“Non dobbiamo più chiederci se gli studenti debbano usare l’IA, ma cosa hanno compreso": nelle scuole arriva il piano Athena
Il piano triennale Athena accompagna le scuole italiane dell'Alto Adige nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Formazione per docenti e dirigenti, un vademecum già distribuito e un "semaforo" per capire quando è opportuno usarla. L'ispettore Furciniti: "Dobbiamo chiederci che cosa hanno compreso"

BOLZANO. “Non dobbiamo più chiederci se gli studenti debbano usare l’IA. Dobbiamo chiederci che cosa hanno compreso e se lo sanno verificare, rielaborare e spiegare”. A parlare è Fabio Furciniti, ispettore per la scuola italiana in Alto Adige. La scuola altoatesina, infatti, sta cercando di prendere le misure con l’intelligenza artificiale e lo fa senza perdere tempo a chiedersi se sia giusto introdurla nelle classi, ma accettandone la presenza e costruendo un quadro di regole per utilizzarla e insegnare a utilizzarla in modo corretto.
Furciniti paragona le reazioni all’avvento dell’IA a quelle degli antichi all’avvento della scrittura. “Anche Platone metteva in guardia contro la scrittura, considerandola la prima grande delega cognitiva della storia umana”, spiega. Nel Fedro, Platone scrive: “Questa scoperta porterà l'oblio nelle anime di coloro che la impareranno, perché non eserciteranno più la memoria”.
I timori suscitati dall’arrivo dell’IA sono simili, ma, come la scrittura non è intrinsecamente negativa, nemmeno l’IA lo è. Bisogna solo saperla usare. Per questo la scuola altoatesina ha sviluppato il piano Athena: un’iniziativa triennale per “accompagnare le scuole verso un uso consapevole, etico, sicuro e pedagogicamente fondato dell’IA”.
Il piano, già cominciato nel corso dell’anno scolastico 2025-26, finirà nel 27-28. Non guarda solo agli studenti e all’uso dell’intelligenza artificiale nell’apprendimento, ma ne considera l’utilizzo nella scuola a 360 gradi. All’interno del piano Athena si trovano infatti formazioni specifiche per i docenti, ma anche per dirigenti e personale amministrativo.
Oltre alla formazione, anche un vademecum, già distribuito nelle scuole, in cui si parla dell’IA, dei suoi usi pratici e dei suoi risvolti giuridici, etici e didattici. “Uno strumento aperto e di facile consultazione – racconta Furciniti –, realizzato grazie alla collaborazione di 35 persone tra docenti, dirigenti, ispettori e personale amministrativo. Non calato dall'alto, ma nato dalla scuola per la scuola con supervisione scientifica”.
Tra gli strumenti lanciati dal piano Athena, per esempio, anche un “semaforo dell’IA”, che aiuti gli insegnanti e il personale a capire quando sia opportuno usare l’intelligenza artificiale e quali siano invece le situazioni da evitare. Oltre a questo arriverà anche “Prompt Athena”, uno strumento per aiutare a scrivere prompt migliori.
“Al momento siamo nel secondo anno del piano triennale – puntualizza l’ispettore –. L’anno scorso abbiamo effettuato l’avvio, le prime sperimentazioni e lo studio. Ora c’è la fase di consolidamento, con l’uscita del vademecum e la creazione di un sistema di governance. Servono regole: deve essere chiaro chi decide, chi attua e chi supporta. Infine, nel 2027-28 passeremo alla fase di disseminazione, estensione e stabilizzazione. Valuteremo quanto sia stato recepito e se ci sia bisogno di fare degli aggiustamenti”.
L’assessore alla scuola italiana Galateo dichiara: “Siamo all'inizio di un'era nuova. È importantissimo applicarci subito, non solo per capire e insegnare l'aspetto tecnico, ma anche per ricordare e ricordarci di utilizzare l'IA con una coscienza umana. Dobbiamo trasmettere i valori dell'umanità e dell'essere umano. Non delegare all'IA delle valutazioni che dovrebbero essere umane”.













