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Belluno
23 settembre | 16:06

“Ecco Robotech, portiamo l’innovazione a Belluno. Il mercato della robotica muove 90 miliardi di dollari nel mondo, le nostre imprese e i giovani devono essere pronti”

Il gruppo Giovani industriali di Confindustria presenta Robotech: due giorni all’insegna di dibattiti, sperimentazioni e un combattimento tra robot. Protagonisti i giovani e le aziende e startup

“Ecco Robotech, portiamo l’innovazione a Belluno

BELLUNO. Un evento per imprese, professionisti, studenti e tutti coloro che vogliono approfondire il mondo dell'innovazione e della robotica: così il gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti presenta Robotech, la due giorni pensata per portare la tecnologia nel cuore di Belluno.

 

A spiegare i motivi che hanno spinto a organizzare l’evento è il presidente del gruppo, Michele Da Rold. “Il mercato della robotica - afferma - è in forte crescita. Nel 2025 il movimento era di 70 miliardi di dollari, quest’anno si attesta attorno ai 90 e l’ipotesi per il 2027 è di arrivare a 110. Sta inoltre entrando sempre di più nei processi industriali per affiancare il mondo dell’intelligenza artificiale, che già influenza lo sviluppo delle nostre imprese. Il futuro della robotica è quindi adesso: dobbiamo chiederci non se e quando avverrà la trasformazione, ma come possiamo prepararci. Questo ci ha spinto a creare l’iniziativa e soprattutto a dialogare con le realtà del territorio”.

 

La due giorni partirà nel pomeriggio di venerdì 25 settembre con tre tavoli di discussione, mentre tutto sabato 26 sarà dedicato ai giovani, alla conoscenza delle startup presenti e a una gara di combattimento tra robot. Lo scopo è diffondere la cultura dell'innovazione nel territorio e valorizzare aziende locali e non.

 

“I tre incontri del venerdì - prosegue - sono pensati come una sorta di percorso. Si partirà da formazione e talenti per rispondere alla domanda su come prepariamo le persone alla sfida dell’innovazione (presente anche Apple Academy: qui). La seconda tavola “Ai, automazione e fabbrica intelligente” si chiederà quali saranno le tecnologie che trasformano le nostre imprese. La terza “Uomo, macchine autonoma e nuove applicazioni” si rivolge invece alla grande domanda, o la grande paura, del momento, cioè come cambierà il rapporto tra macchine e persone”.

 

Di fronte al dibattito in corso a livello globale sui tentativi di legiferare attorno al mondo dell’IA, l’ambizione dei giovani industriali è quindi raccontare come loro, e con essi le aziende, vedono questa evoluzione. “Guardare alla tecnologia non come sostituzione dell’uomo - specifica Da Rold - ma come strumento capace di ampliare le capacità umane”.

 

Sabato invece saranno protagonisti gli studenti: 180 quelli del territorio, che potranno interfacciarsi con le 12 imprese e startup presenti con gli stand per far vedere e toccare con mano ai giovani alcune delle più moderne tecnologie esistenti. Tra i momenti previsti anche “Combat Robot”, una sfida tra robot costruiti dai ragazzi per far apprezzare la dinamica del “mettere mano” per riuscire a fare le cose.

 

“Perché è importante per il territorio? Belluno ha una forte tradizione industriale e manifatturiera - prosegue Da Rold - e ci sono imprese che già lavorano nell’ambito automazione e robotica. Vogliamo quindi valorizzale e soprattutto farle incontrare con i giovani. Non è possibile dover sempre uscire dal territorio per incontrare certe competenze e partecipare a certi eventi, quando già qui abbiamo realtà che sono unicum a livello nazionale”.

 

Non solo. L’idea nasce da Dolobot, startup della Valbelluna che ha realizzato una tecnologia innovativa per ispezionare in sicurezza le infrastrutture idriche in profondità. A ideare il robot-anfibio GECO sono state tre giovani professionalità: Luca Anselmi, responsabile della componente meccanica, Matteo Cestari, ingegnere specializzato nello sviluppo di software per la robotica a controllo remoto, e Pietro Fedon, alla guida dello sviluppo commerciale dell’azienda nonché responsabile innovazione dei Giovani industriali. “Pietro e Luca - aggiunge Da Rold - si sono conosciuti nel nostro gruppo. La loro startup è l’esempio concreto di quello che Confindustria vuole essere: contaminazione di idee e sperimentazione”.

 

“Stando ai dati del 2021 - conclude - su circa 28 mila addetti nella manifattura bellunese, anche un aumento del 5% della produttività equivale a una capacità produttiva potenziale pari a 1.300 addetti in più. Non significa togliere posti di lavoro, ma avere la possibilità di aumentare la produzione e/o spostare queste persone a lavori di più alto valore aggiunto. Se volessimo spingerci al 10%, arriveremo a 2.800 addetti: anche in provincia, quindi, l’innovazione può portare solo benefici in termini di produttività e professionalità, con potenziali ricadute anche salariali".

 

Per approfondire questo impatto, però, si dovrà aspettare l’8 ottobre con la presentazione di una ricerca di Giulio Buciuni, professore associato al Trinity College di Dublino, da tempo legato al territorio bellunese con i suoi studi. Nel frattempo, chiunque si può immergere nel mondo della robotica: per partecipare agli eventi, basta iscriversi sul sito dedicato.

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