Al via un corso di intelligenza artificiale per aziende: "Non è tutto ChatGpt. L’impresa deve sapere quando l’Ia è utile e quando conviene rinunciare"
Al via la nuova edizione del corso di AI Literacy per le imprese. Innovereye, con Anfao, Confindustria Belluno Dolomiti e Aivisory, punta a sviluppare maggiore consapevolezza, dalle figure manageriali ai tecnici: l’Ia è ormai presente in quasi tutte le aziende, ma spesso non genera impatto economico significativo

BELLUNO. “Adottare l'Ia non è una decisione delegabile al fornitore o all'ufficio IT: ciò che un sistema produce, con quali dati e sotto quale supervisione, ricade sull'organizzazione che lo usa. Per questo la consapevolezza deve essere diffusa a tutti i livelli, dal vertice a chi usa gli strumenti ogni giorno, e le scelte devono poter essere motivate e documentate”.
Insegnare l’intelligenza artificiale (Ia) alle imprese: a questo punta Innovereye, il primo centro internazionale tutto bellunese dedicato all’Ia nelle piccole e medie imprese dell’occhialeria. Parte infatti venerdì 16 ottobre a Palazzo Bembo, in centro a Belluno, il nuovo corso di AI Literacy, in collaborazione con Anfao, Confindustria Belluno Dolomiti e Aivisory. L'obiettivo è sviluppare senso critico nelle decisioni che l’azienda assume riguardo l’acquisto e l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale.
Citando uno studio globale svolto da McKinsey, Confindustria sottolinea infatti come l’88% delle imprese utilizzi già l'intelligenza artificiale in almeno una funzione aziendale, tuttavia meno di quattro intervistati su dieci riesce ad attribuirle un impatto economico e solo il 6% la considera un fattore significativo di profitto. L'indagine rivela quindi come l’intelligenza artificiale sia ormai ovunque, ma non sempre si traduca in valore.
Un tema già affrontato nel recente appuntamento con Robotech durante il confronto tra esperti dedicato alla formazione non solo dei giovani che entrano nel mondo del lavoro, ma anche delle aziende che stanno vedendo la loro realtà quotidiana cambiare velocemente sotto la spinta delle moderne tecnologie. Con l’occasione, Pier Paolo Boccadamo, alla guida di Innovereye, aveva ribadito come un’impresa debba prima di tutto identificare sfide e opportunità di tutti i giorni e poi investire nell’intelligenza artificiale, per costruire quella consapevolezza che evita di non saperla sfruttare (qui).
“L'obiettivo non è insegnare a usare uno strumento - conferma Confindustria - ma costruire in azienda un giudizio indipendente: sapere cioè dove l'Ia abilita qualcosa di concreto e dove conviene rinunciare. È la competenza che separa un progetto che genera valore da uno che si ferma al proof of concept e brucia budget”.
Quattro i pilastri del percorso, che si articolerà in 20 ore: capire cos’è l'intelligenza artificiale (“non è tutto ChatGpt”), come si applica in azienda, quali sono le priorità di investimento e come si struttura la responsabilità d’impresa. Il corso è rivolto a tutte le figure professionali (dopo un primo weekend comune, il secondo si divide in due percorsi, manageriale e operativo) e ai diversi settori, dalla manifattura al turismo e i servizi. Si svolgerà con esercitazioni in aula, casi reali e lasciando spazio alle questioni controverse portate dai partecipanti.
Le iscrizioni sono a numero chiuso, ogni informazione è reperibile sul sito di Innovereye o scrivendo ad academy@innovereye.com.


















