conoscenza, relazione, adattamento continuo. Un intreccio che tra l’altro si modifica in continuazione; ogni giorno è diverso da un altro".

 

La Federazione Trentina della cooperazione segue con attenzione "la situazione dei lavoratori coinvolti nella transizione. In questo senso, le cooperative associate stanno già ragionando sulla possibile cessione di unità di personale, ma anche su possibili percorsi di ricollocazione e redistribuzione dei carichi all’interno del sistema cooperativo, che per sua natura è in grado di offrire continuità occupazionale a chi opera in questo ambito. Siamo impegnati a supportare attivamente questo processo, in raccordo con le cooperative interessate e con le rappresentanze sindacali, per garantire che nessun lavoratore si trovi ad affrontare questo passaggio senza un’adeguata rete di sostegno".

 

Le cooperative coinvolte lavorano, supportate dalla Federazione, per mettere a fuoco le unità di persone coinvolte nell’azione di cura sociosanitaria e la relativa quantificazione della quantità di lavoro dedicata da ciascuna di queste al contratto in essere con Asuit; le stesse valutano possibili progetti intercooperativi capaci di valorizzare il capitale principale delle proprie realtà, rappresentato proprio dalle risorse umane coinvolte.

 

"Si informa, inoltre, che è già stata programmata una riunione con le parti sociali che seguono il settore per fare il punto e mettere a fuoco le unità di personale interessate al passaggio alla nuova realtà aggiudicataria", ancora la Federcoop. "Rimane aperta, tuttavia, la questione di fondo: la qualità dell’assistenza domiciliare non dipende solo dalla capacità di elaborazione di un testo di progetto, ma dalla capacità di chi gestisce il servizio di stare sul territorio, di conoscerne le persone, di tenere insieme lavoro e cura. La Federazione auspica che le istituzioni coinvolte tengano conto di questi elementi nelle valutazioni future, e rimane disponibile al confronto per individuare le soluzioni più adeguate nell’interesse degli utenti, dei lavoratori e dell’intera comunità".

 

Un settore che coinvolge oltre 120 dipendenti delle cooperative che fino adesso gestiscono il servizio. Una gara finita a un ente esterno al Trentino che lascia perplessi anche i sindacati. "E' un pasticcio", commentano Giuseppe Pallanch, segretario confederale della Cisl, e Lamberto Avanzo, segretario della Fisascat Cisl. "La politica e l'Asuit devono convocare un tavolo per trovare rimedio a questa situazione, anche perché c'è una clausola sociale normativa e contrattuale da far valere e necessario poi verificare il rispetto dei contratti".

 

Nel mirino anche il bando. "Una procedura al ribasso in un settore molto delicato che richiede continuità assistenziale. Chi paga? Servizio, pazienti e lavoratori. Siamo evidentemente preoccupati perché si rischia di mandare ancora più in difficoltà un intero settore", concludono Pallanch e Avanzo.

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