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Trento
23 settembre | 23:16

Cavalese, mancano infermieri ma si moltiplicano gli incarichi: il direttore della Chirurgia verso un nuovo ruolo. L'allarme: "Si vuole impoverire la struttura?"

Una situazione che rischia di mettere a dura prova la tenuta dei servizi essenziali erogati alle comunità delle Valli di Fiemme e Fassa. “Come può la guida della Chirurgia di un ospedale periferico in sofferenza come Cavalese conciliarsi con l'assenza del direttore di unità operativa?" si chiede la consigliera provinciale Paola Demagri. "E'  necessario chiarire quali azioni concrete si intendano adottare per fermare il depauperamento dell'ospedale"

Cavalese, mancano infermieri ma si moltiplicano gli incarichi: il direttore della Chirurgia verso un nuovo ruolo

CAVALESE. A Cavalese l'Azienda sanitaria ha ammesso che nel reparto di Medicina, a fronte di una dotazione necessaria di 22,5 infermieri, dal primo ottobre 2025 erano in servizio 18,7 unità equivalenti. Da qui le necessarie rimodulazioni dei ricoveri e delle attività assistenziali e la decisione dell'Azienda a ricorrere anche al personale interinale. (QUI L'ARTICOLO)

 

Ma questo non sembra bastare perché al direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia di Cavalese è stato dato alla fine di agosto un nuovo incarico dirigenziale quinquennale per lo "Sviluppo e coordinamento dei percorsi chirurgici aziendali", collocato nella fascia retributiva apicale "1B".

 

La decisione è contenuta nella Deliberazione del Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino numero 654 del 20 agosto 2026. “Un conferimento quinquennale di un ruolo trasversale che rischia di sovrapporsi e svuotare le competenze dei Direttori di Dipartimento e dei primari” ha spiegato la consigliera di Casa Autonomia, Paola Demagri che, continua “ solleva forti dubbi sul futuro della gestione clinica dell'ospedale, già fortemente provato dalla carenza di personale”.

 

Una situazione che rischia di mettere a dura prova la tenuta dei servizi essenziali erogati alle comunità delle Valli di Fiemme e Fassa. “C'è una profonda incertezza sul futuro stesso della struttura – afferma la consigliera di Casa Autonomia - dal momento che i grandi impegni assunti dalla Giunta provinciale nella scorsa legislatura per il potenziamento dell'infrastruttura appaiono oggi del tutto spariti dall'agenda politica della Provincia”.

 

Non sono mancate critiche sulle modalità con le quali è stato dato il nuovo incarico al direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia di Cavalese.  “Di fronte a un'Azienda sanitaria segnata da gravi disfunzioni organizzative, continue falle informatiche e liste d'attesa fuori controllo, ci si aspetterebbe – spiega Demagri - una ricerca aperta e trasparente delle migliori competenze per risolvere le emergenze reali dei reparti, piuttosto che il ricorso a promozioni interne o all'attribuzione diretta di posizioni economiche maggiorate. Inoltre, la creazione di queste figure trasversali sui sette ospedali trentini rischia di trasformarsi in un duplicato organizzativo. Inserendosi nelle funzioni già spettanti ai Direttori di  Dipartimento e ai singoli primari di chirurgia, e sovrapponendosi al Sop (Servizio Ospedaliero Provinciale), tali incarichi finiscono per esautorare questi ultimi dalle loro responsabilità gestionali e funzionali. Si sa che la figura del Direttore di Struttura Complessa e quella di Dipartimento sono regolate da circolari e norme del Ministero della Salute: questi incarichi trasversali, invece, da quali regolamenti o norme sono disciplinati?” si chiede la consigliera.

 

Da qui la richiesta di chiarimento su quali criteri oggettivi la direzione aziendale individui le professionalità, vista l'assenza di avvisi pubblici con raccolta di candidature che possano garantire pari opportunità e meritocrazia all'interno della dirigenza medica. “Rimane infine l'interrogativo – conclude Demagri - su come la guida della Chirurgia di un ospedale periferico in sofferenza come Cavalese possa conciliarsi con l'assenza del direttore di unità operativa. Alla luce di queste considerazioni è necessario chiarire quali azioni concrete si intendano adottare per fermare il depauperamento dell'Ospedale di Cavalese e se questo nuovo incarico non rappresenti un segnale di disimpegno verso la struttura”. 

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