Assistenza domiciliare, scatta il cambio di gestione con Consorzio Blu. Resta il nodo del personale e si va in tribunale. Gennai: "La clausola sociale è a tutela dei lavoratori"
Degli oltre 200 soci delle cooperative impegnati nelle attività di assistenza domiciliare solo una quarantina ha deciso di fare il cambio e passare con il nuovo Consorzio. Il resto del personale ha deciso di rimanere con la propria cooperativa. Consorzio Blu chiede l’elenco completo del personale per poter formulare la propria offerta. Una richiesta alla quale, finora, le cooperative hanno risposto picche. A deciderlo sarà ora il tribunale

TRENTO. Cambia il volto dell'assistenza domiciliare in Trentino. A partire da domani, primo ottobre, avverrà il subentro di Consorzio Blu nella prima delle tre aree individuate dall’Azienda sanitaria: Trentino orientale che comprende Valsugana, Val di Cembra e Val di Fassa.
Un cambio di gestione che coinvolge un servizio delicatissimo e centinaia di famiglie trentine. Ma dietro il passaggio di consegne c’è una partita che non si è ancora chiusa: quella dei lavoratori. Una vicenda che si sta portando avanti da diversi mesi e che ora approderà anche in tribunale.
Per capire la situazione bisogna fare un passo indietro (Qui l'articolo). L'assistenza domiciliare integrata in Trentino è uno dei servizi più importanti presenti sul territorio. Il suo obiettivo è mantenere al domicilio persone con bisogni sanitari complessi e, per farlo, il servizio integra diverse figure professionali, medico, infermiere e specialisti per valutare problemi di particolare complessità.
A gestire il servizio inizialmente erano i comuni, ma poi attorno agli anni 2000 l'Azienda sanitaria di Trento (in quel momento Apss) ha pensato di metterlo a gara. A partecipare e a vincerne la gestione è stato un gruppo di cooperative che da quel momento e fino ad oggi, con rinnovi e varie proroghe hanno garantito l'Adi (Assistenza domiciliare integrata) nei diversi ambiti territoriali collaborando assieme e formando personale rendendolo qualificato per affrontare le varie necessità.
La nuova gara pubblicata lo scorso anno dall'Azienda sanitaria ha però cambiato tutto spostando fuori provincia la gestione di un servizio finora radicato nel tessuto delle cooperative trentine, che per anni si erano suddivise i diversi ambiti territoriali garantendo continuità, personale e conoscenza diretta delle comunità locali. Il 21 aprile scorso, infatti, è stata comunicata l'aggiudicazione: un appalto da circa 24 milioni di euro per sei anni, assegnato a una cooperativa proveniente da Faenza, il Consorzio Blu.
Da qui il nodo del personale. Le cooperative trentine, che fino a oggi hanno garantito il servizio, hanno progressivamente riorganizzato i propri operatori (soci) su altri servizi. Stiamo parlando di personale formato e qualificato, con anni di esperienza, impegnato non solamente nei servizi di assistenza domiciliare, ma anche in tanti altri interventi sociali sul territorio.
Dal canto suo, Consorzio Blu chiede l’elenco completo del personale per poter formulare la propria offerta, convinto di poter mettere sul tavolo una proposta migliore di quella attuale. Una richiesta alla quale, finora, le cooperative hanno risposto picche, sostenendo che la clausola sociale prevista dal contratto sia comunque rispettata. Il personale, infatti, avrebbe scelto di rimanere con l’attuale gestore.
Presidente Gennai, oggi è il primo di ottobre. Inizia un nuovo capitolo per l'assistenza domiciliare in Trentino. Cosa accadrà?
Parte l'avvicendamento di Consorzio Blu sulla prima zona, il Trentino orientale e quindi Valsugana, Val di Cembra e Val di Fassa. Dal primo novembre ,invece, questo avverrà per la zona di Trento e le valli Non e Sole. Infine il passaggio di completare il primo dicembre con le restanti aree della Provincia.
L'Asuit che è la stazione appaltante ha optato per un inizio graduale con tre scaglioni. Siamo davanti ad un appalto molto importante e impattante sia per le persone che per le risorse umane coinvolte. La scelta di un principio di gradualità era una possibilità dell'Azienda sanitaria e noi ne abbiamo preso atto.
C'è però un contenzioso che rimane ed è quello legato al personale.
Sì, il nodo rimane. Ci sarà un'udienza il 14 ottobre in tribunale perché c'è una interpretazione non univoca rispetto alla clausola sociale.
Nel nostro intendimento, supportato anche da fonti legali, la clausola sociale non è a vantaggio di chi deve subentrare ma bensì dei lavoratori. Laddove anche in sede protetta, anche informati adeguatamente e doviziosamente, i soci e gli operatori e operatrici hanno deciso di rimanere nelle cooperative uscenti, accettando l'offerta fatta, ritentiamo non si debba fornire l'elenco dei nominativi di queste persone. Hanno già fatto una scelta e stanno già lavorando. Per circa 44 persone, per le quali non è stato possibile mantenerle occupate nelle cooperative uscenti, sono stati forniti i nominativi.
Dal canto suo, Consorzio Blu sostiene che debbano essere comunicati tutti i nominativi, compresi quelli che hanno scelto di rimanere nella cooperativa di provenienza. La motivazione addotta è che il Consorzio avrebbe il diritto di far conoscere le proprie e condizioni contrattuali, dicendo che sono migliorative. Un’affermazione, tuttavia, formulata senza conoscere nel dettaglio le condizioni che applichiamo e che, proprio per questo, appare quantomeno presuntuosa.
Quanti erano i lavoratori coinvolti?
Parliamo di oltre 200 persone. E sono otto le cooperative sociali trentine (Antropos, Arcobaleno, Il Sole, Assistenza, Sad, Vales, Fai e Gruppo Spes) che hanno collaborato e operano storicamente nel settore dei servizi socio-assistenziali e di assistenza domiciliare
Come stanno vivendo i soci questa situazione?
Sicuramente ci sono sensibilità diverse. Tuttavia, quando un numero così importante di persone, all’interno di una vicenda pubblica che va avanti ormai da luglio, decide sostanzialmente di non esporsi, vuol dire che è informato su ciò che sta accadendo e che evidentemente si riconosce nella posizione che rivendicano le cooperative. Altrimenti, probabilmente, avrebbero fatto scelte diverse.
E' bene ricordare che all'interno di questo dibattito le persone che sono principalmente coinvolte sono i soci, gli operatori e le operatrici, che sembrano quasi passare quasi per dei pacchi che si spostano. Non è neutro il contesto professionale organizzativo, soprattutto quando si parla di cooperative, in cui una persona lavora.
Più di una volta abbiamo ricevuto attestati di riconoscenza da parte dei soci e desiderio di rimanere nelle cooperative dove sono.
Teme ci saranno delle criticità con la partenza del servizio?
No, non vedo criticità. Consorzio Blu ha fatto evidentemente la migliore offerta tecnica e i presupposti possono essere anche molto positivi per la nostra comunità. La proposta che è stata ritenuti migliorativa deve passare ora dalla carta ai fatti. Ci attendiamo di vedere in modo chiaro quello che è l'effetto migliorativo. Oggi sarà un primo test, il buongiorno si vede dal mattino.













